a
a
HomeECONOMIA E MERCATIECONOMIA, POLITICA E SOCIETA'Cos’è Libra, la nuova “criptovaluta” di Facebook

Cos’è Libra, la nuova “criptovaluta” di Facebook

Facebook lancia la sua nuova moneta virtuale Libra, ma non chiamatela criptovaluta.

Facebook tenta di ripartire, perché, si deve tentare di ripartire, ormai il suo utilizzo è in declino. Questa settimana assisteremo a un nuovo tentativo da parte di Mark Zuckerberg di posizionare la sua creatura al centro del business mondiale. Dal 2020, sarà possibile infatti fare acquisti o scambiarsi somme di denaro con una sorta di “GlobalCoin”, la criptovaluta ideata da Facebook, che ha poco di cripto ma molto di valuta. Scopriamo perché.

 

Cos’è Libra, la moneta di Facebook

Secondo le prime anticipazioni – Facebook ha tentato di mantenere quanto più segreti i dettagli riguardanti l’operazione -, la valuta in questione sarà una moneta senza confini, che permetterà di fare pagamenti internazionali senza il carico di commissioni, sfruttando il sistema che elimina qualsiasi tipo di intermediazioni che è proprio delle criptovalute, bitcoin1 in testa. Il suo nome sarà Libra, che in latino significa proprio “bilancia”, richiamando all’antico uso di questa soluzione durante gli scambi commerciali e alla Dea della Giustizia.

Grazie a Libra sarà possibile scambiarsi denaro all’interno di Messenger o Whatsapp tra un “ciao” e un “ci vediamo dopo”, ma non ci si limiterà a questo. Dal 2020 Libra sarà on line e consentirà, oltre agli scambi di denaro, anche di fare acquisti on line: Facebook aprirà un canale diretto agli esercenti, che consentiranno l’utilizzo del Facebook Coin per il pagamento delle loro merci e dei loro servizi, dando loro incentivi e pacchetti premio, ancora da definire. Tra i siti di e-commerce, hanno già aderito Booking.com e Uber, mentre tra i circuiti di pagamento online ci sono accordi con MasterCard, Stripe, Visa e PayPal.

Sembra una grande novità, ma in realtà non è la prima volta che Zuckerberg tenta di creare il proprio sistema di pagamenti online: nel 2012, Facebook aveva sviluppato una valuta chiamata “Facebook Credits”, tentativo che però ha fallito miseramente. Inoltre, la valuta non è neanche una grande novità nel mondo dei sistemi di pagamento digitali: “Non c’è innovazione”, afferma Gabor Gurbacs, direttore della strategia per le risorse digitali di VanEck/MVIS. “È solo il continuo tentativo della Silicon Valley di prendere i profitti bancari dall’industria dei servizi finanziari e portarli alla Silicon Valley”.

 

 

Che differenza c’è tra Libra e bitcoin?

Andreas Antonopoulos, uno dei più grandi esperti di bitcoin, ha dichiarato in un Q&A online: “Ciò che Facebook […] propone non è una criptovaluta. Non ha nessuna delle caratteristiche fondamentali di una crypto“. Perché? Una moneta virtuale è per definizione aperta, pubblica, immutabile, neutrale, senza confini, resistente alla censura e decentralizzata. E Libra?

  1. La valuta digitale di Facebook sarà sotto stretto controllo da parte delle autorità di regolamentazione finanziaria: pertanto, non sarà resistente alla censura. A parte gli aspetti legali e normativi della gestione di un sistema di pagamento, il track record di censura dei contenuti di Facebook probabilmente passerà anche alla censura del servizio di pagamento previsto;
  2. non sarà accessibile a tutti: l’obiettivo di Facebook di rendere il suo servizio di pagamento senza frontiere sarà impossibile perché, in quanto servizio di pagamento regolamentato, la società con sede negli Stati Uniti non sarà in grado di servire i clienti dell’elenco dei paesi sanzionati negli Stati Uniti;
  3. non sarà pubblica: in quanto l’azienda potrebbe vendere a terzi i dati di pagamento degli utenti, come ha fatto con i dati personali degli utenti sul suo social network. Anche se volessero rendere pubblici i loro pagamenti, non sarebbero in grado di farlo per motivi legali e normativi in quanto dovranno rispettare le severe leggi sulla privacy finanziaria;
  4. non sarà aperta: la multinazionale avrà sempre un ruolo in ogni transazione ed è probabile che la moneta non potrà essere utilizzata al di fuori dell’ecosistema di Facebook a causa della natura centralizzata di questa moneta digitale.
  5. sarà una moneta stabile: a differenza di bitcoin o di altre valute digitali, quella ideata da Facebook sarà agganciata ad altre valute non-virtuali, come l’euro, il dollaro e lo Yen. In teoria, quindi, non sarà altrettanto volatile o vulnerabile.

Mentre la moneta vedrà probabilmente una maggiore diffusione tra gli utenti, bitcoin rimarrà per molti versi una valuta digitale superiore, in quanto consente agli utenti di effettuare pagamenti rapidi e senza confini, resistenti alla censura, senza bisogno di un conto bancario o di una verifica dell’identità.

 

Quali conseguenze per le società del settore?

Appena la notizia ha raggiunto gli investitori sia la valuta di riferimento del mercato delle criptovalute che il social network hanno registrato significativi incrementi. Facebook Inc (NASDAQ: FB) è cresciuto del 2% con un aumento fino ai 181 dollari. Nell’ultima settimana, le azioni della società sono aumentate di oltre il 4%. Da parte sua, Bitcoin è ancora una volta sopra quota 8.000. Nell’ultima settimana, la rivalutazione ha superato il 3% e ogni unità ha raggiunto i 8.333 dollari.

 

facebook bitcoin | amCharts

 

Perché cresce anche Bitcoin? I due sistemi non sono in competizione, anzi. Gli investitori sono ottimisti sul fatto che “Libra aiuterà le grandi aziende delle crypto a venir prese sul serio” dice Garrick Hileman, capo della ricerca di Blockchain.com e ricercatore della London School of Economics, aggiungendo che “Ogni volta che un’organizzazione delle dimensioni di Facebook con miliardi di utenti dice che utilizzeranno la blockchain e la valuta criptata, c’è una validazione molto significativa della tecnologia”. Chi allora non vede di buon occhio Libra? PayPal, Stripe e Skrill, soprattutto se Facebook mantiene la promessa di offrire pagamenti digitali a basso costo. PayPal, ad esempio, applica una commissione di transazione del 3% e, a meno che PayPal e i suoi colleghi non abbassino le loro commissioni in risposta alla nuova concorrenza di Facebook, potrebbero finire per perdere una quota di mercato sostanziale.

Dovrebbero essere interessate anche le banche “fintech” che offrono servizi bancari on-line. Se tutti coloro che possiedono un account Facebook o WhatsApp saranno in grado di utilizzare il mobile banking e l’online banking a basso costo, non ci sarà molto bisogno di applicazioni di mobile banking. Naturalmente, questo non avverrà da un giorno all’altro. Facebook dovrà integrare con successo il suo sistema di pagamento con il più ampio settore dei servizi finanziari per consentire agli utenti di pagare le fatture e di effettuare pagamenti di persona. Ciò potrebbe richiedere anni.

Anche istituti finanziari tradizionali come le banche saranno minacciati. Se Facebook riuscirà a coinvolgere i suoi due miliardi di utenti nel suo servizio di pagamento, non c’è motivo per cui la prossima generazione debba preoccuparsi di andare da banche che richiedono una montagna di documenti cartacei per aprire conti quando potranno semplicemente accedere a Facebook, compilare alcuni documenti online e iniziare ad effettuare operazioni bancarie.

 



1 – Financial Brief | Bitcoin: una “moneta” tra mito e realtà

Scritto da

Jessica è nata e cresciuta in Italia, ha conseguito la laurea triennale in commercio internazionale presso l'Università di Milano per poi trasferirsi in Olanda dove ha ottenuto la laurea specialistica in economia politica internazionale. La sua passione per i viaggi l'ha portata a vivere e lavorare per diverse start-up in giro per il mondo, sempre in ambienti internazionali e multiculturali. Ama scrivere e trascorrere i suoi fine settimana sulle sue amate Dolomiti trentine.

Ultimi commenti
  • Avatar

    Guardi che Paypal e Stripe fanno parte del pool dei membri fondatori, cioè leggersi almeno il white paper o guardare il sito di riferimento mi sembra il minimo per fare informazione corretta!

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.