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Riassunto mensile di ottobre: i mercati rialzano la testa, Cina in difficoltà

Sui mercati si è chiuso un mese di ottobre dall’intonazione positiva. Dall’Europa agli Stati Uniti, infatti, i listini hanno ripreso la loro marcia dopo aver tirato il fiato nel mese precedente. L’unica area del mondo che continua a essere contrastata è la Cina, condizionata dalla crisi del mercato immobiliare e dalle tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti per la vicenda legata all’indipendenza di Taiwan.

Ha continuato a tenere banco la questione energetica e inerente al reperimento delle materie prime in molti settori, un aspetto che potrebbe in qualche modo rallentare la ripresa economica anche se gli indicatori economici parlano di dati di crescita sostenuti per molti paesi, tra cui anche l’Italia.

Uno degli eventi clou del mese, il 30 e 31 ottobre, è stato proprio il G20 di Roma, che ha visto dialogare i grandi della Terra su molte tematiche: dall’ambiente ai vaccini nei Paesi in via di sviluppo fino ad arrivare ai dazi. Aspetto, quest’ultimo, che ha prodotto qualche risultato concreto sull’asse Europa-Stati Uniti.
 

I fatti salienti del mese di ottobre

All’inizio del mese, la celebre piattaforma social Facebook è stata protagonista di uno dei “down” più prolungati da quando esiste. Inoltre, l’ex dipendente Frances Haugen ha fatto una deposizione al Congresso degli Stati Uniti accusando la creatura di Mark Zuckerberg di anteporre la ricerca del profitto alla lotta contro la disinformazione. Facebook, che ha patito in Borsa le notizie negative, ha peraltro annunciato verso fine mese di voler cambiare nome: da ora in poi la società che sta dietro all’omonimo social network si chiamerà Meta, con richiamo al nuovo progetto “Metaverso”.

Ottobre è stato anche il mese della volata di Tesla: la società ha incassato un ordine da 100mila veicoli elettrici da parte di Hertz, che ha dato il via a un forte rally del titolo.

A livello di relazioni politiche, merita un cenno il riavvicinamento tra Usa ed Europa voluto dall’amministrazione Biden. Un cambio di paradigma rispetto al predecessore Trump, che ha porta-to nella sede del G20 di Roma a un primo risultato concreto sostanziato dall’accordo per la rimozione dei dazi su alluminio e acciaio europei da parte degli Usa (e viceversa), che sancisce la fine della disputa commerciale tra le due potenze.

Nel Vecchio Continente continua intanto a galoppare l’inflazione: a settembre i dati Eurostat parlano di un’accelerazione del 3,4% del caro prezzi trainato in particolare dal settore energetico. Peraltro, la Banca centrale europea non è riuscita a rassicurare pienamente i mercati circa la possibilità di un rialzo dei tassi d’interesse, cosa che ha riscaldato lo spread tra Btp e Bund.

Rimane al centro della scena anche la Cina, con gli osservatori che rimangono vigili sulla crisi energetica e su quella del mercato immobiliare, innescata dal caso Evergrande. Pechino, da una parte, ha ordinato di aumentare la produzione di carbone per supportare meglio la domanda energetica e, dall’altra, sta pensando di introdurre una tassa di proprietà sul settore immobiliare, una notizia non positiva per un settore indebitato e al centro di un periodo negativo.

Il Paese del Dragone, infine, ha avuto uno screzio diplomatico con gli Stati Uniti, con il presidente Biden che si è detto pronto a intervenire in difesa dell’isola di Taiwan nel caso in cui Pechino attentasse alla sua indipendenza.
 

 

Come si sono mossi i mercati

In Europa, i listini hanno conosciuto una marcia positiva durante il mese di ottobre. L’italiano Ftse Mib ha sfondato la soglia dei 27mila punti. Bene intonati anche il Cac 40 francese e il Dax tedesco.

Negli Usa l’S&P 500 ha ripreso a salire dopo la pausa settembrina. Lo stesso vale per il Nasdaq, che è tornato sui suoi massimi storici dopo aver perso oltre il 5% nel mese precedente. Un rally motivato da una forte ripresa economica, che ha aumentato le aspettative sugli utili delle società americane.

In Asia, il Ftse China A 50 continua a soffrire, mentre l’Hang Seng a Hong Kong ha conosciuto una ripresa fino alla metà del mese, prima di ripiegare (rimanendo comunque in positivo) nella seconda parte di ottobre. In Giappone, infine, il Nikkei è stato bene intonato in linea con quanto avvenuto per gli altri listini mondiali.

Sul fronte obbligazionario, il rendimento del bond decennale USA è salito nel corso del mese attorno a quota 1,57%, dall’1,49% di inizio mese. In Europa lo spread BTP/Bund è salito in modo deciso, oltre 130 punti base (a inizio mese era in area 105 punti).

Sul fronte delle commodity, l’oro è salito a quota 1796 dollari l’oncia. Il gas naturale, pur rimanendo su livelli alti, ha ripiegato a 5,30 dollari al metro cubo (era arrivato 5,90 dollari). Scende in modo corposo anche il carbone che ora viaggia a 142 dollari a tonnellata (prezzo comunque alto se si pensa che poco più di un anno fa era intorno ai 50 dollari), mentre il petrolio veleggia sugli 85 dollari al barile per il Brent e a gli 84 dollari il WTI.

Sul fronte valute, il dollaro è rimasto stabile nel cambio con l’euro a quota 1,15.
 

Eventi da tenere d’occhio nel mese di novembre

Il mese di novembre si apre con la Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima: dal 31 ottobre al 12 novembre i grandi della Terra si riuniscono a Glasgow per discutere di ambiente, transizione energetica e taglio delle emissioni. In caso di accordi significativi tra le potenze, l’evento potrebbe arrivare a riflettersi sui mercati in una logica di medio-lungo termine.

Gli investitori guardano con interesse anche alle banche centrali, in particolare alla prossima riunione della Fed per capire come si orienterà la politica monetaria del colosso Usa.

Da tenere sempre sotto controllo, infine, la crisi energetica e i prezzi delle materie prime: anche a ottobre ci sono stati segnali di miglioramento, la situazione rimane ancora molto delicata e destinata a perdurare ancora per un po’ di tempo.

 


 

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