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BollettinoAO | Un anno di Trump, settimana negativa sulle piazze finanziarie

Donald Trump festeggia il primo compleanno alla presidenza degli Stati Uniti. I mercati finanziari, invece, chiudono la settimana con performance negative.


Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

Un anno di Trump per gli USA. Sono trascorsi 365 giorni dall’elezione del tycoon a Presidente degli Stati Uniti. Durante il “compleanno” alla presidenza, Trump si trovava però in Asia. Il Presidente americano ha infatti intrapreso un viaggio tra Giappone, Cina, Corea del Sud, Vietnam e Filippine per portare a compimento alcuni accordi militari al fine di difendersi dalle minacce nordcoreane. Nel frattempo negli Stati Uniti l’approvazione della riforma fiscale ha subito un rallentamento dopo che il Senato ha proposto di introdurre le nuove aliquote fiscali per il prossimo gennaio 2019, quindi posticipandole di un anno.

L’Eurozona e l’Italia crescono ancora. Il bollettino della Commissione Europea ha fotografato una situazione complessiva di crescita per l’intera zona euro, dove non solo il PIL è stato rivisto al rialzo del 2,2% per l’anno in corso, ma anche si segnala un calo della disoccupazione che si attesta al 9,1%, valore minimo del 2009. In Italia, invece, la crescita economica per l’anno in corso è stata stimata all’1,5%, mentre per nel futuro ci si attende una crescita economica pari all’1,3% nel 2018 e all’1% nel 2019.

La May fa un passo indietro. Dopo la frenata nella negoziazione per l’uscita del Regno Unito dall’UE, Theresa May si è trovata quasi costretta a fare un passo indietro rispetto alla decisione di non offrire più di 20 miliardi di euro per la “Brexit bill”. Dopo l’ultimatum di Bruxelles che chiede di risolvere la questione del saldo entro la fine di novembre, la May ha dichiarato che alzerà l’offerta per renderla quasi pari alla cifra di 60 miliardi richiesta dall’Unione Europea.

La Catalogna accusa i colpi. Dopo che il Governo di Madrid ha fatto appello all’articolo 155, annullando di fatto lo scorso mercoledì la dichiarazione di indipendenza della Catalogna, quest’ultima ha anche perso la status di regione autonoma. Adesso si attendono le prossime elezioni, previste per il 21 dicembre, ma non sono stati ancora ufficializzati i partiti che vi prenderanno parte.

Grafico della settimana

Il Giappone non sembra essere l’unico Paese nell’area del Pacifico a trovarsi sui massimi. Questa settimana anche il principale indice Australiano, l’S&P/ASX 200 ha raggiunto i livelli che aveva nel 2008, avvicinandosi al massimo storico raggiunto nel settembre del 2007.

Come si sono mossi i mercati

È stata una settimana relativamente negativa sia per l’Europa che per l’Italia, dove le Borse hanno chiuso rispettivamente a -1,4% e 1,5%. Al contrario l’America per ora si trova ancora in campo positivo (+0,2%), nonostante i timori sulla modifica della riforma fiscale da parte del Senato. Anche il Giappone chiude la settimana in positivo (+0,4%) anche se sono ben 3 giorni che l’indice termina in campo negativo, complice l’andamento di Toshiba (-5,11%).

Guardando ai settori non si notano chiusure piuttosto particolari, fatto salva la debolezza da parte del settore finanziario che ha chiuso la settimana al -1,3%, probabilmente legato ai risultati (abbastanza negativi) per alcune banche come Credit Agricole e Unipol; il settore finanziario resta sempre al centro della discussione, specialmente in Europa con le recenti prese di posizioni da parte della Banca Centrale Europea in merito alla questione degli NPL: queste nuove regole (al momento sono ancora delle proposte) affermerebbero che i crediti non garantiti finiti in sofferenza debbano essere coperti totalmente da accantonamenti con un tempo massimo di due anni; per le banche questo significa un peggioramento dei ratio, un peso in conto economico e per alcune un obbligo di ricapitalizzazione.

Sul lato commodities, da notare la chiusura positiva del petrolio (+3,3%), complice la scelta dell’OPEC, dove ha annunciato di voler proseguire con il taglio della produzione.

 

In agenda

Ecco i principali dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana (fonte: Bloomberg).

Eurozona – Per l’Europa, Germania e Italia verranno pubblicati i dati sul PIL, produzione industriale e inflazione.

Regno Unito – Nel Regno uniti sono attesi i dati su disoccupazione, inflazione e vendita al retail.

USA – Anche in America verranno resi noti i dati sull’inflazione, assieme a produzione industriale, indice di prezzi alla produzione, richieste di mutui e indice manifatturiero.

 


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