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#ABCFinanza: cos’è l’Indice di Sortino e come si utilizza?

Ebbene sì, questo è uno dei nostri “spiegoni”. Ma non credete: il più delle volte – per non dire sempre – piacciono e si apprezzano. Oggi parliamo di indice di Sortino, anche noto come Sortino ratio. Prima di arrivare al nocciolo della questione, però, dobbiamo entrare nel cuore delle paure umane. In una, soprattutto: che il nostro investimento non ci dia il risultato sperato.

 

La vera paura del piccolo investitore

Contrariamente a quanto spesso siamo portati a pensare, l’evento veramente ansiogeno per chi investe un po’ dei suoi risparmi in strumenti finanziari non è tanto l’oscillazione delle quotazioni verso l’alto o verso il basso quanto la scoperta che, alla fine dei conti, il rendimento, per quanto positivo, è stato inferiore a quel che speravamo all’inizio.

Esempio. Mettiamo che per noi il rendimento minimo accettabile sia del 5%: qualunque risultato inferiore a questo, seppure non negativo e per giunta maggiore di zero, è una brutta roba, appunto perché inadeguato rispetto al minimo che ci siamo prefissati di raggiungere.

Un modo per evitare di rimanere scottati da questa delusione esiste. E ruota intorno al cosiddetto Indice di Sortino, che spesso citiamo nei nostri post.

 

Origine e definizione dell’Indice di Sortino

L’Indice di Sortino, anche noto come Sortino ratio, è un indice di rischio finanziario sviluppato da Frank A. Sortino, simile all’Indice di Sharpe1(o Sharpe ratio): esso si propone di misurare il rendimento di un’attività finanziaria corretto per il rischio. Per meglio dire, punta a misurare l’extrarendimento di un portafoglio rispetto al minimo accettabile (Minimum Acceptable Return, anche noto come MAR).

Come? Andando a sondare quanta performance è stata generata a fronte della dose di rischio di perdita assunta. A differenza dello Sharpe ratio, l’Indice di Sortino discrimina tra rischio “positivo” (che in realtà non è affatto rischio, ma è un’opportunità) e rischio “negativo” (cioè l’eventualità di sopportare perdite), laddove la volatilità che sta alla base di movimenti positivi di prezzo è considerata “buona”, mentre quella da evitare è la volatilità che presiede movimenti negativi di prezzo, e dunque perdite.

 

 

Come si calcola l’Indice di Sortino?

La formula è la seguente:

(performance dell’investimento – performance della liquidità) / downside deviation

Possiamo quindi aggiungere un elemento: l’Indice di Sortino è un indice di performance corretto per il rischio che ci dice quanto rendimento è stato generato rispetto a un’attività ritenuta priva di rischio (quale è, appunto, la liquidità).

Il denominatore è la downside deviation, una misura di rischio di ribasso 2 utilizzando solamente i rendimenti inferiori all’attività priva di rischio.

Come leggere il risultato? Facile:

  • un Indice di Sortino alto vuol dire che è relativamente basso il rischio di sperimentare (in futuro, se l’indicatore è ex ante) o aver sperimentato (se l’indicatore è ex post, e quindi guarda le performance passate) rendimenti sotto il minimo accettabile;
  • al contrario, un valore basso segnala che il rischio di finire sotto il fatidico minimo è relativamente alto.

Questa è l’idea generale. In pratica, generalmente, vengono considerati come buoni valori superiori allo 0,5 su archi di tempo abbastanza lunghi.

 

Utilità e limiti dell’Indice di Sortino

Ma quindi, in soldoni, a cosa serve l’Indice di Sortino? Possiamo concludere che esso consente di distinguere due o più strumenti finanziari, che, a un primo sguardo, presentano una certa similarità per poter selezionare, fra loro, quello che può dare più soddisfazione in termini di extrarendimento rispetto al minimo ritenuto accettabile.

L’Indice di Sortino però – proprio come l’Indice di Sharpe – non è esente da qualche limite: in conclusione, possiamo sinteticamente dire che non è sufficiente a darci un quadro completo ed esaustivo e, quindi, in genere lo si utilizza insieme ad altri metodi per la valutazione del rischio (tipicamente, lo Sharpe ratio).

Ma magari ci torneremo, con qualche nota e appunto in più, in un prossimo post.

Rimanete sintonizzati!



1 – Come valutare gli investimenti con lo sharpe-ratio
2 – Cos’è il downside-risk?

Scritto da

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