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Bollettino AO | Prove di disgelo USA-Cina, boom di disoccupati negli States

I fatti salienti della settimana

Eurogruppo pronto ad approvare il Mes. Sembra vicina un’intesa tra i governi UE sulla linea di credito ad hoc del Meccanismo europeo di stabilità: il programma dovrebbe vedere il via libera già oggi e prevederebbe un monitoraggio leggero. Significa che l’eventuale accesso al Pandemic Crisis Support comporterà un controllo solo sull’uso corretto dei fondi per spese legate all’emergenza e non sulle politiche macro-economiche del Paese. I ministri delle Finanze dell’Eurozona si riuniscono oggi (venerdì) in videoconferenza per definire i dettagli sul piano di supporto ai Paesi membri colpiti dalla pandemia.

Slitta invece di alcune settimane la discussione all’interno della Commissione europea sul Recovery Fund.

Grattacapi per la BCE. In Germania la Corte Costituzionale tedesca ha respinto un ricorso contro il QE della Banca Centrale Europea, affermando che il programma non finanzia gli Stati e rispetta il divieto del Trattato contro la monetizzazione dei debiti pubblici nazionali. La Corte, però, ha accolto il ricorso di alcuni accademici ed economisti tedeschi sulla possibilità che il quantitative easing abbia violato il mandato della BCE. E ha dato a Francoforte tre mesi di tempo per spiegare le ragioni economiche che hanno giustificato il programma.

La presidente della BCE Christine Lagarde ha ribadito che nel contesto eccezionale della crisi la banca centrale deve andare oltre le politiche convenzionali e proseguirà “indisturbata” a prendere ogni misura possibile per contenere lo shock, e che a vigilare sulla sua azione sono solo Parlamento europeo e Corte europea di Giustizia.

Prove di riaperture. Il 4 maggio è iniziata in Italia la fase 2 dell’emergenza covid-19. Hanno riaperto le aziende della manifattura, delle costruzioni e del commercio all’ingrosso legato ai settori in attività, con il ritorno al lavoro di oltre 4,4 milioni di dipendenti. Ma “Se i contagi risalgono, dovremo richiudere subito”, ha ammonito Walter Ricciardi, consigliere del ministero per la Salute. Allentano le restrizioni anche Francia e Spagna.

Nuovi downgrade in arrivo? Venerdì a mercati chiusi sono attesi i giudizi di Moody’s e Dbrs sul rating del nostro Paese. Se il giudizio di DBRS si trova attualmente a BBB high, ben tre notch al di sopra del livello junk, quello di Moody’s (Baa3) è appena al di sopra del livello spazzatura.

USA-Cina, prove di distensione dopo il gelo. Timidi segnali di distensione tra le due superpotenze, dopo attacchi verbali e accuse incrociate, con l’emergenza coronavirus che ha inasprito ulteriormente i rapporti. Il ministero del Commercio di Pechino ha fatto sapere infatti che i rappresentanti commerciali cinesi e statunitensi hanno deciso di lavorare per mettere in pratica l’accordo sui dazi raggiunto prima della pandemia.

Economia a picco. La Commissione europea prevede per il PIL dei Paesi dell’Eurozona un crollo del 7,7% nel 2020, seguito da un rimbalzo del 6,3% nel 2021. Per l’Italia va anche peggio: -9,5% nell’anno in corso e un debito pubblico che raggiungerà il 159% rispetto al PIL.

 

Brexit, come procede? Sono iniziati i negoziati, in videoconferenza, tra Usa e Gran Bretagna per un accordo di libero scambio post Brexit.

USA, boom di disoccupati. Nell’ultima settimana altri 3,2 milioni di cittadini americani hanno richiesto un sussidio di disoccupazione, portando il numero totale a quota 33,3 milioni. Stando ai numeri pubblicati venerdì, in aprile il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti ha toccato il 14,7%, livelli che non si vedevano dai tempi della Grande Depressione.

Bilancia commerciale. Le esportazioni della Cina sono aumentare del 3,5% ad aprile rispetto a un anno fa, mentre gli analisti si aspettavano una diminuzione del 15,7%. Le importazioni sono diminuite del 14,2%, contro le aspettative di una diminuzione dell’11,2%.

 

Come si sono mossi i mercati

Settimana in altalena per le borse, che si muovono in terreno positivo nell’ultima seduta della settimana sulla scia della distensione nei rapporti tra Usa e Cina e in attesa dell’Eurogruppo. Bene le piazze asiatiche e i listini europei (Londra è chiusa per festività). Anche i futures su Wall street (non ancora aperta nel momento in cui scriviamo) sono positivi nonostante il dato preoccupante sul mercato del lavoro.

Petrolio in rialzo. Dopo un mese di aprile caratterizzato da un crollo storico delle quotazioni, i prezzi del petrolio stanno progressivamente risalendo complici l’inizio del periodo dei tagli produttivi concordati dal gruppo dei Paesi Opec+, la riduzione della produzione negli Stati Uniti e una minore pressione sui centri di stoccaggio. Il WTI per consegna giugno supera i 24 dollari al barile, il Brent luglio viaggia intorno ai 30 dollari al barile. Fino a questo momento, il WTI ha recuperato il 10% nel mese di maggio, il Brent il 12% circa.

 

I market movers della settimana

La settimana prossima sono in arrivo i numeri del PIL britannico e tedesco.

Occhio anche all’indice dei prezzi al consumo negli USA (lunedì) e alle scorte di petrolio greggio (mercoledì).

Venerdì da segnalare le vendite al dettaglio di aprile negli USA e i dati sulla produzione industriale in Cina.

 


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