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Settembre, il mese peggiore per investire?

settembre mese peggiore per investire

Gli investitori sembrano avere un certo timore nei confronti di settembre. Abbiamo chiesto ai numeri se settembre è veramente il mese nero degli investimenti.


In questo post valuteremo (con una certa curiosità intellettuale) qualche dato su uno dei più noti indici di Borsa mondiali: il mitico, famigerato, S&P500, il principale indice azionario degli Stati Uniti.

Ci siamo chiesti:

“Esiste un mese migliore degli altri in termini di performance?”

La risposta va cercata nei dati. Partendo dalla serie storica dell’S&P500 total return (comprendente quindi l’effetto dei dividendi sulla performance), abbiamo calcolato qualche metrica a livello finanziario, utile per capire come si è comportato l’indice di Borsa durante i vari mesi dell’anno negli ultimi 50 annni di scambi. Concretamente, abbiamo analizzato il rendimento mensile nell’arco temporale in questione, domandandoci:

“A livello statistico, qual è stato il mese che ha in media avuto la migliore performance storica?”

 
I migliori mesi dell’anno sono stati quelli di aprile e dicembre, con un rendimento medio rispettivamente dell’1,49% e 1,44% (ndr: sono valori mensili, non annui). Si sono comportati bene anche i mesi di gennaio (+0,96%), marzo (1,18%) e novembre (1,11%). L’unica nota stonata del gruppo è stato proprio il mese di settembre, che in media ha perso lo 0,44%. A questo punto è lecito domandarsi se il rendimento negativo di settembre dipenda da qualche valore estremamente basso, tale da condizionare in modo casuale e negativo la media: siamo andati quindi a calcolare le probabilità di chiusure positive e negative a livello mensile. La probabilità di chiusura negativa è in rosso, mentre il blu corrisponde alla probabilità di chiusura positiva (la cui somma, chiaramente, è sempre pari al 100%).

 

Si può notare come, se si fa affidamento sulla storia, a gennaio vi sia il 59% di probabilità (ndr: per essere più precisi, è una frequenza) che l’indice S&P 500 chiuda in positivo, e il 41% in negativo. I mesi di aprile e dicembre sembrano avere la meglio, perché la probabilità di chiusura positiva è rispettivamente pari al 72%, mentre il mese di settembre è nuovamente l’ultimo della lista, dato che solo il 43% delle volte l’indice ha chiuso in maniera positiva il mese.

Esiste la maledizione di settembre?

Assolutamente no: infatti, anche se storicamente la media di settembre non è stata entusiasmante, questo non vuol dire che non possa chiudere in positivo. Ecco per l’appunto la distribuzione empirica dei rendimenti di settembre.
 

 

In conclusione…?

La distribuzione dei rendimenti del mese di settembre ci dice che, anche se centrata in campo negativo, potrebbe comunque succedere di tutto; non sono esclusi eventi di chiusura con un +10%. Inoltre, i dati passati non sono un gran previsore per quello che succederà in futuro. Tutto quello che i dati ci stanno dicendo è che il mese di settembre, a livello storico, non è mai stato un granché per questo indice di Borsa. E ciò, ribadisco, non vuol dire che i mercati non possano sorprenderci in positivo.


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Scritto da

Curioso fin da piccolo riguardo il mondo della finanza, segue il suo primo corso di analisi tecnica e dei mercati a 11 anni. Il crescente interesse per la finanza, specialmente per la parte matematico-statistica, lo porta a laurearsi in un percorso quantitativo, "Banking & Finance", presso l'università di Padova. Prima di unirsi al team di AO, fa una prima esperienza in una società di rating. Un passato da giocatore di tennis, passa il suo tempo libero alternando allenamento e giochi di strategia militare.

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