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Asset Allocation di settembre: estate fa rima con volatilità

Per i mercati è stata un'estate all'insegna della volatilità

Il mese di agosto ha portato una ventata di incertezza e volatilità sui mercati, volatilità che si è rivelata per lo più passeggera, di breve termine. I focolai di rischio sono (bene o male) gli stessi degli ultimi mesi: Brexit, Trade War e lo spauracchio della recessione.

Nel Regno Unito l’incertezza è dominante. Dopo aver indetto la sospensione del Parlamento fino al 14 ottobre, il neo Primo Ministro Johnson ha annunciato un nuovo appuntamento elettorale per i cittadini inglesi, a seguito della perdita della maggioranza in Parlamento. La scadenza del prossimo 31 ottobre sembra molto in bilico.

Nel mentre, il quadro macroeconomico mondiale inizia sempre più a rallentare. Tra i principali imputati però non troviamo gli Stati Uniti, nonostante i mediatici timori dietro alla celebre inversione della curva dei tassi1, ma a rallentare in modo preoccupante è la locomotiva d’Europa: la Germania. Produzione industriale in calo, settore automobilistico in difficoltà e crescita trimestrale attesa dalla Banca centrale ancora negativa, certificando così quella che potrebbe essere una recessione tecnica. La BCE è pronta a utilizzare le sue “armi accomodanti”, ma il rallentamento è oramai attestato.

 

grafico aa blog | amCharts

 

Per quanto riguarda il capitolo Trade War, i negoziati procedono a singhiozzo: una settimana leggiamo di aperture e la successiva da un tweet vengono annunciati nuovi dazi. Tanta incertezza quindi, ma guardando ai prossimi mesi, dodici per l’esattezza, c’è un appuntamento che può fare da moderatore nella disputa tra le due super potenze: le Presidenziali del 2020, con i precedenti mesi di campagna elettorale.

Mentre le primarie dei Democratici proseguono, l’operato di Trump è sempre più messo in discussione: secondo le ultime stime, il grado di approvazione verso il Presidente è al 41,3%, ai minimi da inizio anno. Un calo che potrebbe arrivare dal ceto medio americano, la stessa fascia di popolazione che ne ha determinato l’elezione nel 2016, e che oggi, in base ad una stima della London School of Economics, paga direttamente le conseguenze della Trade War. L’analisi ha determinato un costo medio annuo per famiglia americana che si aggira sui 460 dollari USA. In vista di un possibile secondo mandato, Trump dovrà sicuramente tenere in considerazione questa realtà e, di conseguenza, anche i negoziati con la Cina ne saranno influenzati.

Nell’incertezza, l’unica certezza arriva dalle banche centrali degli Stati Uniti e dell’Eurozona. Entrambe sono intenzionate a rispolverare le armi della politica monetaria accomodante: taglio dei tassi e nuovi stimoli del QE. La FED ha iniziato già a luglio, la BCE è attesa alle riunione decisiva nelle prossime settimane, una delle ultime di Draghi, prima dell’insediamento di Christine Lagarde.

Infine, una menzione sui risultati delle ultime trimestrali statunitensi. In termini di utili per azione, il 75% delle società dello S&P 500 ha riportato un risultato migliore delle attese, per quanto riguarda i ricavi invece, il 56% delle società. Risultati migliori della media degli ultimi cinque anni, guidati dalla positiva dinamica del settore finanziario e da quello relativo alla Salute. Negativi invece i risultati del settore dei materiali e industriale, che (inevitabilmente) riflettono i timori commerciali in corso.

 

 

La nostra view

Come si sono comportate le asset class nelle ultime settimane? La correzione registrata dai principali listini azionari in agosto ha dato nuovo ossigeno alle valutazioni del mercato azionario, a discapito di un indebolimento del fattore momentum. Tra questi spiccano i mercati dell’Europa e Giappone, tra gli Sviluppati, e la Russia tra gli Emergenti. Da segnalare il rinnovato slancio dei settori ciclici, migliorati in termini di valutazioni, rispetto ai difensivi.

Maggiormente indebolite risultano le obbligazioni, soprattutto dal fronte societario. Meglio il segmento governativo, primo beneficiario delle scelte delle banche centrali. Migliora infine la dinamica delle commodoties, guidate dai metalli preziosi, oro in primis.

In questo contesto di rinnovata volatilità, le nostre soluzioni più a carattere difensivo (esposte quindi su oro e obbligazioni governative) hanno ben performato. Debole la dinamica dei portafogli maggiormente esposti agli asset rischiosi, la cui performance da inizio anno rimane comunque positiva.

 

mult blog | amCharts

 



1 – Grafico della settimana: La curva USA si inverte e la recessione è dietro l’angolo? Non così in fretta

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Ultimi commenti
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    salve, volevo sapere quando è partito il ptf. lazy.
    grazie.

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    Buonasera, sto iniziando a seguire i vostri suggerimenti di investimento….replicando il portafoglio tattico. Nella lista degli ETF appare anche il LYXOR ETF EURO CASH A/I(FR0010510800) che da quel che leggo ha rendimenti negativi da anni e non si prospetta nulla di buono. Volevo solo chiedervi perchè è inserito nel portafoglio tattico …ma lo chiedo proprio da ignorante in materia, per capire…grazie in anticipo per il feedback.

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    Quanto costa la vs consulenza?Grazie

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