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Bollettino AO | Previsioni economiche non incoraggianti dall’Ue, Borse tra alti e bassi

I fatti salienti della settimana

Btp Futura, record di richieste. Ha preso il via lunedì 6 luglio il BTp Futura. Risposta positiva da parte degli investitori privati: dopo due giorni, ordini di poco superiori ai quattro miliardi di euro. Un successo frutto della raccolta registrata nel primo giorno, pari a 2,4 miliardi, seguita dagli 1,6 miliardi del secondo giorno.

Intesa…? Questa settimana toccava al Cda di Ubi deliberare sull’offerta di Intesa, ha però bocciato l’offerta: “Non conviene ai nostri azionisti” hanno riferito. L’Offerta, non prevedendo un corrispettivo per cassa, pone secondo loro a carico degli Azionisti di UBI i rischi connessi al raggiungimento degli Obiettivi Strategici dell’Operazione definiti da Intesa (ISP). Il Corrispettivo – rappresentato da un rapporto di cambio tra Azioni UBI e Azioni ISP – non remunera adeguatamente tali rischi”.

Industria tedesca ai minimi. Sembra quasi un ossimoro, ma la crisi non risparmia nessuno. Ancora segnali di debolezza dall‘industria manifatturiera tedesca, che a maggio registra una contrazione degli ordini, destagionalizzata, del 29,3% su base annua, mentre rispetto ad aprile tornano a crescere del 10,4% dopo la forte contrazione mensile registrata il mese precedente (-25,8%). Il dato mensile è comunque inferiore alle stime di consenso. Incoraggiante invece il risultato della produzione industriale francese e italiana.

Svelato il Piano Nazionale di Riforma (PNR). Pronta la bozza di governo del documento che accompagna il DEF, nel quale il Governo elenca i punti e gli obiettivi della politica italiana per il prossimo triennio. Sì alla riduzione delle tasse per i ceti medi, ma senza condoni fiscali. Al contrario, si insisterà sulla lotta all’evasione fiscale con più risolutezza e controlli. Sono queste le linee guida secondo quanto si legge nella bozza. La “riduzione del tax gap” è “obiettivo prioritario” che sarà perseguito con “il miglioramento della qualità dei controlli”.

Ritorna l’inferno del Fisco. Anche l’Agenzia delle Entrate ha subito un duro colpo da lockdown pesante: le entrate tributarie hanno perso circa 15 miliardi nei tre mesi di lokdown. A pesare le sospensioni dei versamenti, ma anche la profonda crisi economica. Lo Stato pensa di recuperare alla ripresa dei versamenti fissata per il 16 settembre in unica soluzione o in 4 rate mensili. L’Iva sugli scambi interni perde qualcosa come 7,2 miliardi con un calo nel commercio del 27% , del 24,9% nell’industria e di oltre il 17% nei servizi.

Covid Mergers. Per una cifra di 2,65 miliardi di dollari Uber ha acquisito Postmates, società di servizi per la consegna di pranzi e cene a domicilio. La transazione è avvenuta interamente per azioni. Postmates, il quarto operatore di consegne degli Stati Uniti, sarà integrato in Uber Eats. Mancata l’acquisizione della più grande GrubHub. Il titolo sale. La fusione dovrebbe essere completata entro l’inizio del 2021.

Segnali incoraggianti dagli USA. Nuovi segnali di ripresa dal mercato del lavoro americano dopo l’effetto lockdown: a maggio le assunzioni sono state 6,5 milioni contro i 4,1 milioni di aprile. In aumento anche le posizioni lavorative vacanti: 5,4 milioni, in aumento di 400mila unità rispetto al mese precedente.

Deutsche Bank integra l’IA. Deutsche Bank e Google Cloud hanno deciso di unire le forze in una partnership strategica che mira a ridefinire il modo in cui la banca tedesca si sviluppa e offre i propri servizi finanziari. Con questa partnership, Deutsche Bank otterrà anche un accesso diretto all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico per servire al meglio i propri clienti.

Nessun rinnovo per Quota 100. Quota 100 è stata confermata fino a fine 2021, ma nessun rinnovo ulteriore è in vista. La conferma è arrivata dal sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, “É escluso che vada oltre” – e, ha aggiunto “coi risparmi che abbiamo accumulato rispetto alle spese preventivate, ci dedicheremo a una riforma del sistema pensionistico che punti semmai a una sorta di Nuova Ape social, più generalizzata”.

Peggio del previsto. La Commissione europea ha rivisto al ribasso la crescita nell’Ue rispetto alle stime primaverili. Il Pil crollerà quest’anno nell’Eurozona dell’8,7% rispetto al 7,7% stimato e nell’Ue a 27 dell’8,3% rispetto al 7,4%. Anche la crescita nel 2021 sarà meno robusta. L’Italia è quella con il calo più deciso: -11,2% quest’anno rispetto al -9,5% stimato in primavera, con una ripresa del 6,1% per il 2021 (era 6,5%). Le previsioni sull’inflazione restano invariate.
 

 

Come si sono mossi i mercati

Borse europee tra alti e bassi. Le Borse europee aprono la settimana con slancio, per poi tenersi sostanzialmente volatili. Pesano le previsione economiche della Commissione e i dati poco incoraggianti provenienti dalla Germania. Trend per lo più negativo per le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente.

Wall street penalizzata. Pesano ancora i contagi sui listini americani, ma la luce si intravede grazie agli incoraggianti dati macro. Sulle Borse americane si alternano alti e bassi, resiste il -duro a morire- Nasdaq che nelle giornate di mercoledì e giovedì ha segnato nuovi massimi.

Listini asiatici in ripresa. É la Cina a guidare la ripresa sui mercati d’oriente grazie ai dati positivi sull’andamento dell’economia. Shanghai continua così la sua striscia positiva supportata dalle politiche di sostegno alla ripresa di Pechino e dall’assenza di sintomi di una nuova ondata Covid: il guadagno settimanale della Piazza cinese è intorno al 7%. Anche Tokyo si mantiene in territorio positivo, grazie alla performance dei titoli del settore tecnologico trainati da Wall Street.

Oro ancora ai massimi. L’oro continua la sua scalata e si conferma ai massimi dal 2011, sorpassando nettamente i 1.800 dollari l’oncia: dopo 2 mesi in sordina, il prezzo dell’oro ha iniziato a salire a fine giugno e ai primi di luglio ha accelerato ancora, sulla scia della seconda ondata di contagi negli Usa, che mette a serio rischio la ripresa economica.

Stock inattesi per il petrolio Wti. Tornano a salire le scorte di petrolio statunitensi: oltre cinque milioni di barili in più rispetto alla scorsa settimana negli inventari Usa, che tornano a temere una nuova crisi dei siti di stoccaggio. Il prezzo del greggio scende sotto i 40 dollari.
 

Indici azionari
FTSE MIB -0,38%
S&P 500 0,44%
Euro Stoxx 50 -0,51%
Nasdaq Composite 2,65%
Shanghai 7,31%
Indici obbligazionari
Governativo Us 0,43%
Governativo Euro 0,27%
Corporate Investment Grade 0,63%
Spread Btp-Bund 170.31
Materie prime
Oro 1.810,45 (1,22%)
Petrolio Wti 39,88 (-1,17%)
Valute
Cambio Eur/Usd 1,1316 (0,60%)
Cambio Eur/Gbp 0,8946 (-0,72%)

Indici di mercato. Dati aggiornati ore 16.20 del 10/07/20

 

I market movers della settimana

La settimana si apre con un bel po’ di dati macro in arrivo martedì dalla Gran Bretagna: si parte con la variazione delle richieste di sussidi per la disoccupazione per continuare con la pubblicazione del Pil mensile e della produzione manifatturiera di maggio. Sempre martedì si attende l’Indice Zew che determina il sentiment degli investitori istituzionali tedeschi, atteso in lieve calo.

Giovedì è il turno della Cina che attende i dati sul Pil e la produzione industriale annuale nel 2020. Ma gli occhi saranno tutti puntati sulla Bce e le sue dichiarazioni di politica monetaria.

Si chiude la settimana venerdì con le vendite al dettaglio di giugno in Gran Bretagna e l’Indice dei Prezzi al Consumo annuale della zona euro previsto in calo.

 


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