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Apple sbarca in Cina… di nuovo

Apple ha ufficializzato l’investimento di un miliardo di dollari in una società cinese dal nome Didi Chuxing, nota ai più come la versione cinese di Uber. Dopo l’inizio della guerra a Spotify, Apple vuole entrare in un nuovo settore cercando di arginare il calo delle vendite degli iPhone?

 

Chi è Didi Chuxing

Lo ammetto, forse sarò un po’ di parte essendo ‘mela morsicata’ dipendente, ma quando Apple fa un annuncio ufficiale l’attenzione di tutti è sempre alta per cercare di capire le prossime mosse del colosso di Cupertino.

Lo scorso giovedì è stato ufficializzato l’investimento che ammonta ad un miliardo di dollari nella società cinese chiamata Didi Chuxing, nota anche come la versione cinese di Uber. La società, nata nel 2012 e e successivamente fusa con la rivale Kuaidi Dache, è una app che fornisce servizi di taxi e passaggi ‘a chiamata’ ed attualmente serve 300 milioni di passeggeri in più di 400 città. Per capire la potenza di questa app basta richiamare qualche numero: conta 11 milioni di passaggi al giorno (per intenderci sono 127 al secondo) ed è la seconda piattaforma per transazioni online dopo il gigante dello shopping Alibaba. Il dominio di Didi è incontrastato; secondo gli ultimi dati la società detiene il 99% delle quote di mercato delle app per i taxi ‘a chiamata’ e l’87% dei servizi di macchina privata ‘a chiamata’ con l’obiettivo, entro il 2018, di riuscire a servire 30 milioni di passeggeri al giorno con un tempo di attesa inferiore ai 3 minuti.

Uber di certo non sta a guardare e cerca di conquistare quote nel mercato cinese grazie a Baidu, proprietario del motore di ricerca più usato in Cina, e di China Life Insurance, la più importante compagnia assicurativa cinese. La valutazione di Didi ammonta a 25 milioni di dollari contro i 65 milioni di Uber.

Perchè Apple è interessata?

Apple non è la prima società di tecnologia ad essere interessata al settore automotive, basti pensare alla partnership tra Fiat Chrysler Automobiles NV e Google per lo sviluppo di un centinaio di prototipi di macchine senza conducenti.

Dopo l’inizio della guerra a Spotify con l’introduzione di Apple Music dobbiamo forse attenderci anche qualche altra mossa? Da tempo si vocifera l’introduzione della fantomatica Apple car o iCar, anche se ormai sembra una creatura mitologica dato che, nonostante i mille concept che si possono trovare online, non c’è mai stata nessuna dichiarazione ufficiale.

L’investimento potrebbe avere altri fini. La Cina è sempre stata considerata come il principale mercato emergente, dato che quello americano inizia ad accusare i primi segni di saturazione, eppure sulla base degli ultimi dati della trimestrale anche il mercato cinese ha iniziato a soffrire (-26%) non solo in termini di vendite ma anche nei rapporti con il governo cinese. Lo scorso mese infatti, Apple è stata costretta a chiudere il proprio negozio digitale di libri e film e l’investimento di una cifra così elevata in una società cinese, ai più, sembra come una sorta di captatio benevolentiae per far capire al governo cinese l’intenzione di portare capitale non solo per lo sviluppo dei propri prodotti ma anche delle società locali.

Apple si trova in una posizione un po’ critica; il mercato degli smartphone inizia a dare i primi segni di saturazione – c’è già chi scommette che il prossimo modello di iPhone sarà un mezzo flop non avendo all’interno particolari innovazioni tecnologiche -, il mercato degli smartwatch non ha avuto il successo sperato e all’orizzonte non ci sono nuovi prodotti. Il colosso di Cupertino, da sempre pioniere, inizia ad accusare il colpo e forse è giunto il momento di iniziare ad utilizzare un po’ di cassa presente nel bilancio (nell’ultimo trimestre ammontava a 233 miliardi di dollari) non solo per cercare di diversificare, ma anche, come ha sottolineato Tim Cook, per imparare di più su alcuni segmenti del mercato cinese. Non possiamo far altro che attendere.

 

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Laureato in Economia dei Mercati Finanziari presso l'Università Bocconi, dopo una parentesi presso banche tradizionali, inizia un'esperienza quasi quadriennale in FinecoBank diventando esperto del mondo del trading online. Nel 2015 la passione e la curiosità per la finanza e il mondo digitale lo portano nel team di financial strategies di AdviseOnly. Viaggiatore e fotografo incallito, sempre con l'inseparabile smartphone in mano e la musica accesa.

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