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HomeECONOMIA E MERCATICOMMENTO AL MERCATOBollettino AO | Non ce n’è inflazione (ma i mercati la temono più che mai)

Bollettino AO | Non ce n’è inflazione (ma i mercati la temono più che mai)

I fatti salienti della settimana

La Fed non tocca i tassi. La Federal Reserve ha ritoccato al rialzo le stime di crescita dell’economia USA, con un +6,5% del PIL nel 2021 e un +3,3% nel 2022. Ma occhio alla disoccupazione, vista ora al 5% contro il precedente 4,5%. I tassi resteranno invariati adesso e nei prossimi due anni, ha rassicurato la banca centrale USA.

Ma non basta. Non c’è niente da fare: chi opera sui mercati continua ad aspettarsi una crescita dell’inflazione, con conseguente revisione in senso restrittivo della politica monetaria. Ecco allora che i rendimenti dei Treasury USA continuano a salire, con effetti sull’azionario (come vedremo nella parte del nostro bollettino dedicata ai mercati).

E questo nonostante i dati macro non siano proprio al top di sempre: a febbraio la produzione industriale è rallentata, mentre le richieste di sussidi di disoccupazione nell’ultima settimana sono tornate a salire.

Il piano anti-Covid. Per contrastare gli effetti della pandemia, lo abbiamo detto, l’amministrazione Biden ha varato un super piano da 1.900 miliardi di dollari, con l’ok di Camera e Senato. Ma questo piano va finanziato. Ora, par che il presidente Biden stia valutando un aumento delle tasse sui redditi più alti, con aliquota in aumento dal 21% al 28% per le grandi aziende e le persone con un reddito di almeno 400mila dollari l’anno.

Biden contro Putin. In un’intervista alla ABC il presidente USA ha detto che sì, pensa che il presidente russo Wladimir Putin sia un assassino e che “pagherà un prezzo caro” per aver tentato di influenzare le presidenziali del 2020. La Russia l’ha presa non benissimo, richiamando il suo ambasciatore negli Stati Uniti. Putin ha replicato augurando a Biden “buona salute” e – pare – proponendo un colloquio bilaterale online, pubblico e trasmesso in diretta. Staremo a vedere.

Biden contro Pechino. Ad Anchorage, in Alaska, il segretario di Stato USA Antony Blinken e il consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan hanno incontrato i responsabili della diplomazia cinese Yang Jiechi e Wang Yi. E, come si dice, l’hanno toccata piano, evidenziando come le azioni di Pechino in Xinjiang, a Hong Kong e a Taiwan minaccino la stabilità globale. La delegazione cinese ha risposto che gli Stati Uniti non hanno il diritto di rivolgersi alla Cina da una posizione considerata di forza.

Asse Washington-Tokio. Intanto, per non lasciare l’area del Pacifico sotto l’esclusiva influenza cinese, gli States lavorano a un rafforzamento dei rapporti con il Giappone: Blinken ha infatti auspicato la creazione di legami economici più profondi con il Paese.

La ripresa continua. Nel periodo gennaio-febbraio la produzione industriale cinese è cresciuta del +35,1% rispetto allo scorso anno, segnato dall’esplosione della pandemia.

AstraZeneca, nulla osta. Giovedì l’Agenzia europea dei medicinali ha confermato l’efficacia e la sicurezza del vaccino AstraZeneca, ma adesso si temono le disdette, dal momento che la sospensione, per quanto temporanea e precauzionale, ha alimentato i dubbi sui vaccini. In ogni caso, la somministrazione riprende.

Prezzi fermi o quasi. A febbraio l’inflazione dell’area euro ha registrato un +0,9% appena rispetto allo stesso mese del 2020.

La risposta congiunta. Alla riunione dell’Eurogruppo, i ministri finanziari hanno confermato che continueranno a proteggere le economie europee con sostegni fiscali, ma prevedendo già misure per ridurre il debito pubblico una volta che la ripresa sarà avviata.

A proposito di sostegno. Mentre scriviamo, in Italia si attende il varo del decreto Sostegno da 32 miliardi.

A proposito di debito. A gennaio, secondo Bankitalia, il debito delle amministrazioni pubbliche è cresciuto di 33,9 miliardi rispetto al mese precedente, sfondando il tetto dei 2.600 miliardi: un nuovo record.

Ripresa all’inglese. Il primo ministro inglese Boris Johnson ha presentato il piano revisionato post-Brexit per la difesa e il rilancio dell’economia. Intanto l’Unione Europea ha avviato un’azione legale contro il Regno Unito dopo che Londra ha unilateralmente deciso di ritardare l’attuazione di parti degli accordi per l’Irlanda del Nord raggiunti nel quadro della Brexit, estendendo il cosiddetto “periodo di grazia”.

Banche centrali, again. La Bank of England ha seguito l’esempio della Fed mantenendo invariati i tassi d’interesse. La Bank of Japan ridurrà l’acquisto di etf per una politica monetaria più sostenibile.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Lo spauracchio dell’inflazione. I mercati in settimana si sono mossi in un clima condizionato dai timori di un rapido aumento dell’inflazione, dalle tensioni USA-Cina e USA-Russia e dalle incertezze sulla prosecuzione della campagna vaccinale in Europa.

Come accennato, l’incremento dei rendimenti dei buoni del Tesoro USA sull’onda delle attese di un aumento dell’inflazione ha pesato su Wall Street.

Le “Quattro Streghe” di Wall Street. Ogni terzo venerdì del mese che chiude ogni trimestre, scadono in contemporanea quattro tipi di contratti derivati (contratti Futures sugli indici, contratti Futures sui singoli titoli quotati, opzioni sugli indici, opzioni sui singoli titoli), cosa che determina un aumento “automatico” dei volumi e che può comportare un incremento della volatilità. Oggi è uno di quei venerdì.

Bitcoin in alta quota. Sul fronte valutario, euro in calo nel cambio con il dollaro USA. Ma la protagonista, quando si parla di valute, resta sempre la criptovaluta per eccellenza: Bitcoin, che nei giorni scorsi è arrivata a sfondare i 60mila dollari in scia all’interesse degli istituzionali, salvo poi ripiegare.

Quotazioni in calo. Scendono i prezzi del petrolio, appesantito da un dollaro USA più forte e da indicatori tecnici che segnalano un eccesso di offerta sul mercato.

 

Indici azionari
Azioni Italia 0.69%
Azioni Europa 0.92%
Azioni Usa -0.85%
Azioni Cina 0.60%
Indici obbligazionari
Bond governativi eurozona -0.24%
Bond governativi usa -0.85%
Bond corporate usa -0.47%
Spread Btp-Bund 96 punti
Materie prime
Oro 1,734.40 (0.29%)
Petrolio Wti 60.47 (-7.71%)
Valute
Cambio Eur/Usd 1.1888 (-0.36%)
Cambio Eur/Gbp 0.8581 (0.53%)

Indici di mercato. Dati aggiornati ore 16.15 del 19/03/21

 

I market movers della settimana

Lunedì attenzione al Chicago Activity Index per gli USA. Mercoledì l’aggiornamento sui PMI e sugli indici della fiducia dei consumatori per l’area euro e per i singoli Stati membri.

Ma conosceremo anche il Jibun Bank PMI per il Giappone, il PMI del Regno Unito e i nuovi ordinativi negli USA. Giovedì, i dati sulla massa monetaria M3 dell’eurozona e l’indice manifatturiero della Fed di Kansas City. Venerdì l’IFO sul sentiment in Germania.

 


 

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