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Btp esclusi dal calcolo dell’Isee: possibili novità nella nuova Legge di Bilancio

Siamo ancora un popolo di obbligazionisti? Quel che è certo è che per molto tempo i titoli di Stato hanno attirato le nostre più convinte e ostinate preferenze. Tant’è che eravamo conosciuti come Bot people” e, come sottolineava Fausto Tenini in un articolo apparso nel 2016 su Milano Finanza, “li preferivano a qualunque altro strumento finanziario”.

Poi è iniziata l’era dell’euro, che ha avviato un processo di convergenza a seguito del quale i rendimenti, prima a due cifre, si sono allineati a quelli degli altri Paesi Ue, attorno al 4-5%. Nel 2016, quando Tenini scriveva, erano scesi persino sotto la soglia dell’1%.

Eppure, la simpatia dei risparmiatori per i titoli di Stato non è mai realmente venuta meno. Prima lo scoppio della bolla della new economy, poi la recessione a partire dal 2000 e infine la crisi finanziaria ed economica del 2008: a torto o a ragione, Bot, Btp e dintorni li facevano sentire più sicuri.

Tra alti e bassi, negli ultimi due anni i titoli di Stato italiani, nelle varie versioni indicizzate all’inflazione (Btp Italia, Btp Futura, Btp Valore), sono tornati al centro della scena.

E adesso ci sarebbe un’ulteriore novità. A quanto riportano diversi organi di stampa, riprendendo un lancio dell’agenzia Ansa, nella Legge di Bilancio ci sarebbe – il condizionale, come si dice, è d’obbligo – una norma specifica che esclude i titoli di Stato dal calcolo dell’Isee.

 

Cos’è l’Isee e a cosa serve?

Isee sta per Indicatore della situazione economica equivalente ed è un parametro che consente di valutare in modo sintetico le condizioni economiche delle famiglie che richiedono prestazioni sociali agevolate o l’accesso agevolato ai servizi di pubblica utilità (per esempio, strumenti di sostegno e bonus, tra i quali l’assegno unico universale).

Ebbene, secondo le anticipazioni di stampa, nell’indice della Legge di Bilancio circolato nelle ultime ore comparirebbe una norma per escludere i titoli di Stato dal calcolo dell’Isee, una misura che rientrerebbe nel pacchetto famiglia annunciato dalla ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella.

 

 

La mobilitazione del “popolo dei Btp”

In una fase in cui la Banca centrale europea ha ridotto con decisione il sostegno alle economie nell’ottica di una politica monetaria più restrittiva a contrasto dell’inflazione – un sostegno garantito negli anni anche sotto forma di acquisti di titoli di Stato – occorre ritrovare la sintonia con gli investitori.

Anche con quel “popolo dei Bot”, che oggi alcuni chiamano “popolo dei Btp”, da cui può venire un supporto in una fase in cui le obbligazioni sovrane italiane sono di nuovo sotto pressione, una pressione dovuta alle tensioni geopolitiche globali e alle incertezze sulle coperture del prossimo bilancio.

Basti pensare che la mattina di giovedì 19 ottobre c’è stata un’apertura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund, ben sopra la soglia dei 200 punti base, con il rendimento del Btp decennale benchmark sopra il fatidico livello del 5% (5,02%).

Insomma, la misura sembra pensata apposta per incentivare l’allocazione del risparmio privato italiano presso i titoli di Stato italiani e assicurarsi così la preziosa fonte di finanziamento rappresentata dai risparmi delle famiglie (si sa che noi siamo virtuosi dentro casa e un po’ meno virtuosi con le casse pubbliche).

 

Btp Valore: il successo delle due emissioni

Vedremo se e come varrà la pena di cogliere questa ulteriore agevolazione fiscale (ricordiamo infatti che le plusvalenze sono tassate al 12,5%). Quest’anno il ministero dell’Economia ha realizzato due emissioni del Btp Valore, il titolo pensato appositamente per i piccoli risparmiatori: nella prima edizione di giugno sono stati raccolti 18 miliardi e nella seconda di ottobre 17 miliardi.

 


 

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Ultimo commento
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    Buongiorno.
    Io trovo che la norma che esclude i titoli di Stato dal calcolo dell’ISEE sia profondamente ingiusta!
    Mi meraviglio che nessuno lo scriva!
    Perché mai due famiglie con uguali componenti, redditi e identiche proprietà mobiliari e immobiliari dovrebbero avere indicatori ISEE differenti, e dunque avere accesso ad agevolazioni differenti, solo perché una ha deciso di investire i propri risparmi in titoli dello Stato Italiano e l’altra no?
    Perché mai si dovrebbe punire una delle due famiglie solo perché, sulla base di un semplice calcolo del rischio, avrebbe deciso di investire i soldi in titoli con rating più elevato?
    Ci sono gli estremi per una causa?
    Grazie.

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