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Perché globalizzazione, autonomia e democrazia sono inconciliabili

La crisi del debito che ha colpito l’Eurozona e di cui soffrono maggiormente alcuni Paesi periferici ha riportato in voga il dibattito tra favorevoli e contrari all’Unione economica Europea.

Per molti osservatori l’Europa, con la sola unione monetaria (senza unione fiscale e politica), è un gigante dai piedi di argilla, un progetto destinato a fallire inesorabilmente; sarebbe quindi meglio restituire piena autonomia alle politiche economiche nazionali, permettendo ai singoli paesi di prendere le loro decisioni su base democratica.

D’altra parte c’è chi ritiene che la crisi potrebbe essere l’occasione per compiere un passo che non si è riusciti a compiere finora: una vera Europa federale. I sostenitori di questa tesi risponderebbero quindi alla crisi istituzionale europea con “più Europa”.

Noi forniamo un interessante input alla discussione: il c.d. paradosso della globalizzazione (di Rodrick D.) applicato alla politica economica europea, secondo il quale globalizzazione, democrazia e autonomia risultano essere inconciliabili. Tema approfondito dalla rivista “Economia e Politica” nell’articolo “Il trilemma della politica economica europea“.

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In seguito alla visione e analisi di tali considerazioni espresse da Rodrick, è necessario rivedere i trattati originari dell’Unione Monetaria Europea su un piano sovranazionale, oppure si dovrebbero ridefinire le regole della globalizzazione. L’anomalia intrinseca al progetto europeo aggrava la crisi,  spingendo gli Stati a risolvere i loro problemi economici a livello nazionale. Questi quindi cercheranno di salvaguare la propria autonomia democratica, accentuando la conflittualità che grava sul Vecchio Continente.

Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

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