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FLASH GRECIA: chi semina vento… raccoglie tempesta

Il Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi ha annunciato che Europa sarà raffigurata sulle nuove banconote da cinque Euro “per ricordare le origini greche del nostro Continente”.

Nella mitologia greca Europa era una graziosa ragazza che fece innamorare Zeus. Ebbero tre figli, tra cui Minosse, re di Creta, che diede vita alla civiltà cretese e culla della civiltà europea. Ma anche padre del Minotauro, essere mostruoso e feroce.

Culla della civiltà e mostruosa ferocia. Sembra una fotografia di Atene.

In questi giorni, infatti, la capitale greca è balzata su tutti i giornali mondiali a causa dei violenti scontri tra manifestanti e polizia davanti al Parlamento. Migliaia di persone hanno reagito con rabbia all’approvazione dell’ennesimo pacchetto di misure di austerità.

I dimostranti si scontrano con la polizia fuori dal parlamento di Atene

Nessun dubbio: la situazione è grave. Forse si doveva riflettere in modo più accorto prima di integrare il paese nella zona euro e certo non si poteva far finta di nulla di fronte all’evidenza di “conti truccati”. Il più grande di tutti gli errori, però, fu quello commesso dalla politica europea a Deauville. E ancora fatico a digerirlo.

Studi autorevoli del  Fondo Monetario e di illustri economisti avevano analizzato l’ipotesi default in tutte le sfaccettature: la Grecia non era nelle condizioni di trarre beneficio da una rinegoziazione del debito. Ma ecco spuntare il PSI (Private Sector Involvement) e poi la storia che tutti conosciamo, di cui tanto abbiamo già scritto in questo blog.

Dove siamo oggi?

La Grecia ha approvato nuove misure fiscali per  € 13,5 miliardi (con impatto nel 2013) e il nuovo bilancio 2013. Ciò porta la Grecia più vicina ad ottenere il nuovo pacchetto di aiuti dalla Troika (UE, FMI e BCE) pari a € 31,5 miliardi (che rappresenta il 15% del PIL greco, giusto per dare un ordine di grandezza al problema). Somma necessaria ad evitare alla Grecia di trovarsi letteralmente in rosso nel corso del mese di novembre e per far sì che possa procedere a ricapitalizzare le banche, galleggiando per altri 3 mesi.

La decisione dell’Eurogruppo questa notte (12-nov) è stata di concedere la moratoria di due anni alla Grecia. Ma si dovrà attendere fino al 20 novembre per capire come trovare i 31,5 miliardi di € necessari ad evitare un default per mancanza di liquidità. Le prossime mosse della Troika comunque non saranno risolutive: la Grecia non sta a al passo con gli impegni presi e le riforme tardano ad essere implementate. Difficile vedere rosa, considerato che si stima che il rapporto debito/PIL salirà al 190% nel 2014!

UBS ha fatto notare come la traiettoria del debito, concordata dalla Grecia nel marzo 2012, sia oramai molto lontana dalle previsioni contenute nella bozza del Governo (e dalle previsioni analoghe del Fondo Monetario Internazionale) che parla del 169% nel 2012, del 179% nel  2013 e del 189% nel 2014. Si fatica a comprendere come questo rapporto potrebbe riportarsi lungo il cammino che doveva condurre al 120% nel 2020, a meno che la crescita economica non si riprenda in modo quasi miracoloso.

Il rapporto debito-PIL calcolato dalla troika e sul valore attuale

Qual è l’origine del peggioramento del rapporto debito/PIL?

Una buona parte è conseguenza del denominatore: il PIL, che continua a decrescere. Ma, sempre UBS, evidenzia che il debito greco è peggiorato anche in termini assoluti e che i conti pubblici hanno mostrato risultati al di sotto delle aspettative anche senza tenere in considerazione il debito (l’avanzo primario dovrebbe essere poco al di sopra dello zero nel 2013, mentre era previsto sopra l’1%).

Nonostante gli sforzi, la Grecia rimane ad un passo dall’uscita dall’Euro e la situazione molto molto critica.

Intanto la prima sfida è attesa per il 16 novembre: sono in scadenza “bot” ellenici per € 5 miliardi e, come sappiamo, nelle casse del Tesoro non c’è liquidità. Per correre ai ripari il Governo ha collocato oggi titoli per € 4,06 miliardi con scadenza 1 e 3 mesi rispettivamente al 3,95% e al 4,24%. L’asta ha avuto anche una buona la domanda. Manca quindi circa un miliardo.

Quali saranno gli sviluppi futuri del caos greco? Nessuno lo sa, sembra infatti che l’Unione Europea si sia persa nel labirinto del Minotauro.

Scritto da

Esperta di obbligazioni e di gestione di portafoglio, è laureata in Economia Politica Internazionale all'Università di Torino. Vanta una lunga esperienza sui mercati finanziari, acquisita in primarie realtà nel mondo del risparmio gestito, come DWS Investments e Anima Sgr. È stata ricercatrice presso l’International Center for Economic Research.

Ultimi commenti
  • E’ curiosa la correlazione tra impennata del rapporto debito/pil e avvìo degli aiuti…
    L’inspecteur Cluseau ha un sospèto!

    Mi sa che dopo gli aiuti della Troika c’è solo l’export di democrazia…

    • Davide Valsecchi

      Dall’alto della mia ignoranza immagino: gli aiuti sono concessi solamente all’approvazione di misure di austerity che, come effetto collaterale, provocano una contrazione del PIL superiore agli effetti di calo del debito; ecco quindi perché all’avvio degli aiuti corrisponde un impennata del rapporto.
      Ma magari mi perdo qualcosa e sbaglio… 😉

  • Secondo me la Grecia è una malattia cronica, va curata bene, qui mi pare siano palliativi dell’ultim’ora. Intanto i greci, la gente, stanno tra incudine e martello.

  • Per chi non ha paura dei labirinti (gli hedge fund Usa) è l’ora di investire in bond greci a quanto pare: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-10-23/hedge-fund-scommettono-bond-190724.shtml?uuid=AbMaN7vG

    E al piccolo risparmiatore? Può convenire?
    Ad esempio il bond GR0128010676 G/R 24/02/23 ha (oggi 23/11/12) i seguenti valori sulla vs piattaforma:

    indice Composito di Performance: 100
    Var 1%: 0,18%
    Volatilità: 0.20
    Ulcer: 0
    Rischio: 0
    Liquidità: 81

    Insomma sembra interessante e non rischioso(?)!

  • Ci sono stati, come sempre in queste situazioni, errori da tutte le parti. Non si può accusare solo la Grecia o solo l’Europa. Gustavo Woltmann

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