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È arrivata la Payment Service Directive 2: ecco cosa cambia

Cosa cambia con la nuova direttiva PSD2 nel mondo dei pagamenti digitali?

È iniziata l’era dell’open banking, un percorso di innovazione e cambiamento che sta attraverso tutto il settore bancario europeo. È entrata infatti ufficialmente in vigore la seconda direttiva sui servizi di pagamento, la Payment Service Directive 2, il nuovo aggiornamento della direttiva europea per la regolamentazione dei pagamenti che punta a creare un mercato unico digitale in Europa. Ma cosa cambia per noi correntisti?

 

I dati appartengono ai clienti (e non alle banche)

Primo punto cruciale su cui soffermarsi: termina il monopolio bancario sulle informazioni contenute nei conti correnti dei clienti. La titolarità passa nelle mani dei correntisti, i quali, se vorranno, potranno trasferirli a soggetti terzi autorizzati. Cosa comporta tutto questo? Bè secondo la CONSOB tutto questo aumenterà la competizione e i servizi offerti nel mondo dei pagamenti. Ad esempio, per facilitare la pianificazione finanziaria, la consulenza finanziaria, la gestione patrimoniale e la previdenza assicurativa.

In sostanza, ognuno di noi potrà decidere se affidare le transazioni dei propri pagamenti a un soggetto terzo, scegliendo tra servizi innovativi e interamente digitali. Il cambiamento è già stato anticipato dai big tecnologici mondiali: Amazon sta pensando di offrire pagamenti “account to account” che bypassano i grandi circuiti internazionali delle carte di credito, mentre Facebook vorrebbe lanciare i servizi di pagamento tramite WhatsApp.

Il cliente è quindi libero di scegliere l’operatore o il servizio di cui avvalersi per effettuare pagamenti o per gestire le proprie finanze. In futuro molto probabilmente potrete anche decidere di pagare le bollette tramite Google.

 

Chiavette in soffitta

Addio token – per fortuna – basta oggettini che possono essere persi facilmente, l’autentificazione sarà tutta digitale. Basterà avvalersi di un codicino da digitare per autorizzare il pagamento, il quale potrà essere visibile direttamente dall’app della propria banca o via SMS. Inoltre, l’autenticazione renderà il sistema dei pagamenti online più sicuro e protetto contro i criminali informatici grazie alla Strong Customer Authentication (SCA) una sorta di autentificazione a “due fattori” che richiede la verifica di due informazioni distinte per provare l’identità dell’utente. Essa sarà obbligatoria per pagamenti sopra i 30 euro. La sicurezza dei clienti si baserà quindi su tre principi:

  1. Conoscenza: cioè una password o un codice pin che conosce solo l’utente;
  2. Possesso: uno strumento che possiede solo l’utente (uno smartphone);
  3. Inerenza: ad esempio un’impronta digitale o il riconoscimento facciale.

 

 

Gestione dei conti immediata

Quanti di noi hanno due o più conti correnti diversi? Immagino non pochi, e sicuramente non è semplicissimo – e neanche veloce – tenere traccia di ognuno. Con la PSD2 sarà invece molto semplice: grazie all’open banking saremo in grado di aggregare e gestire le carte su un’unica dashboard. Vengono anche abilitati strumenti che trovano offerte competitive per i servizi e permettono di spostare denaro da un conto all’altro con un clic. Basta quindi ai continui salti tra più applicazioni.

 

Ti serve un prestito? Puoi fare tutto online

Per richiedere un prestito non servirà più portare documenti su documenti per dimostrare la propria affidabilità. Basterà ad esempio autorizzare l’accesso ai potenziali finanziatori ai tuoi ultimi 12 mesi di entrate e spese. Ad esempio, molte realtà Fintech stanno mettendo a punto dei software che utilizzano i dati di navigazione dell’utente per migliorare la conoscenza dei finanziatori, riuscendo a riconoscere immediatamente se il soggetto è affidabile. Il tracciamento delle azioni effettuate sul sito web, l’import di dati da sistemi esterni, nonché l’applicazione di modelli di predizione personalizzati e la creazione di cluster di utenti: tutte le informazioni raccolte potranno essere sintetizzate su dashboard personalizzate per facilitare l’analisi sui comportamenti degli utenti.

 

Commissioni ridotte per le transazioni nazionali di micropagamento

Non è finita qui: diminuiscono anche le commissioni di pagamento. Per le operazioni nazionali tramite carta di debito, credito o prepagata di importo inferiore ai 5 euro, i prestatori di servizi di pagamento sono obbligati ad applicare una commissione interbancaria di importo ridotto rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore a 5 euro. Tale commissione, se applicata, può essere anche combinata con una percentuale massima non superiore allo 0,2% del valore di ciascuna operazione, a patto però che la somma delle commissioni interbancarie non superi mai lo 0,2 % del valore totale annuo delle operazioni nazionali effettuate.

Inoltre, in termini di frodi o furto, con la nuova direttiva la franchigia che il cliente era costretto a pagare a seguito di una spesa non riconosciuta scende da 150 a 50 euro.

Insomma, un mondo bancario sempre più innovativo e digitale, che apporta molte innovazioni ma anche nuovi pericoli, della serie “fatta la legge, trovato l’inganno”: la percezione dei rischi di tipo informatico legati alla tutela della privacy e del furto di identità resta ancora consistente. Starà ai legislatori europei e nazionali trovare le giuste soluzioni per proteggere i propri cittadini.

 


Scritto da

Jessica è nata e cresciuta in Italia, ha conseguito la laurea triennale in commercio internazionale presso l'Università di Milano per poi trasferirsi in Olanda dove ha ottenuto la laurea specialistica in economia politica internazionale. La sua passione per i viaggi l'ha portata a vivere e lavorare per diverse start-up in giro per il mondo, sempre in ambienti internazionali e multiculturali. Ama scrivere e trascorrere i suoi fine settimana sulle sue amate Dolomiti trentine.

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