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Bollettino AO | Tassi, tutti in fremente attesa per la Fed

I fatti salienti della settimana

Nuova battuta dal copione dei dazi. Il presidente USA Donald Trump, incoraggiato forse dai recenti record dell’azionario USA (S&P500 sui 3.000 e Dow Jones sopra i 27.000) ha detto che, volendo, potrebbe introdurre altri dazi sull’import delle merci cinesi.

C’è la tregua siglata al G20 di Osaka, è vero, ma secondo Trump la Cina non sta comprando abbastanza prodotti agricoli, come invece aveva promesso al summit giapponese di fine giugno.

I colloqui proseguono. Intanto un gruppo bipartisan di senatori ha presentato un disegno di legge che bloccherebbe la rimozione di Huawei da un’eventuale blacklist tecnologica senza un atto del Congresso.

Beige Book e il taglio dei tassi. Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha ribadito che la banca centrale USA sta “monitorando attentamente” i rischi al ribasso per la crescita degli Stati Uniti e che “agirà come appropriato per sostenere l’espansione”.

In settimana è uscito il Beige Book, che dipinge una prospettiva “positiva” per i prossimi mesi, con l’attesa di una crescita modesta, nonostante le diffuse preoccupazioni sul possibile impatto negativo delle incertezze sul commercio.

Si scommette su un taglio di 25 punti base alla fine di questo mese, ma c’è chi non esclude l’ipotesi di un meno 50.

Nuova poderosa iniezione cinese. Martedì la People’s Bank of China ha iniettato nel sistema finanziario 160 miliardi di yuan, un giorno dopo che il tasso di riferimento dei pronti contro termine è salito al livello più alto in un mese.

Una donna alla presidenza. Ursula von der Leyen sarà alla presidenza della Commissione Europea dal primo novembre, quando inizierà il suo mandato. Ha promesso di intensificare la riduzione dei gas serra per azzerarli nell’UE entro il 2050.

Un obiettivo per il quale – ha detto – sbloccherà un trilione di euro di finanziamenti nel prossimo decennio.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Vivacità in attesa della Fed. Listini asiatici divisi dopo la nota sul PIL cinese: l’economia del Regno di Mezzo ha rallentato al ritmo più basso dall’inizio degli anni Novanta, con un +6,2% annuo nel secondo trimestre.

In compenso, la produzione industriale a giugno è cresciuta del +6,3%, meglio del previsto e di maggio, grazie all’iperattivismo della banca centrale cinese.

Le attese di una mossa espansiva da parte della Fed hanno spinto tutte le piazze azionarie. A New York, le stime di vendita di Microsoft hanno fatto bene al Nasdaq. Milano risente delle voci su una possibile crisi di governo, con ipotesi di elezioni anticipate in autunno.

Riserve e rendimenti in calo. Le riserve cinesi di titoli del Tesoro USA sono calate per il terzo mese consecutivo a maggio. I Bund a 10 anni continuano a offrire rendimenti inferiori allo zero. A Roma c’è aria di crisi di governo e lo spread BTP-Bund torna a salire.

Fitch bacchetta Erdogan. Lira turca protagonista sul fronte valutario anche questa settimana dopo la decisione di Fitch di tagliare ulteriormente il rating sovrano della Turchia a “junk”.

A preoccupare è il deterioramento dell’indipendenza della banca centrale, oltre a quello della credibilità della politica economica. E poi c’è il rischio incombente di un inasprimento delle sanzioni statunitensi.

Petrolio in calo. La US Energy Information Administration (EIA) ha segnalato un’inattesa forte crescita delle scorte di benzina e carburanti distillati, che ha contribuito allo slancio ribassista iniziato martedì, quando il segretario di Stato Mike Pompeo ha menzionato la possibilità di allentare le sanzioni dell’Iran.

Metallo giallo ancora sui 1.400. L’oro resta sui massimi degli ultimi sei anni.

 



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Market movers della settimana

Carrellata di market mover dagli Stati Uniti. In particolare, saranno oggetto di attenzione anticipatori come il Chicago Activity Index (lunedì 22), il Richmond Fed Index (martedì 23) e il PMI manifatturiero di Markit (mercoledì 24).

Giovedì toccherà agli ordinativi di beni di consumo durevoli. Venerdì sarà il giorno della prima stima sul PIL statunitense nel secondo trimestre 2019.

Nell’area euro l’interesse si concentrerà sui PMI manifatturieri (24 luglio) e, soprattutto, sulla decisione della Banca Centrale Europea (25 luglio). In Germania il 25 luglio uscirà l’aggiornamento sull’IFO.

Quali market mover dall’Asia? Il focus sarà sui PMI giapponesi (24 luglio) e sui prezzi al consumo nell’area di Tokyo (26 luglio).

 


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