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HomeECONOMIA E MERCATICOMMENTO AL MERCATOBollettino AO | Usa al voto, la Bce risponderà alla “seconda ondata”

Bollettino AO | Usa al voto, la Bce risponderà alla “seconda ondata”

I fatti salienti della settimana

Rabbia e paura. Visto l’aumento continuo dei contagi da coronavirus – in questo momento soprattutto in Europa – molti Paesi tra cui l’Italia si trovano costretti a rimettere in campo misure restrittive che ricordano molto il lockdown di primavera, anche se per il momento con sfumature più blande.

L’Italia ha varato un decreto che prevede la chiusura di ristoranti e bar alle 18, la chiusura totale di piscine e palestre e la didattica a distanza al 75% per le scuole superiori, oltre alla chiusura dei centri commerciali nel weekend. La Francia è nuovamente in lockdown (solo le scuole restano aperte), mentre la Germania ha chiuso bar e ristoranti (si limiteranno al servizio d’asporto), oltre a cinema, teatri, palestre e piscine.

Questa volta però alla preoccupazione si è aggiunta la rabbia: in molte città italiane ed europee ci sono state proteste contro le restrizioni imposte dai governi.

La parola lockdown non è più un tabù. Sta di fatto che, a questo ritmo, l’Italia si avvicina allo “scenario 4” previsto dall’Istituto superiore di sanità, il più grave. Cinque regioni sono a rischio lockdown: il premier Giuseppe Conte starebbe già lavorando a un nuovo Dpcm da approvare la prossima settimana.

Aiuti italiani. Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto ristori per le categorie colpite dalle chiusure previste dall’ultimo dpcm. Si tratta di un pacchetto di aiuti che vale “5,4 miliardi sull’indebitamento netto e 6,2 sul saldo netto da finanziare” e include contributi a fondo perduto per gli esercizi costretti a sospendere le attività, l’estensione della Cig Covid-19 di sei settimane e lo stop ai licenziamenti fino al 31 gennaio.

E aiuti europei. Consiglio e Parlamento europeo sarebbero vicini a un accordo per il varo del bilancio pluriennale e del Recovery Fund, ma quest’ultimo non sarà operativo prima di febbraio.

Bce pronta a intervenire. Nella riunione di questa settimana, la Bce ha lasciato fermi i tassi di interesse, ma la presidente Christine Lagarde ha garantito che “risponderà anche alla seconda ondata”. Gli analisti si aspettano a dicembre un’espansione di altri 500 miliardi di euro del Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp).

Francia nel mirino del terrorismo. Dopo giorni di tensione crescente con il mondo islamico, in Francia torna la paura del terrorismo. A Nizza un uomo è entrato nella cattedrale di Notre Dame e ha ucciso tre persone. Nelle stesse ore un uomo armato di coltello è stato ucciso dalla polizia ad Avignone dopo aver tentato di aggredire gli agenti al grido di “Allah akbar”. Un’altra persona, sempre armata di coltello è stata fermata a Lione. Gli attacchi arrivano dopo la decapitazione del professore Samuel Paty e la pubblicazione di una vignetta di Charlie Hebdo che ha scatenato le polemiche tra il presidente francese Emmanuel Macron e quello turco, Recep Tayyip Erdogan. Il governo turco ha condannato gli attentati.

Usa in crescita. Il Pil degli Stati Uniti è cresciuto più delle attese nel terzo trimestre, segnando un rimbalzo del 33,1% su base annua.

Volata finale. I dati positivi sulla crescita economica potrebbero rilanciare la corsa del presidente uscente a poche ore dal voto. Intanto il candidato democratico ha ricevuto l’endorsement dell’Economist.

Numeri tech. I grandi colossi tecnologici statunitensi hanno superato le attese nel terzo trimestre. Amazon ha riportato una crescita dei ricavi del 37%, Alphabet ha registrato ricavi in rialzo del 14% e utili del 59% e Facebook ha fatto segnare un +22% di ricavi anche se gli utenti in Canada e Usa sono leggermente diminuiti. In controtendenza soltanto Apple, i cui utili sono scesi del 7,4% – meno, comunque, di quanto previsto dagli analisti.

Brexit, ci siamo quasi? Prosegue a suon di negoziati la partita tra Londra e Bruxelles per la definizione di un accordo post-Brexit. Stando all’agenzia Bloomberg, che cita fonti vicine alle trattative, Unione Europea e Regno Unito avrebbero compiuto progressi questa settimana verso la risoluzione di alcune delle questioni che hanno a lungo tormentato i colloqui, facendo sperare che un accordo possa essere raggiunto all’inizio del mese prossimo. L’obiettivo per ora è ridurre quanto più possibile i motivi di attrito rimanenti entro il 3 novembre, dopo di che la palla passerà al primo ministro britannico Boris Johnson e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per mediare un compromesso finale.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Borse sotto pressione. La settimana sui mercati è stata appesantita dai timori legati alla pandemia di covid-19, oltre che dalle incertezze in vista delle elezioni. Dopo due giornate “nere”, lunedì e mercoledì, i listini archiviano dunque l’ottava in rosso da questa e dall’altra parte dell’Oceano.

Un’ombra sui titoli tech.A frenare le borse, segnala Il Sole 24 Ore, sono anche i dubbi sulle prospettive per i colossi del tech Usa, nonostante una serie di solide trimestrali: gli investitori guardano ormai con estrema cautela a titoli che hanno raggiunto valutazioni estremamente elevate.
Il tema principale rimane comunque l’impatto della seconda ondata della pandemia.

Tokyo in profondo rosso. Andamento negativo anche per le Borse asiatiche, con l’indice giapponese Nikkei che ha segnato la più ampia perdita settimanale in tre mesi, mentre il più ampio Topix ha ceduto il 2,83% durante la settimana.

Euro debole. Sul mercato valutario, l’euro si muove sotto quota 1,17 dollari dopo che giovedì la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha aperto la strada a nuovi interventi in occasione del vertice di dicembre.

Petrolio e spread. In calo anche i prezzi del petrolio, sui timori relativi alla domanda mondiale di energia: il Wti di dicembre si muoveva venerdì sui 35,8 dollari e il Brent a 37,2 dollari.
Più o meno stabile, infine, lo spread tra Btp e Bund, intorno a 134 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale benchmark è intorno allo 0,72%.

 

Indici azionari
Azioni Italia -7.38%
Azioni Europa -5.64%
Azioni Usa -4.38%
Azioni Cina 1.30%
Indici obbligazionari
Bond governativi eurozona 0.62%
Bond governativi usa 0.05%
Bond corporate usa 0.82%
Spread Btp-Bund 133 punti
Materie prime
Oro 1,882.50 (-1.23%)
Petrolio Wti 35.42 (-7.83%)
Valute
Cambio Eur/Usd 1.1680 (-1.09%)
Cambio Eur/Gbp 0.9016 (-0.25%)

Indici di mercato. Dati aggiornati ore 16.15 del 30/10/20

 

I market movers della settimana

È la settimana delle elezioni Usa, ma – oltre al voto – ci saranno altri appuntamenti da non perdere, a partire dalle riunioni di diverse importanti banche centrali.

Si comincia lunedì con l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (a ottobre) negli Usa, nel Regno Unito e in Germania, mentre dalla Cina arriva l’indice manifatturiero Pmi Caixin, sempre relativo al mese di ottobre.

Il 3 novembre è l’Election Day negli Stati Uniti e i mercati staranno con il fiato sospeso in attesa di conoscere il nome del futuro inquilino della Casa Bianca. Mercati chiusi invece in Giappone per festività.

Mercoledì occhio anche alla dichiarazione della Bank of Japan che illustrerà le proprie decisioni sulla politica monetaria, mentre negli Usa arrivano indice Ism non manifatturiero e dati sull’occupazione non agricola a ottobre.

Da Londra attesi gli indici Pmi composito e direttori degli acquisti del settore servizi a ottobre.

Giovedì 5 novembre protagoniste la Fed e la BoE, che comunicheranno le decisioni sui tassi di interesse e le linee della propria politica monetaria, mentre venerdì da monitorare i numeri sul tasso di disoccupazione di ottobre negli Stati Uniti.

 


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