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Psicologia e finanza: dietro previsioni e analisi si nasconde la mania del controllo

L’uomo è portato a fare previsioni su tutto: dalle condizioni atmosferiche all’esito delle elezioni, cerchiamo in tutti i modi di sapere cosa succederà nel futuro. Ma questo atteggiamento ha forti ripercussioni sulla nostra ansia e anche sui mercati.

Perché ci piace tanto fare previsioni?

Sono over 40, non sono certo un nativo digitale e neppure posso dire di conoscere tutta la moderna tecnologia. Ma voglio fare con voi una riflessione. Ricordo che da bambino, poco prima delle 20, sulla RAI venivano trasmesse le previsioni del tempo. Chi di voi è negli “anta” ricorderà il mitico colonnello Bernacca. Non so quanto le previsioni ci prendessero e con quanta accuratezza fossero fatte (credo comunque che gli intervalli di confidenza fossero molto “comodi”), ma diventarono una sorta di immancabile appuntamento quotidiano, le previsione di Bernacca.

Oggi poco è cambiato: prima di un viaggio andiamo su internet e cerchiamo le previsioni. Salvo poi scoprire, come è accaduto, che spesso non ci prendono (al punto che un paio d’anni fa, a causa di previsioni “poco accurate”, molti turisti disdissero le loro prenotazioni, causando un certo “disappunto” negli operatori turistici).

Oggi sembra quasi che lo sport nazionale sia quello di fare previsioni. Su tutto: dal meteo alla Borsa, dai sondaggi Trump/Clinton a chi vincerà il prossimo mondiale di freccette. Mi chiedo, e vi chiedo: ma ci servono queste previsioni? Quanto è importante sapere ex-ante come sarà il tempo a Natale o dove andrà la Borsa la prossima estate? Ciascuno ha una propria risposta.

È persino banale ricordare come il mondo di oggi sia volatile, come le informazioni (spesso incontrollate e incontrollabili), siano facilmente reperibili, come il cigno nero possa apparire quando nessuno lontanamente se lo immagina (11 settembre e vittoria di Trump sono solo due esempi). A proposito di cigno nero: appare più spesso di quanto si possa prevedere, non credete?

Manie di controllo?

L’impressione che ho, e che voglio condividere, è che per non so quale strano motivo vogliamo controllare il mondo. Vogliamo fare previsioni, vogliamo sapere cosa accadrà domani. E questo ci crea una discreta dose di ansia. Omamma dove andrà la borsa? Ossignur cosa accadrà allo spread? E la mia pensione? È come se volessimo prepararci caricandoci di un’ansia “anticipatoria”, per provare a essere pronti a ciò che accadrà in un futuro, magari molto lontano.

Non voglio essere frainteso: la previsione è cosa buona e giusta, ci mancherebbe. Cercare di immaginare un possibile scenario futuro è positivo: non inviterei la mia ragazza al mare se le previsioni fossero di pioggia intensa. Aiutano a prendere delle decisioni. Ma attenzione, riporre in esse un elevato carico emotivo è molto, molto rischioso (chiedere a Hillary).

Quello che mi domando è: vale la pena essere “schiavi” delle previsioni? Non lo so. Chi di voi ha letto i miei post saprà che “Ho comprato la Ferrari”. Recentemente sono stati resi noti i dati di redditività e di indebitamento della Ferrari: le previsioni degli analisti sono state abbondantemente superate dalla realtà! Non me ne vogliano coloro che, per lavoro o per passatempo, si dedicano a prevedere cosa accadrà in futuro. Mi limito a dire che se la previsione fosse una scienza esatta, i “previsori” passerebbero il loro tempo a viaggiare per il mondo sui loro aerei privati.

E poi, come poter immaginare il mondo anche solo tra 10 anni. Chi di voi avrebbe immaginato che avremmo tenuto in tasca un telefono senza tasti? A volte penso che se mio padre tornasse in vita ci metterebbe molto tempo a capire cosa sta accadendo, e probabilmente non ci riuscirebbe. E sono passati solo 30 anni. Lancio una piccola, piccola provocazione: e se provassimo, per un attimo, a vivere alla giornata e lasciassimo nel cassetto le previsioni (o meglio, dessimo loro il ruolo che meritano)? Se lasciassimo che la Ferrari pubblichi in santa pace i propri dati di bilancio senza che un gruppo di “analisti” si lanci in previsioni da Superenalotto? Vedete, è sufficiente che una banca d’affari si “sbilanci” su alcune previsioni per innescare un sistema di “imitazione” (lo vogliamo chiamare “effetto domino”?): è difficile prendere una posizione palesemente contraria rispetto al first mover (anchoring).

Se troppe stime fanno ballare i mercati (senza motivo)

Si crea così un sistema di consenso omogeneo dove le previsioni sono piuttosto simili, e con esse il comportamento gregario degli operatori. Salvo poi essere smentiti dalla realtà e creare dei veri scossoni sul mercato. Durante questo post ho accennato al desiderio di controllo che ciascuno di noi, con diverso grado di intensità, possiede.

L’ho fatto avendo in mente una lettura che, parzialmente, vi propongo:  “La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto. Egli ragionava fra sé dicendo: “Che farò, visto che non ho posto dove riporre i miei raccolti?”. E disse allora a sé stesso: “Demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni per molti anni: riposati, mangia, bevi e godi”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa stessa notte l’anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?’”

Forse, ogni tanto, vivere alla giornata e lasciar perdere le previsioni non sarebbe male. Devo andare, sono in partenza e non vorrei trovare coda in tangenziale. Ma prima vado a vedere le previsioni del traffico.


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Scritto da

Laureato in Economia degli Intermediari Finanziari presso l’università Bocconi nel 1996. Dopo una breve esperienza come junior trader è approdato nel settore bancario, dove si è occupato prevalentemente di cash management e di trade finance. Nel 2008 consegue un dottorato di ricerca presso l’università di Torino. Appassionato e incuriosito da come il cervello umano si comporta, si è dedicato allo studio della Finanza Comportamentale. È stato Assistente presso l’università Bocconi e la Libera università di Bolzano. È docente presso i master organizzati da Borsa Italiana spa. Appassionato di Formula 1, si diletta facendo lunghe passeggiate in bicicletta. Sogna di vivere in Costa Azzurra.

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