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#ABCFinanza: come si stampa moneta nel 21esimo secolo?

La creazione di moneta ai giorni nostri

Da quando le banche centrali sono entrate pesantemente nella vita dei mercati finanziari ed hanno “rianimato” i Paesi Sviluppati facendoli uscire dal coma della crisi, è opinione comune che una buona fetta dei problemi che tengono in scacco la politica possa essere risolta stampando moneta.

Ma come si crea la moneta? E chi crea moneta nel sistema monetario moderno?

Dai tempi dell’università credevo (sbagliando) che la creazione di moneta fosse strettamente legata alla massa di depositi che i risparmiatori riversavano nelle banche le quali, fungendo da intermediari, a loro volta li facevano confluire nell’economia reale in forma di prestiti, creando così nuova moneta.

Beh, mi sbagliavo: il sistema monetario moderno funziona diversamente e, per fortuna, un recente paper della banca centrale inglese mi ha liberato da qualche convinzione retrò. Nonché sbagliata.

Cos’è la moneta?

Nel corso del tempo la natura della moneta è cambiata[1]. Nei sistemi moderni, la moneta non ha alcun valore intrinseco (non possiamo più scambiarla con l’oro, ad esempio) ma “vale” perché viene accettata come mezzo di scambio per beni e servizi. La banca centrale ha il privilegio di essere l’unica istituzione legalmente nella posizione di poter emettere moneta e, in aggiunta, ha l’onere di mantenere stabile il valore della moneta stessa nel tempo.

Come sosteneva il celebre economista John Kenneth Galbraith, “Quando la moneta è cattiva, la gente la vuole migliore, quando è buona pensa ad altro”. E se oggi pensiamo ad altro (risparmiare, investire, consumare) è perché la nostra moneta, l’euro, è tutto sommato buona. Forse non tutti saranno d’accordo, ma tant’è.

A meno che non teniate i vostri soldi esclusivamente sotto il materasso in forma di contanti (che sarebbe comunque una pessima idea), il reddito che generate è in larga parte conservato in un conto corrente sotto forma di registrazione informatica (moneta elettronica), oppure in un deposito su un conto a risparmio. Le banche commerciali, perciò, gestendo i rapporti di credito e debito tra gli attori economici (famiglie, imprese, istituzioni pubbliche), sono le custodi della moneta in tutte le sue forme.

Gli aggregati monetari

Le banche centrali, per adempiere al proprio lavoro, osservano l’evoluzione della moneta attraverso i cosiddetti aggregati monetari[2] (in gergo definiti con le sigle M1, M2 o M3). La BCE, ad esempio, osserva il sistema monetario attraverso tre aggregati monetari, ognuno con le sue definizioni e particolarità:

definizioni-aggregati-monetari

Fonte: BCE. Passività delle istituzioni finanziarie monetarie e delle amministrazioni centrali (uffici postali, tesoreria) verso residenti dell’area dell’euro diversi dalle IFM (escluse le amministrazioni centrali).

Per quanto la moneta fisica abbia un peso rilevante nella nostra vita quotidiana, le banconote e le monete rappresentano solo il 9,5% di quello che la BCE considera come moneta. Nel sistema monetario moderno infatti, la moneta è in larga parte costituita da depositi (per circa l’85%), dove i depositi a vista (immediatamente convertibili in contante) sono la parte più cospicua.

Come si crea la moneta?

Ora che ci siamo messi d’accordo sul significato, passiamo alla parte più delicata: come si crea la moneta?

Come abbiamo detto all’inizio, i depositi vengono custoditi dalle banche commerciali per le quali rappresentano un debito (passivo). Che cosa ci fanno le banche commerciali con questi depositi? Nella vita reale eseguono una miriade di operazioni, ma, per il momento, guardiamo all’elefante e diciamo che ne usano una parte come riserva, mentre il resto viene conservato in liquidità – sia mai che ci venga voglia di prelevare dal bancomat.

Una delle attività più importanti di una banca commerciale è senza dubbio l’erogazione di credito. Proviamo dunque a calarci nella parte ed immaginiamo di dover chiedere alla nostra banca un prestito per acquistare una casa. Supponendo che la banca sia così gentile da approvare la nostra richiesta, cosa succede a livello contabile?
Contemporaneamente avvengono tre operazioni fondamentali:

  1. la banca accredita sul mio conto corrente la cifra che ho chiesto in prestito;
  2. in capo a me si crea un debito nei confronti della banca;
  3. nel bilancio della banca si crea un credito nei miei confronti.

La questione fondamentale è che il credito che mi viene erogato dalla banca non esiste se non a livello contabile! La banca dunque non “sposta” alcuna somma di denaro da un fantomatico conto corrente pre-esistente al mio, ma di fatto “genera” un nuovo deposito. Ed è proprio così che viene creata la moneta.

Superfluo è specificare che la banca non presta soldi gratuitamente, quindi allo scadere del prestito dovrò restituire tutta la somma di denaro che ho ricevuto aumentata di un certo tasso d’interesse.

consumatori-vs-banche-commerciali

Da questo schema (semplificato) si dovrebbero evincere due caratteristiche fondamentali del sistema monetario moderno:

  1. le banche commerciali creano moneta ogni volta che concedono un “nuovo” prestito;
  2. la moneta viene distrutta ogni volta che il debito viene estinto (nel nostro caso nel momento in cui io ripago tutto il prestito alla mia banca).

Dal momento che le banche guadagnano ogni volta che concedono un prestito, dovrebbero avere tutto l’interesse a concedere dei prestiti. Quando non lo fanno è perché c’è qualcosa che non va (non possono, non vogliono o non sono in grado). Non è un caso se, dopo Lehman Brothers e lo scoppio della crisi dell’Eurozona, la crescita monetaria si sia decisamente ridimensionata.

La banca centrale non stampa moneta?

Sì, ma non come ce lo immaginiamo. (O come ce lo hanno sempre raccontato).

Partiamo da un presupposto: le banche centrali fungendo da “banche delle banche”: non hanno come passività i depositi, ma le riserve delle banche commerciali e, in parte, denaro contante (come illustrato sempre nel nostro schema semplificato). In un certo senso, le banche centrali non possono creare moneta perché non avendo depositi (vi ricordate la definizione iniziale?) non possono concedere nuovo credito. Per inciso, quando le banche commerciali chiedono alle banche centrali un finanziamento lo fanno per il brevissimo termine, fornendo sempre una garanzia e facendo leva sulle riserve della banca centrale.

Contrariamente a quanto comunemente si pensi, nei Paesi Sviluppati, le banche centrali cercano di controllare le riserve tramite il costo del denaro, ossia con i tassi d’interesse. Ma la moneta creata (o le riserve) dalla Banca Centrale non arriva nelle tasche di famiglie o imprese: viene accreditata nei conti delle banche commerciali (è per questo che viene detta anche moneta esterna), che si pensa possano riversarla nell’economia reale. Purtroppo, nei sistemi moderni, in nessun caso la quantità di riserva condiziona la capacità della banche commerciali di prestare denaro all’economia reale.

In conclusione, la banca centrale non è in grado di stampare moneta in modo vero e proprio, ma lavorando sul costo del denaro cerca di incentivare le banche commerciali a prestare denaro quando alcuni vincoli bloccano la creazione di moneta. Una delle attività più importanti della BCE è capire cosa blocca le banche e come intervenire. Ma questa è un’altra storia e magari ve ne parleremo in un altro post.

Tutto chiaro?

Il funzionamento delle banche centrali non è affatto semplice, ma è di vitale importanza per la sopravvivenza del sistema economico moderno. Se avete dei dubbi lasciate un commento qui sotto!


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[1] https://www.ecb.europa.eu/explainers/tell-me-more/html/what_is_money.it.html

[2] https://www.ecb.europa.eu/stats/money_credit_banking/monetary_aggregates/html/hist_content.en.html

Scritto da

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

Ultimi commenti
  • Qualche “vecchia”convinzione in effetti è caduta! Sui libri di economia sembrava più semplice e schematico. Scherzi a parte, davvero interessante e affascinante.

  • Gentile dottor Caretta Mussa, La inviterei ad approfondire l’analisi riguardo a:
    I) la nuova moneta e l’effetto Cantillon sul suo degrado;
    II) il credito che ha imposto all’economia moderna il suo carattere ciclico (ciclo del risparmio e ciclo del credito), alla luce della legge di Say sulla produzione;
    III) il bisogno di tenere sotto controllo l’intero sistema economico (di cui la finanza è solo una parte), tramite la politica monetaria delle banche centrali (con qualche dipendenza dai governi) ha eliminato la casualità nel senso della ‘distruzione creativa’ di Schumpeter.
    Cordialità.

  • A mio avviso per capire come funziona il sistema bisogna partire dall’inizio, in principio vi erano solo banche private che emettevano biglietti di credito, questi biglietti con valore nominale 100 venivano accettati tra banche in tempi di tranquillità, mentre in tempi di difficoltà il loro valore poteva essere ridotto o svalutato a seconda della affidabilità dell’emittente. Per ovviare a questo problema sono nate le banche centrali. Il sistema da privato è stato, per stabilizzare l’economia e garantire un sistema più “smooth”, reso PUBBLICO con l’introduzione della Banca Centrale, prestatore di ultima istanza e garante dell’emissione di Moneta della Banca Centrale, nonchè regolatore dei pagamenti. E’ importante per cui distinguere tra moneta della Banca Centrale e Moneta Bancaria. La prima è usata solo nel circuito interbancario come vera e propria liquidità, una banca può effettuare il pagamento per conto un cliente (debitore)solo trasferendo Moneta della Banca Centrale all’altra banca dove risiede il conto del creditore , se ne ha troppa perchè non la usa, può prestarla ad altre banche. La Moneta Bancaria viceversa è quella che è stata illustrata in questo articolo della BoE, il driver primario per la creazione della Moneta Bancaria è la DOMANDA di credito da parte del cliente la quale genera un nuovo deposito, che risiede nelle liability della banca e un credito negli asset. La Moneta Bancaria ha quindi un notevole impatto, primo la creazione del nuovo credito/debito implica un espansione del bilancio della banca,di fatto Leverage), secondo (e più importante concetto) questo consente di trasferire da un account all’altro il banale credito/debito senza spostare liquidità della Banca Centrale. Ciò implica che il credito è una forma di moneta di fatto accettata almeno “localmente ed internamente alla banca” come mezzo di scambio, fa riflettere il significato regionale delle nostre banche in italia e i potenziali effetti del mancato credito. Le banche tendenzialmente fanno prima credito poi trovano le riserve dalla banca centrale (MRO) o da altre banche oppure tramite raccolta. Come giustamente sottolineato le riserve non pregiudicano il prestito. Ultima cosa,la banca centrale SA quanta moneta della banca centrale è in giro MA NON quanta moneta bancaria, può limitarsi solo a influenzare i tassi di interesse e ripulire/scambiare moneta bancaria con moneta della banca centrale, ma non può controllare la moneta nel suo complesso. Questa è la mia visione (per ora) concorda ?

    • Caro Icsc, il così detto banking storicamente presenta una duplice funzione: I) il deposito/custodia sicura e II) il prestito.
      Tali funzioni non sono più separate a far tempo dal 1844, nel Regno Unito, fino ad oggi con tutte le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi, aggravate dall’istituzione della Banca centrale che ha stretti rapporti con il governo sempre bisognoso di denaro (tralascio in questa sede il problema del passaggio dalla moneta suono (solida in quanto ancorata all’oro) alla moneta fiat a corso forzoso/legale).
      Tanto Le dovevo. Cordialità.

  • Chiedo scusa ma non riesco a comprendere cosa voglia dire che “In un certo senso, le banche centrali non possono creare moneta perché non avendo depositi […] non possono concedere nuovo credito”.
    Il QE non è “nuova moneta”, anche se non arriva nelle tasche dei poveri mortali?
    Grazie

    • Quando la BCE compra degli attivi finanziari da un fondo pensione (per esempio), il fondo riceve sul suo conto c/c lo stesso ammontare. La banca commerciale che fa da intermediario registra tale operazione, ma non crea dei nuovi depositi o nuova moneta, si limita a registrare l’operazione. Non basta il QE a fare in modo che le banche commerciali concedano dei nuovi prestiti (https://www.adviseonly.com/blog/capire-la-finanza/abc-finanza/abcfinanza-la-creazione-di-moneta-e-il-ruolo-delle-banche-centrali/). Nel prossimo post cerco di spiegarmi meglio con un esempio, grazie del suggerimento.

      • Aspetto il nuovo articolo, ma la domanda non è cosa fanno le banche commerciali ma la spiegazione di “le banche centrali non possono creare moneta perché non avendo depositi…”. Grazie.

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