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Riassunto mensile di giugno: petrolio su, l’inflazione resta l’osservata speciale

L’America viaggia forte e l’indice S&P 500 ha fatto registrare il suo massimo storico nel mese di giugno. Questo nonostante le preoccupazioni per la variante Delta del coronavirus, che invece paiono aver inciso di più sui listini europei e asiatici.

Quello che si è appena concluso, in ogni caso, è stato un mese nel quale l’economia mondiale ha mostrato una ripresa più corposa del previsto. Cosa che ha spinto verso l’alto le quotazioni di alcune materie prime, come per esempio il petrolio.

Anche il dollaro ha imboccato un sentiero di apprezzamento che l’ha portato a rinforzarsi sull’euro. Sempre negli States, le previsioni di un’inflazione più robusta hanno portato la Federal Reserve a riconsiderare la propria politica monetaria in vista del 2023, pur per il momento mantenendo invariato il sostegno all’economia.

 

I fatti salienti del mese di giugno

Mentre in Italia proseguono le riaperture e si abdica alle mascherine all’aperto, soprattutto nella parte finale del mese di giugno hanno fatto preoccupare i primi casi di variante Delta nel nostro Paese. Quest’ultima ha già portato a una crescita di casi considerevole in Gran Bretagna e, in qualche modo, sui mercati si teme che una nuova impennata di contagi possa rallentare una ripresa che sta dando buoni segnali in tutto il Vecchio Continente. Finora i dati sulla protezione offerta dai vaccini (posto che si siano ricevute tutte le dosi attualmente previste) sembrano rassicuranti.

Il mercato più tonico è quello degli Stati Uniti. L’inflazione USA a maggio ha battuto le attese ed è cresciuta dello 0,6% su base mensile, mentre su base annua è in crescita del 5% (più delle stime degli analisti che si aspettavano un +4,7%). Non è un caso, quindi, che la banca centrale statunitense abbia previsto novità per quanto riguarda la politica monetaria, dicendo che ora mette in conto di ritoccare verso l’alto per ben due volte i tassi entro fine 2023.

Sul fronte dell’aumento dei prezzi, invece, ben più calma è la situazione nell’area euro: secondo le stime Eurostat, l’inflazione ha rallentato a giugno (+1,9% su base annua dal +2% registrato a maggio). In controtendenza l’Italia, dove le stime parlano di un +1,3% su base annua a giugno (dal +1,2% di maggio). Il commissario europeo per gli Affari Economici Paolo Gentiloni ha tuttavia sottolineato come, nelle previsioni della Commissione, l’inflazione sarà solo un fatto transitorio.

Il mercato delle criptovalute, dal canto suo, ha avuto un andamento incerto e volatile nel mese di giugno, condizionato dall’offensiva governativa cinese contro questo mondo che ha portato a brusche correzioni alternate ad altrettante riprese (pur con una prevalenza ribassista).

 

 

Come si sono mossi i mercati

In Europa i listini hanno conosciuto un andamento leggermente negativo o comunque vicino alla parità. Sembra, dunque, essersi leggermente placato l’ottimismo imperante nei mesi precedenti.

Negli Stati Uniti, invece, è continuata la corsa dei titoli tecnologici, tant’è che il Nasdaq ha conosciuto una crescita che nel mese di giugno si è attestata al +5,6%. Il clima USA all’insegna dell’ottimismo – in scia anche alle prospettive offerte dall’applicazione del piano di spesa governativo – ha spinto pure l’S&P 500, che nel corso del mese ha raggiunto il suo massimo storico.

In Asia, invece, il Ftse China A 50, l’Hang Seng a Hong Kong e l’indice Nikkei giapponese hanno conosciuto un mese leggermente negativo – più in linea con quanto sta accadendo sui mercati europei – proprio a causa della variante Delta e dell’incertezza sul commercio globale che questa porta in dote.

Sul fronte obbligazionario, il rendimento del bond decennale USA è sceso nel corso del mese fino a quota 1,47% (dall’1,62% all’inizio del mese). In Europa lo spread BTP/Bund è diminuito fino a raggiungere i 102 punti base al 30 giugno.

Pesante ripiegamento dell’oro sul fronte delle commodity, con il metallo giallo che sceso a quota 1.764 dollari l’oncia dagli oltre 1.900 di inizio mese. Arretra anche il rame dopo i massimi raggiunti nel mese precedente. Il petrolio, invece, vive un momento di grande dinamismo, con il Brent a 76 dollari al barile e il WTI a oltre 75 (rispetto a rispettivamente 70 e 67 dollari di maggio).

Sul fronte valute, da segnalare l’ascesa del dollaro, che si è decisamente apprezzato nei confronti dell’euro, a 1,18 (a inizio giugno ci volevano 1,22 dollari per avere un euro).
 

 

Eventi da tenere d’occhio nel mese di luglio

Il mese di luglio sarà da tenere sott’occhio per quanto riguarda il mercato azionario, poiché negli Stati Uniti inizierà la stagione delle trimestrali. Un periodo dell’anno dove le aziende più potenti del pianeta comunicheranno i loro dati di bilancio, i quali possono concretamente incidere sull’andamento dei listini planetari.

Allo stesso modo, le principali economie mondiali divulgheranno le loro stime: come sempre, da tenere d’occhio i dati sul lavoro e l’inflazione, che possono potenzialmente incidere sulle politiche monetarie, e gli sviluppi sul fronte OPEC+.

Andrà tenuta sotto controllo, poi, l’evoluzione delle varianti del coronavirus. Su tutte la temuta variante Delta, per impedire che la sua diffusione mortifichi la ripresa in atto.

 


 

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