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Bollettino AO | Virus e mercati, dalla Cina con furore

I fatti salienti della settimana

C’è un nuovo coronavirus. A fare da focolaio la città di Wuhan, in Cina. Le autorità hanno prima intensificato il monitoraggio dei trasporti in tutta la nazione in vista delle vacanze del Capodanno lunare, poi hanno isolato Wuhan, poi hanno alzato a 10 il numero delle città in quarantena, per un totale di decine di milioni di persone chiuse dentro cordoni sanitari.

Nessuna emergenza globale (per ora). Gli esperti di salute pubblica dell’OMS per il momento non ritengono che questo virus, simile a quello della SARS, costituisca un’emergenza sanitaria globale, ma solo cinese. Aggiornamento tra una decina di giorni.

Gli effetti sulla crescita. La Cina potrebbe veder sfumare la sua stabilizzazione economica qualora l’epidemia non venisse contenuta, dicono gli economisti. Nomura si aspetta “una maggiore pressione al ribasso sulla crescita, in particolare nel settore dei servizi”.

Una notizia non bellissima per il mondo, considerato che secondo il Fondo Monetario il peso economico globale della Cina è più che raddoppiato dal 2003 (anno della SARS).

Vis-à-vis Macron-Trump. Il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente USA Donald Trump (a carico del quale è iniziato al Senato il processo di impeachment) avrebbero raggiunto una tregua nella loro controversia sulla web tax: nessuna delle due parti ricorrerà quest’anno a dazi punitivi.

Macron ha parlato di “grande discussione”, promettendo che le parti lavoreranno a un patto che impedisca un’escalation delle tariffe il prossimo anno. Meno entusiastiche le dichiarazioni dagli States. Fra l’altro, Trump da Davos ha minacciato nuovi dazi per l’Europa.

Piove sul bagnato. Secondo uno studio dell’istituto tedesco Kiel, l’impegno cinese di incrementare l’export degli Stati Uniti costerà all’Unione Europea 11 miliardi di dollari.

La BCE ci ripensa. La riunione del 23 gennaio si è conclusa con la conferma dei tassi allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Ma al contempo, il consiglio direttivo ha deciso di avviare un riesame della strategia di politica monetaria.

Conferme giapponesi. Come da attese, la Bank of Japan ha lasciato invariata la sua politica monetaria: target del tasso di interesse a breve termine mantenuto al -0,1%.

L’economia mondiale frena. Il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato di un decimo le previsioni di crescita del PIL globale, al 3,3% per il 2020 e al 3,4% per il 2021. Per l’Italia si attende un +0,5% quest’anno e +0,7% il prossimo: servono riforme e riduzione del debito.

C’è la firma della Regina. La Regina Elisabetta II ha firmato il testo dello EU Withdrawal Agreement Act. In questo modo, l’accordo raggiunto dal primo ministro Boris Johnson con i vertici UE per l’uscita del Paese dall’Unione Europea è diventato legge.

 

 

Come si sono mossi i mercati

In Europa si guarda alla BCE. Borse asiatiche ostaggio in settimana dell’epidemia del nuovo coronavirus in Cina. Wall Street in bilico tra questa novità e i risultati di una serie di grandi aziende.

Sul Vecchio Continente, all’apertura di venerdì 24 gennaio, il mancato allarme globale da parte dell’OMS ha rassicurato i mercati, con gli investitori che hanno drizzato le antenne sulla “revisione strategica” della politica monetaria annunciata dalla BCE.

Banche e obbligazioni giù dopo la notizia delle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del Movimento 5 Stelle: il rendimento del decennale è salito di ben otto punti base. In scia a questi movimenti, è proseguito il sorpasso a più riprese dello spread Grecia-Germania da parte del differenziale Italia-Germania.

Greggio in rialzo, mentre dopo le rassicurazioni dell’OMS i beni rifugio come l’oro hanno registrato un calo.

 



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I market movers della settimana prossima

Fari puntati sull’indagine IFO relativa alla fiducia delle imprese in Germania. Martedì si conosceranno i dati sugli ordinativi nel manifatturiero e l’indice della fiducia dei consumatori USA del Conference Board.

Giovedì sarà la volta dei dati sul sentiment economico nell’area euro. Sul finire della settimana arriveranno i dati sul Prodotto Interno Lordo dell’eurozona e l’indice della fiducia dei consumatori del Regno Unito GfK. Sarà diffuso anche il Chicago PMI.

Attenzione in settimana al meeting della Federal Reserve. In Europa entrerà nel vivo la stagione degli utili.

 


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