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I Futures sulla pancetta e la psicologia dell’investitore

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Correva l’anno 1983 quando in America uscì il film Trading places, da noi meglio conosciuto come Una poltrona per due. È vero, sono passati molti anni, ma questo film è noto a tutti, visto che alla vigilia di Natale di ogni anno Una poltrona per due viene trasmesso generalmente in prima serata: una sorta di must natalizio.

In uno spezzone di un paio di minuti che vi ripropongo, tre dei quattro protagonisti discutono in merito all’acquisto di alcuni contratti Futures sulla pancetta di maiale.

Dal punto di vista psicologico e comportamentale, questa scena è davvero ricca di spunti di riflessione sulla psicologia dell’investitore (chissà se il regista ne era consapevole). Tra i tanti di cui abbiamo parlato su questo blog, ne evidenzio alcuni: l’ancoraggio, la dinamica della decisione, l’esperto e la sua sicurezza, quanto conta l’opinione degli altri e il commitment.

Ora che avete visto lo spezzone del film, provate a riflettere sui seguenti aspetti.

  1. Chi decide di acquistare? Fate attenzione a ciò che dicono e fanno i due fratelli Duke e sulle conseguenze psicologiche che il diverso atteggiamento genera.
  2. Come reagisce Mortimer Duke quando Valentine esprime il proprio parere contrario all’acquisto? Perché, secondo voi?
  3. Da dove nasce la diversa reazione dei fratelli rispetto a ciò che Valentine dice?
  4. Tra Randoph e Mortimer, quale dei due mostra un commitment maggiore? Da cosa lo capite?
  5. Riuscite a identificare il reference point? Perché secondo voi è importante?

Rispondete a queste 5 domande nello spazio per i commenti qui sotto!

Scritto da

Laureato in Economia degli Intermediari Finanziari presso l’università Bocconi nel 1996. Dopo una breve esperienza come junior trader è approdato nel settore bancario, dove si è occupato prevalentemente di cash management e di trade finance. Nel 2008 consegue un dottorato di ricerca presso l’università di Torino. Appassionato e incuriosito da come il cervello umano si comporta, si è dedicato allo studio della Finanza Comportamentale. È stato Assistente presso l’università Bocconi e la Libera università di Bolzano. È docente presso i master organizzati da Borsa Italiana spa. Appassionato di Formula 1, si diletta facendo lunghe passeggiate in bicicletta. Sogna di vivere in Costa Azzurra.

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  • Sono già 10 giorni… È meglio se rispondi tu, no? In fondo l’utente legge qua per AVERE risposte.

  • Ecco le risposte alle 5 domande poste dall’autore del post sopra.
    1) Randolph, con la frase “Ha toccato il minimo, forza compriamo”, lancia di fatto il processo di acquisto. È lui che decide, ma non agisce. Al contrario, Mortimer prende l’iniziativa e si attacca al telefono (da notare che anche accanto a Randolph c’è un telefono, ma non lo usa). Mortimer si presenta con nome e cognome e decide sia la quantità (200 contratti) che il prezzo (66,8) a cui acquistare il future sulla pancetta. Mentre Randolph sembra svogliato, lo si capisce dalla sua mimica, Mortimer è estremamente coinvolto nel processo di acquisto (il suo commitment è molto elevato).

    2) Valentine, con il suo intervento, “mette in crisi” la posizione di Mortimer: lo contraddice di fronte al fratello Randolph e, cosa ancora peggiore per Mortimer, Randolph appoggia la posizione di Valentine. Il mercato dà ragione a Valentine e dà torto a Mortimer. Il problema è che Mortimer è l’esperto del mercato, ha una storia e un’esperienza pluriennale. Valentine è capitato per caso “nella stanza dei bottoni”. La reazione di Mortimer è quella di screditare Valentine (“Valentine, qui sta succedendo qualcosa di molto importante, lei stia solo a guardare” e ancora “Non stiamo giocando con i soldi del monopoli”). Una reazione giustificata dal fatto che Mortimer sta sperimentando un forte disagio psicologico dovuto al fatto di aver sbagliato la strategia di acquisto. Inoltre il fratello Randolph lo smentisce (di fronte al perfetto sconosciuto Valentine), sospendendo l’ordine di acquisto impartito appena pochi secondi prima. In sintesi, Mortimer reagisce stizzito perché non solo ha sbagliato, ma il suo commitment è estremamente elevato (ci ha messo la faccia).

    3) La diversa reazione dei fratelli Duke nasce dal diverso commitment manifestato. Randolph sembra annoiato e decisamente poco interessato alla dinamica del prezzo della pancetta, al punto che decide che il prezzo ha raggiunto il minimo e bisogna comprare. Viceversa Mortimer è estremamente coinvolto nella decisione di acquisto.

    4) Randolph: commitment nullo; Mortimer: commitment massimo. Lo si capisce dalla tensione che caratterizza gli interventi di Mortimer (che preferirebbe perdere denaro piuttosto che “perdere la faccia” di fronte a Valentine) e dall’apertura di Randolph che si interessa alla posizione di Valentine e, alla fine, gli dà ragione.

    5) 66,8 è il prezzo che Mortimer fissa per l’acquisto. Questo valore diventa il punto di riferimento (reference point), ossia quel valore (ma si può anche trattare di pareri, opinioni, valutazioni), rispetto al quale vengono fatte tutte le valutazioni, sia economiche (“Ti rendi conto di quanto ci ha fatto risparmiare, Mortimer?”), sia psicologiche. Mortimer si rende conto di “aver toppato”: ha identificato un prezzo troppo alto. E questo gli fa fare la classica brutta figura: si sente a disagio, vorrebbe sparire. E infatti, mentre Randolph, alla fine della scena, si alza e si complimenta con Valentine, Mortimer si alza stizzito e se ne va. Proprio questo atteggiamento denota un disagio psicologico: Mortimer accampa la scusa del ritardo per uscire dal una situazione per lui diventata sempre più scomoda.

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