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Bollettino AO | Petrolio in fibrillazione, spread sotto controllo

I fatti salienti della settimana

Gli USA si chiamano fuori. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), vero nome dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, è vincolante o no? Per Unione Europea, Russia e Cina lo è. Per gli USA no.

E infatti, come ampiamente atteso, martedì 8 maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato l’addio. In millimetrico anticipo rispetto al termine del 12 maggio, termine entro il quale gli USA avrebbero dovuto rinnovare la sospensione delle sanzioni verso Teheran.

Rimanendo in tema di sanzioni, il prossimo obiettivo degli Stati Uniti potrebbe essere il Venezuela, a valle delle presidenziali del 20 maggio: cosa che, come evidenziano gli osservatori, potrebbe comportare una riduzione della produzione di petrolio a un milione di barili al giorno.

Trump-Kim, vertice a Singapore. Sempre per la serie “geopolitica in primo piano”, si conoscono finalmente data e luogo dell’incontro fra Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un: sarà il 12 giugno a Singapore.

La notizia è arrivata nella settimana in cui il segretario di Stato USA Mike Pompeo ha riportato a casa tre cittadini americani prigionieri in Corea del Nord. Un segnale di distensione decisivo che, come ha fatto notare Il Sole 24 Ore, ha spianato la strada al vertice.

L’avvertimento della BCE. “Un’escalation significativa delle tensioni commerciali potrebbe far deragliare la ripresa in atto nel commercio globale e nell’andamento delle attività”, ha avvertito la Banca Centrale Europea presentando il nuovo bollettino.

Per ora la crescita prosegue solida e generalizzata (ma si è attenuata nel primo trimestre) e i mercati del lavoro dell’eurozona continuano a migliorare.

Tassi fermi in Gran Bretagna. La Banca d’Inghilterra ha mantenuto i tassi di interesse invariati allo 0,5%.

Fiori d’arancio per Big Pharma. La giapponese Takeda ha raggiunto un accordo con la società Shire e presentato un’offerta vincolante da circa 52 miliardi di euro. Se l’operazione va in porto, il nuovo gruppo diventerà il nono più grande del settore in termini di fatturato.

Il presidente furioso. Magari furioso no, ma spazientito sì. E preoccupato, soprattutto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sollecitato, in assenza di un’intesa tra i partiti, un governo provvisorio neutrale, di servizio.

Le sue parole hanno fatto ripartire il dialogo tra M5S e Lega su programma e composizione del nuovo esecutivo. Il presidente Mattarella ha quindi messo in guardia da tentazioni antieuropeiste: “le teorie sovraniste propongono soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili”, ha avvertito.

Le banche fanno festa. Sono uscite le trimestrali delle prime due banche italiane per capitalizzazione: Intesa Sanpaolo ha riportato un utile netto di 1,25 miliardi di euro (+39% anno su anno), e l’AD Carlo Messina ha annunciato anche per il 2018 un dividendo “molto generoso”; UniCredit ha dichiarato “il miglior primo trimestre dal 2007”, con un utile di 1,1 miliardi (+22,6% annuo).

E poi il gruppo Monte Paschi di Siena, che è tornato all’utile e ha anche completato il processo di cartolarizzazione per la cessione di un portafoglio di 24,1 miliardi di euro di sofferenze e ottenuto il rating investment grade per la tranche senior.

Infine, Bankitalia ha evidenziato per tutti gli istituti italiani sofferenze in calo dell’11% e impieghi in aumento del 2,3% annuo a marzo.

Grafico della settimana

Timori eccessivi? Gli analisti guardano con attenzione all’appiattimento della curva USA, che per alcuni è il segnale di una crisi imminente. Ma c’è anche un’altra spiegazione; le deboli pressioni inflazioniste tengono i rendimenti a lungo termine sotto controllo, mentre il rialzo dei tassi della Fed fa alzare quelli a breve. Al momento i timori di una recessione alle porte sembrano eccessivi.

Come si sono mossi i mercati

Effetto governo sui mercati. Positivi gli indici USA che, dopo gli ottimi risultati delle trimestrali, non risentono particolarmente delle tensioni geopolitiche con l’Iran. Male invece Milano che ha assorbito gli umori degli operatori riguardo alla rinnovata possibilità di un governo M5S-Lega.

È l’ipotesi che piace meno per via dell’euroscetticismo e della apparente scarsa sostenibilità dei programmi fiscali e previdenziali (flat-tax e abolizione legge Fornero). Il Ftse MIB, l’indice di riferimento di Piazza Affari, registra ancora una performance da inizio anno superiore al 10%.

Lo spread sale, giù l’euro. Mentre l’inflazione USA sotto le attese faceva sì che il decennale statunitense scendesse sotto il livello del 3%, il differenziale di rendimento tra il BTP italiano e il Bund tedesco è salito a 140 punti, il top da marzo, per poi ripiegare con il rendimento del decennale italiano.

Stabile l’andamento della nostra moneta contro il dollaro USA, che non riprende forza dopo la recente fase di indebolimento, e rimane intorno a quota 1,19 dollari USA.

E il greggio va su. Il petrolio si è imposto fra i protagonisti della settimana: la mattina successiva all’annuncio di Trump, il Brent con consegna a luglio superava i 77 dollari al barile, sui massimi dal novembre 2014, mentre il WTI con consegna a giugno oltrepassava i 71.

La mossa USA – questo è il timore – potrebbe sottrarre ai mercati mondiali una porzione significativa di offerta. La settimana per le due qualità di greggio si chiude attorno a quegli stessi livelli.

In agenda

Di seguito, alcuni dei principali appuntamenti e dati macroeconomici della prossima settimana (fonte: Bloomberg).

Europa – Martedì 15 maggio si conoscerà il dato sulla variazione del Prodotto Interno Lordo della Germania nel primo trimestre dell’anno. In quella stessa giornata saranno diffusi i punteggi della rilevazione del sentiment sull’economica tedesca sintetizzati nell’indice ZEW e relativi al mese di maggio. Settimana prossima focus anche sull’indice dei prezzi al consumo ad aprile.

Gran Bretagna – Tra i dati macroeconomici più rilevanti, la variazione delle richieste di sussidi di disoccupazione ad aprile.

Stati Uniti – Il 15 maggio riflettori puntati sulle vendite al dettaglio di beni essenziali, di cui verrà rilasciata la variazione mensile ad aprile. Il 16 maggio sarà il turno dei permessi di costruire rilasciati ad aprile e dell’aggiornamento settimanale sulle scorte di petrolio greggio. Giovedì 17 novità sull’indice di produzione della Fed di Filadelfia riferito a maggio.

Cina – Martedì 15 maggio è schedulato il dato sulla produzione industriale ad aprile, di cui si conoscerà la variazione anno su anno.

Giappone – Attenzione, mercoledì 16, al dato sul PIL nel primo trimestre dell’anno.


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