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BollettinoAO | Venezuela in default, la ricchezza segreta dello Zimbabwe

Per lo stato sudamericano del Venezuela è l’undicesima volta che viene dichiarato lo stato di default. Sapevate che lo Zimbabwe ha una grandissima ricchezza del sottosuolo? Ve lo mostriamo in un grafico.


Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

Ancora in default. Sono tanti i Paesi che hanno fatto default almeno una volta, ma per il Venezuela questa è l’undicesima: a dichiarare lo stato di “default selettivo” è stata l’agenzia di rating Standard & Poor’s, a causa di un mancato pagamento di due obbligazioni per un valore di ben 200 milioni di dollari. Ad andare in soccorso del Paese sono da subito state la Cina e la Russia, quest’ultima infatti sta pianificando un salvataggio da circa 3 miliardi di dollari.

Si prega di attendere. In USA è ancora in sospeso l’approvazione della riforma fiscale: continuano i lavori, ma pare che per l’approvazione del Senato si dovranno attendere i giorni vicini al Ringraziamento, anche se sembra probabile che l’attuazione venga posticipata di un anno. Tuttavia, i dati sull’inflazione e sulle vendite al dettaglio confermano un trend di crescita positivo per gli Stati Uniti, tanto che hanno anche superato le attese degli analisti. Infine, il terzo rialzo da parte della FED si attesta ora su una probabilità del 97%.

Medio Oriente in tensione. In Medio Oriente negli ultimi giorni si sono accresciute le tensioni tra sciiti e sunniti, dopo le dimissioni del Primo Ministro libanese Saad Hariri. Infatti, mentre l’Arabia sta per passare al Principe ereditario Mohammed Bin Salman, gli sciiti dell’Iran vogliono frenare il potere del Paese. Queste tensioni hanno di fatto portato anche a un calo del prezzo del petrolio.

Italia ancora in marcia. Gli ultimi dati provenienti dall’ISTAT ci raccontano di un’Italia che prosegue il suo cammino di crescita: l’ultimo dato sul PIL del terzo trimestre registra una crescita dello 0,5% (migliore variazione dal 2011) e anche sul campo della produzione industriale e del commercio estero ci sono notizie rassicuranti: infatti, le esportazioni risultano in crescita di circa l’1,1% su base trimestrale.

Grafico della settimana

In settimana ha fatto notizia il Paese dello Zimbabwe, in quanto vittima di un colpo di stato da parte dei militari. Sebbene sia un Paese quasi sconosciuto, con grande sorpresa vogliamo ricordare che è uno tra i Paesi con uno tra i sottosuoli più ricchi. Solo lo Zimbabwe produce circa l’8% del platino mondiale, il 5% del palladio mondiale e il 3% del litio (usato per fabbricare le batterie moderne) mondiale.

Come si sono mossi i mercati

Si è conclusa in modo negativo la settimana per tutti i principali mercati azionari. La maglia nera della settimana spetta proprio al nostro FTSEMIB (-2,3%), che malgrado i buoni dati pubblicati dall’Istat riguardo il comportamento del PIL nel terzo trimestre (crescita congiunturale dello 0,5% e tendenziale dell’1,8%), risente la debolezza del settore bancario, in particolare sulle nuove probabili riforme degli NPL su cui la BCE sta muovendo i primi passi. La chiusura dell’America, di poco in terreno negativo (-0,1%), rispecchia ancora la situazione di indecisione del mercato sulla famigerata riforma fiscale, che al momento è stata presentata dalla Camera e ufficialmente approvata con qualche difficoltà: 227 voti a favore e 205 contrari. Sul lato dei settori non si notano particolari chiusure salvo la perdita del settore energetico (-3,7%), trascinato negativamente dai corsi del petrolio (-2,6%), probabilmente complice la volontà di uno dei più grandi fondi norvegesi (Norges Bank Investment Management) che sta pensando di vendere circa 35 milioni di dollari di azioni in campo petrolifero/energetico; tale fondo è il più grande al mondo e controlla circa l’1,5% delle azioni quotate di tutto il mondo.

In agenda

Ecco i principali dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana (fonte: Bloomberg).

Eurozona – Attesi per Europa, Francia e Germania i dati sugli indici PMI. Sempre in Germania verranno pubblicati i dati sul PIL e gli indici IFO, mentre in Italia è tempo di conoscere sia gli ordini che le vendite riferite all’industria.
Giappone ed emergenti – Saranno pubblicati i dati sulla bilancia commerciale e l’indice che tiene conto di tutte le attività industriali. Per la Russia verrà reso noto il valore della disoccupazione, per ora atteso in aumento al 5,1%.
USA – Negli USA occhi puntati sugli ordini dei beni durevoli, richieste dei mutui e indici PMI.


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