a
a
HomeUncategorizedItalia sempre più un Paese per vecchi. Ecco come tenere arzillo il portafoglio

Italia sempre più un Paese per vecchi. Ecco come tenere arzillo il portafoglio

La buona notizia è che, pur avendo una storia millenaria, il nostro è (ancora) un Belpaese.

La brutta notizia è che stiamo invecchiando noi.

Le ultime innovazioni della cosmesi possono farlo pesare meno sul nostro aspetto fisico, ma è più difficile ingannare l’Istat. I suoi indicatori demografici diffusi stamane sono impietosi: l’Italia è prima in Europa per numero di over 65 anni e terzultima per proporzione di under 15. E’ un problema?

Sì, vediamo perché.

invecchiamento della popolazione in italia

Istantanee da un Paese per vecchi

L’aumento degli over 65 sul totale della popolazione è riconducibile a tre fattori:

  1. aumento della speranza di vita alla nascita, dovuto alla riduzione della mortalità in età avanzata;
  2. innalzamento dell’età media;
  3. basso numero di nascite (al minimo storico di 514mila nel 2013) e calo del tasso di fecondità (1,39 figli per donna, ai livelli di sei anni fa). Da notare che ora inizia a scendere anche la fecondità delle donne immigrate, al pari di quella delle italiane.

Stando alle proiezioni del “World Population Prospect: 2012 Revision” delle Nazioni Unite, nel 2050 gli over 65 saranno pari al 33% della popolazione italiana: una delle proporzioni più alte insieme a quella di Giappone, Corea del Sud e Spagna.

L’Onu prevede che l’indice di dipendenza strutturale – il rapporto tra non attivi (under 15 e over 65) e attivi sul mercato del lavoro (persone tra i 15 e i 64 anni) – schizzerà dall’attuale 54,2% a 62% nel 2050: significa che ci saranno 62 individui a carico su 100 che lavorano!

L’aumento degli anziani si vede anche dalla piramide demografica, cui resta qualcosa di “piramidale” solamente nel nome: ormai ha una forma quasi rovesciata.

Vediamo un’istantanea della situazione nell’infografica.

piramide-demografica-italiana

Cosa ne pensano gli italiani dell’invecchiamento?

Come gli europei, relativamente pochi italiani pensano che l’invecchiamento sia un problema per il Belpaese (41%): siamo undicesimi sui ventuno Paesi intervistati dal Pew Research Center nel 2013. Ciononostante, vediamo piuttosto nero il nostro futuro da pensionati: solo il 23% confida di godere di un alto standard di vita da anziano.

Un altro dato interessante è il gap tra generazioni: solo il 16,5% degli adulti tra i 18 e i 49 anni loro si aspetta un buono standard di vita in vecchiaia, mentre gli over 50 sono più ottimisti. In generale, i Paesi dove si prevede un aumento più marcato degli anziani, come il nostro, sono quelli dove si teme di più per le proprie finanze future.

italiani-e-invecchiamento-popolazione
L’invecchiamento della popolazione è un problema?

Insomma, più che un meritato riposo, gli italiani vedono il tempo della  pensione come un periodo da incubo per le loro finanze. Chi deve farsi carico di questo disagio?

Secondo lo studio del Pew Research Center, più della metà degli italiani ritiene che sia lo Stato a doversi occupare del benessere degli anziani. Ma abbiamo ragione di credere che lo Stato Sociale italiano non possa essere loro di grande aiuto.

D’altro canto, l’invecchiamento della popolazione metterà sempre più sotto pressione il nostro sistema pensionistico. Pertanto, è probabile che saranno varate nuove riforme per spostare in avanti l’età pensionabile e che la pensione dell’Inps sarà sempre più magra. Questo perché, per dirla con l’Istat, abbiamo contratto un “debito demografico nei confronti delle generazioni future, soprattutto in termini di previdenza, spesa sanitaria e assistenza”. Un debito misurato dall’indice di dipendenza strutturale (il rapporto tra non attivi e attivi sul mercato del lavoro), di cui l’Onu prevede un innalzamento da qui al 2050.

Che cosa fare per assicurarsi una pensione adeguata?

Noi di Advise Only vogliamo rendere i risparmiatori più consapevoli e aiutarli a investire nel modo migliore, anche per integrare la loro pensione.

A questo riguardo, vi consigliamo:

Basta iscriversi al nostro sito!

Scritto da

Laureata in Management presso l’Università Bocconi nel 2012, con una tesi sull’inattività giovanile in Italia. Da studentessa, ha collaborato con i media universitari Radio Bocconi e Tra i Leoni e al di fuori delle mura accademiche con Campus (Gruppo Class Editori) e Real World Magazine (Gruppo Potentialpark). In Saipem si è invece occupata di accertamenti giuridici nell’area Risorse Umane. Dopo la laurea, è stata assistente ai programmi di politica, economia e finanza a Radio 24 (Gruppo 24 Ore), nonché redattrice economica di Arcipelago Milano. I suoi principali interessi sono economia e comunicazione online. La distraggono da grafici e dati solo arte, cinema, teatro e buone letture.

Nessun commento

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.