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BollettinoAO | Cambio al vertice della FED, S&P promuove le nostre banche

La FED cambia Presidente: via la Yellen, dentro Powell. La BoE invece alza i tassi, dopo che l’inflazione ha accelerato la crescita. Migliora il sistema bancario in Italia.


Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

Bye bye Janet! Prima della partenza per il viaggio in Asia, il Presidente Trump ha comunicato che il prossimo Presidente della FED a partire dal 4 febbraio 2018 sarà Jerome Powell, attuale membro del board della Banca Centrale.  Una scelta di “continuità”, dato che Powell rientra tra le colombe, vicino alla visione accomodante della Yellen e del suo predecessore Bernanke. L’ultima mossa dell’attuale Presidente è attesa per la riunione di dicembre con il terzo rialzo dei tassi dell’anno, atteso ad oggi con una probabilità del 93%.

Si cambia rotta. La riunione della Bank of England non ha deluso le attese: dopo oltre dieci anni la Banca Centrale ha operato un rialzo dei tassi dello 0,25%, portandoli alla soglia dello 0,5%. Una scelta determinata, tra le altre cose, da un’inflazione che viaggia al 3% annuo (in base alle ultime rilevazioni), lontano dal target del 2% ricercato dall’istituto. Proseguono invece invariati gli acquisti del Quantitative Easing, per la cifra di 435 miliardi di sterline.

La luce in fondo al tunnel. Dopo il miglioramento del rating sul debito sovrano del nostro Paese (ora a livello BBB), l’agenzia Standard & Poor’s promuove anche il nostro sistema bancario. Undici istituti hanno subito un rialzo del rating e sette invece sono stati confermati. Una scelta determinata dal miglioramento del contesto economico del Paese, che potrebbe aiutare le banche a ridurre gli ampi stock di NPL, come comunicato dall’agenzia. 

Grafico della settimana

Gli ultimi dati sull’Europa confermano il miglioramento del quadro macroeconomico del vecchio continente. Guardando sia la crescita del PIL sia l’inflazione, i dati hanno battuto le aspettative degli analisti: ci si attendeva da un lato una crescita su base trimestrale dello 0,5%, battuta con lo 0,6%; dall’altro lato il tasso di disoccupazione era atteso al 9% e si è invece rivelato dell’8,9%. Nota dolente rimane l’inflazione, osservata speciale della BCE, che a ottobre è calata all’1,4%, rispetto all’1,5% di settembre.

Come si sono mossi i mercati

Si chiude una settimana positiva per gli indici azionari europei ed asiatici. Il nostro FTSE MIB chiude in rialzo dell’1,5%, trainato dal comparto bancario che ha reagito positivamente alle dichiarazioni di S&P. Bene anche il mercato giapponese che prosegue la sua fase di rialzo delle ultime settimane, rinvigorito dalle parole del Presidente della Banca Centrale, Kuroda, che ha dichiarato che il QE proseguirà dato che l’inflazione è ancora lontana dal target (ora è allo 0,8%, rispetto al 2%).

Sul mercato obbligazionario segnaliamo una rinnovata fiducia dei mercati finanziari verso il nostro Paese: diretta conseguenza prezzi in salita e rendimenti in calo sul nostro titolo decennale, che ora offre l’1,75%. A calare è anche lo spread con il titolo decennale tedesco, ora a quota 142 punti. Settimana all’insegna della stabilità sul mercato valutario e su quello delle materie prime.

In agenda

Ecco i principali dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana (fonte: Bloomberg).

Eurozona – Per la zona euro saranno comunicati i valori finali degli indici PMI dell’agenzia Markit del mese di ottobre, insieme al valore delle vendite al dettaglio del mese di settembre, attese in Italia in crescita dello 0,5% su base annua. L’Istat inoltre pubblicherà la consueta nota mensile sull’andamento dell’economia del nostro Paese.

Regno Unito – Dopo il rialzo dei tassi da parte della BoE, il dato atteso per la prossima settimana riguarda l’andamento del mercato immobiliare, con i prezzi delle abitazioni attesi in crescita dello 0,2%, anche se in calo rispetto allo 0,8% del mese precedente. Segnaliamo che a Bruxelles riprenderanno i negoziati sulla Brexit, dopo la pausa di questi giorni.

USA – Oltre ai consueti dati settimanali sull’andamento del mercato del lavoro, attenzione al valore preliminare dell’indice di fiducia dell’università del Michigan, atteso in rialzo a 101 punti.

Giappone e Emergenti – Dal Giappone avremo indicazioni riguardanti l’andamento del settore industriale del Paese, dove gli ordini industriali di settembre sono attesi in calo del 2% su base mensile. Dalla Cina importante carrellata di dati, dove di rilevante segnaliamo l’inflazione di ottobre e i dati sul commercio estero del Paese, importazioni ed esportazioni, attesi in diminuzione.


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