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Quanto pesa l’insonnia sul Prodotto Interno Lordo?

Sondaggio: chi avrebbe bisogno di un pisolino per recuperare energie? Un po’ tutti, vero? Stando a Quartz, che ha dedicato un’intera settimana al tema del sonno, nell’ultimo anno oltre alla pandemia, anche l’insonnia da stress ci ha messo del suo per tormentarci e – sembra assurdo, ma è vero – per far perdere punti di PIL alle economie di tutto il mondo.

Sì, perché la privazione di sonno – che, per tracciare una linea spartiacque, si ha quando si dorme abitualmente meno di sei ore a notte – ci porta ad essere meno produttivi e quindi a pesare sull’economia.

Insomma, se pensavate che l’insonnia fosse un problema individuale sappiate che non è così: la vostra insonnia si riflette sulla collettività e sull’economia del vostro Paese. Ecco, adesso che vi abbiamo buttato addosso sensi di colpa a palate, proviamo ad approfondire il discorso.

Secondo una ricerca del think thank statunitense Rand, nelle persone che dormono in media dalle sei alle sette ore a notte si verifica una riduzione del “tempo di massima produttività” pari all’1,5% durante il giorno rispetto a chi invece dorme da sette a nove ore. Il che, applicato all’intera forza lavoro degli Stati Uniti, si traduce in un’impressionante perdita di 1,2 milioni di giorni di lavoro ogni anno.

Vista l’importanza del sonno, anche economica, non sorprende tra l’altro che, negli ultimi anni, sia cresciuto a dismisura il mercato di farmaci, medicinali omeopatici, mascherine oscuranti – insomma di tutto ciò che promette di aiutarci finalmente a tirare una notte completa senza risvegli.
 

 

Cos’è il sonno e perché ne abbiamo bisogno?

Per quanto ne sappiamo oggi, il sonno ci rende non reattivi all’ambiente circostante, può essere interrotto bruscamente e la sua privazione ci toglie energie. E ne abbiamo bisogno perché serve “ricaricarci le batterie”.

I nostri muscoli e i nostri organi si riposano per la giornata successiva, ma è soprattutto la nostra mente a beneficiarne: mentre dormiamo, ha il tempo di riorganizzare le informazioni ricevute durante la giornata – e di fare una scrematura, dimenticando una parte della memoria “in archivio”. Secondo alcuni scienziati, infatti, il sonno è fondamentale per consolidare i ricordi “nuovi”.
 

 

Il caffè? Poco più di un’illusione

Dopo una notte insonne pensi di poter tirare avanti con una – o due, o tre, o quattro – tazze di caffè? Errore! Un recente studio dell’università del Michigan dimostra che la classica “iniezione di caffeina” non è una degna sostituta di una bella dormita.

I ricercatori dello Sleep and Learning Lab dell’ateneo americano hanno chiesto a un gruppo di soggetti con privazione di sonno di completare due tipologie di compiti: uno più semplice, che richiedeva una soglia di attenzione minima, e uno più complesso, con una serie di passaggi da completare in un ordine prestabilito. Ebbene, se la caffeina ha aiutato gli assonnati volontari nel primo compito, si è rivelata praticamente inutile nel secondo.
 

 

Cosa c’entra tutto questo con gli investimenti?

Ora, visto il settore di cui ci occupiamo su questo blog, la domanda sorge spontanea: può la privazione di sonno influire negativamente sulle decisioni di chi investe i propri risparmi? Alla luce di quanto detto fin qui, è molto probabile che la risposta sia affermativa.

Del resto, se non siamo in grado di lavorare o di concentrarci, cosa ci fa pensare di poter prendere decisioni di investimento ragionate quando siamo offuscati dal sonno? Tanto più se consideriamo che, già da riposati, tendiamo a non decidere in modo esattamente lucido quando ci sono in ballo i nostri risparmi, influenzati come siamo da una serie di bias comportamentali.

Insomma, ci manca solo l’insonnia.

 


 

Scritto da

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