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Chi l’ha detto che non bisogna investire in Italia? Ecco il nostro portafoglio di investimento

La scorsa estate, per l’esattezza il 9 agosto 2011, abbiamo proposto sul nostro sito www.adviseonly.com, nella sezione Analisi Mercati / Idee d’Investimento, un portafoglio azionario chiamato “Valore Italia”.

Il nostro obiettivo era quello di monitorare un portafoglio di dimensione contenute (una quindicina di titoli) creato utilizzando solo indicatori fondamentali che consentono, o dovrebbero consentire (questo è oggetto di monitoraggio), di individuare titoli di valore rispetto al loro prezzo di mercato.

Noi di Advise Only crediamo che non occorra movimentare in continuazione i propri investimenti: ad esempio per quanto riguarda “Valore Italia”, interveniamo ogni 3 mesi circa, o quando le circostanze di mercato secondo noi lo richiedono.

Questa settimana abbiamo deciso di ribilanciare la composizione di questo portafoglio dopo la buona performance dei mercati azionari europei da inizio anno: quale migliore occasione per parlare con trasparenza con i nostri utenti del blog?

Valore Italia ha ancora una storia (“track record”) breve, è quindi prematuro esprimere valutazioni. Tuttavia per onore di cronaca vi diciamo che i risultati ottenuti in termini di rischio (non sottovalutate mai il rischio!) e performance sono interessanti. Vi proponiamo di seguito report e il grafico dell’andamento (NAV) di portafoglio rispetto al suo benchmark, il FTSE MIB, indice rappresentativo del mercato azionario italiano, qui nella sua versione concretamente investibile, l’ETF iShares FTSE MIB, tra i più liquidi e meno costosi.

Clicca per zoommare.


Prezzi di fonte Thomson Reuters, elaborazioni Advise Only, dati aggiornati alla chiusura del 28 febbraio 2012; performance lorde di fiscalità.

La selezione di azioni, come vi dicevo, si basa su indicatori fondamentali ampiamente diffusi nella pratica professionale e riconosciuti anche a livello accademico. I più importanti e i più noti tra questi indicatori sono il Rapporto Price/Earning (cioè il rapporto prezzo/utili, o P/E) ed il dividend yield, cioè il rendimento in termini di dividendi.

A complemento di questi due indicatori semplici, ma sempre efficaci (e carichi di buon senso economico), abbiamo considerato anche:

  • misure di redditività come il ROE ed il ROA;
  • misure di solvibilità e buona struttura del capitale
    • i “liquidity ratios”: indici che esprimono la capacità dell’impresa di soddisfare le sue obbligazioni correnti attraverso le sue attività correnti (si mettono in relazione le passività correnti con le attività correnti);
    • “debt ratios”: indici che esprimono il livello di indipendenza finanziaria di un’azienda;
  • misure di solvibilità pura come lo Z-score di Altman, che misura la probabilità di default di un’azienda;
  • indicatori classici utilizzati in modo non convenzionale, ma coerente con l’esperienza empirica e la finanza comportamentale (sul punto si consiglia caldamente il libro di James Montier “Behavioural investing: a practictioner’s guide to applying behavioural finance”) – ad esempio a parità di altri fattori, noi prediligiamo titoli con un Beta (un indicatore di reattività secondo la teoria classica) basso, a prescindere dalle condizioni di mercato.

Una precisazione: alcuni degli strumenti in portafoglio hanno un indice composito di performance negativo; ciò non significa che i titoli in questione non abbiano valore, anzi, significa solo che il loro prezzo è sceso molto e quindi, secondo gli indicatori fondamentali utilizzati, probabilmente in loro c’è del valore. Inoltre bisogna dire che la performance passata (espressa dall’indice composito di performance) non è un indicatore corretto di quella futura.

Giusto per non essere travisati: il portafoglio non vuole essere nient’altro che la semplice dimostrazione di come, utilizzando dei criteri professionali solidi, semplici e di buon senso, si possa comporre un portafoglio di investimento alla portata di molti risparmiatori. Il rischio complessivo del portafoglio è, per la sua natura azionaria, alto e si presta perciò ad essere sopportato solo se si ha un orizzonte d’investimento lungo. Anche in tali condizioni, parliamo comunque di un portafoglio nel quale si potrebbe investire una porzione contenuta del proprio patrimonio.

Oltre a Valore Italia, all’interno del sito Advise Only, troverete tanti altri portafogli realizzati dal nostro Team o da collaboratori esterni. E voi, avete provato a costruire il vostro portafoglio di investimento? Mettetevi alla prova: www.adviseonly.com.

Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

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