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Bollettino AO | L’incertezza politica frena l’Italia

I fatti salienti della settimana

Le previsioni della Commissione UE. Stando alle ultime previsioni della Commissione Europea, nel 2019 l’Italia crescerà dell’1,2%, mentre il deficit salirà al 2,9%. Si tratta di numeri molto più conservativi rispetto a quelli diffusi dal governo italiano: una crescita all’1,5% e un deficit non superiore al 2,4%. Le manovre presentate nell’ultima legge di bilancio non hanno convito la Commissione.

Infine, occhi puntati a martedì, data ultima entro cui il nostro Governo dovrà presentare a Bruxelles le modifiche richieste alla legge di bilancio, ed evitare così l’avvio della procedura di infrazione per deficit eccessivo.

USA, elezioni di midterm e Fed come da attese. Martedì 6 novembre gli Stati Uniti sono stati chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato. Come da attese, i Democratici hanno riconquistato la maggioranza alla Camera, mentre i Repubblicani del presidente Trump hanno consolidato la propria presenza al Senato. Anche la riunione della Fed non ha sorpreso i mercati: l’economia a stelle e strisce è “in buona salute” e il prossimo rialzo dei tassi è atteso per la riunioni di dicembre.

Sanzioni all’Iran di nuovo in vigore. Per effetto delle decisioni della Casa Bianca, lunedì sono tornate ufficialmente in vigore tutte le sanzioni all’Iran che gli Stati Uniti avevano cancellato dopo la firma dell’accordo sul nucleare iraniano nel 2015, quando alla presidenza c’era Barack Obama. Un primo gruppo di sanzioni era stato reintrodotto ad agosto: ora è toccato a tutte le restanti, incluse quelle contro l’industria energetica e la banca centrale dell’Iran.

 

Il grafico della settimana

Banche e Btp: una relazione complicata. Come abbiamo spesso raccontato, il rialzo del rendimento del nostro decennale ha colpito in primis le banche del nostro Paese, le quali ne detengono la quota maggiore. Ora facciamo un passo avanti. Quali contromosse possono attuare gli istituti bancari per contenere le perdite?

Una mossa è stata quella di acquistare nuovi titoli di Stato alle ultime aste e categorizzarli come held to maturity, cioè come obbligazioni da tenere fino a scadenza, piuttosto che da utilizzare per attività di trading. Questa è una distinzione meramente contabile ma ha un impatto decisivo nel contenere il rischio di rialzo del Btp.

Le obbligazioni a scadenza infatti possono essere contabilizzate al prezzo storico di acquisto, mentre quelle utilizzate per attività di trading al prezzo di mercato, sensibile perciò al movimento del Btp. Dal grafico possiamo notare quali sono gli istituti più (e meno) coperti da questa tipologia di rischio.

 
Banche e Btp | amCharts

 

Come si sono mossi i mercati

Azionario contrastato. Le Borse europee si avviano a chiudere la settimana in calo, appesantite soprattutto dalle vendite su auto, banche e minerari. A orientare i mercati in settimana hanno contribuito le numerose trimestrali (in Italia, tra le altre, quelle di Leonardo-Finmeccanica, TIM e Salvatore Ferragamo).

Meglio gli Stati Uniti che, a cavallo tra le elezioni di midterm e la riunione della Fed, chiudono la settimana in territorio positivo. Chiude la settimana sulla parità il mercato Asiatico, dove spicca il buon risultato della borsa di Pechino, rinvigorita dal dato positivo del commercio verso l’estero del Paese, in crescita del 15,6% annuo (contro l’11,7% atteso).

Ripiega il cambio euro/dollaro USA. Mentre lo spread BTP-Bund è tornato in area 300 punti, il cambio euro/dollaro, che mercoledì aveva toccato quota 1,15, chiude la settimana intorno all’1,13 dollari, ampliando il calo che da inizio anno segna il -5,5%.

Debolezza per il greggio. Prosegua il momentum negativo del petrolio con il Brent in calo di circa il 20% dai massimi di settembre, oggi a quota 69,5 dollari al barile, a ridosso di un nuovo meeting OPEC che si terrà nel fine settimana ad Abu Dhabi.

 

 

Da segnare in agenda

Italia – Lunedì escono i dati sulla produzione industriale, mentre martedì sono in programma le aste di BTP a varie scadenze. Venerdì occhio al saldo della bilancia commerciale.

Unione Europea – Martedì 13 novembre si terrà la riunione dell’Eurogruppo. Da monitorare sempre martedì anche l’indice ZEW sulla fiducia degli investitori tedeschi, mentre mercoledì arrivano i dati sul PIL trimestrale della Germania. Mercoledì escono i dati su andamento del PIL e livelli di occupazione in Europa nel terzo trimestre. In arrivo anche produzione industriale e bilancia commerciale a settembre (quest’ultima giovedì 15). Sempre mercoledì si terrà inoltre il vertice dei ministri delle Finanze dei Paesi UE. Occhio infine venerdì all’indice dei prezzi al consumo annuale nell’UE.

Asia – Dal Giappone in arrivo mercoledì i numeri sul PIL nel terzo trimestre e i dati sulla produzione industriale di settembre. Sempre mercoledì in Cina occhio a tasso di disoccupazione, ma anche a produzione industriale e vendite al dettaglio in ottobre.

Stati Uniti – Martedì appuntamento con il report mensile dell’OPEC. In agenda anche le aste di Buoni del Tesoro e il Bilancio federale a ottobre. Mercoledì occhio ai dati su scorte settimanali di petrolio e indice dei prezzi al consumo, mentre giovedì i riflettori sono puntati sul discorso del presidente della Fed, Jerome Powell. Venerdì arrivano infine i dati su produzione industriale e manifatturiera di ottobre.


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