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La parabola di Mr. Market – 1° parte: investire col rischio Grexit

paura del grexit

In momenti in cui i rischi di contagio e Grexit alimentano sui mercati volatilità e incertezza (che, ad essere pignoli, non sono la stessa cosa), molti investitori tendono a vendere le loro posizioni nella paura che “Domani i prezzi potrebbero essere ancora più bassi”.

Purtroppo è la natura umana: gli investitori si esaltano quando il mercato sale e si deprimono quando il mercato scende. E la mentalità di gruppo (preoccuparsi di quello che fanno o pensano gli altri) esaspera questi atteggiamenti. Un investitore di lungo periodo dovrebbe fare esattamente l’opposto.

Immaginate di possedere il 50% di un’attività privata (un ristorante, un’azienda agricola, un negozio). Il vostro partner in questa impresa è Mr. Market, un tizio che ha una caratteristica particolare: ogni mattina si sveglia e vi comunica quanto pensa che valga questa attività, e si offre o di acquistare la vostra quota o di vendervi la sua a quel prezzo. Spesso la sua idea di valore è ragionevole e giustificata dalle prospettive del business. Ma altre volte Mr. Market si lascia sopraffare dall’euforia o dal panico, e vi propone una valutazione che non ha nessuna attinenza con le condizioni della vostra attività.

Mr. Market ha inoltre un’altra peculiarità: se non vi interessa il prezzo proposto oggi, non si offende se lo ignorate. Tornerà domani con un nuovo prezzo.

Se siete un vero imprenditore, lasciate che sia l’umore quotidiano di Mr. Market a determinare il valore della vostra azienda?

Soltanto in due casi: se siete d’accordo con lui o se volete fare una transazione. Quando vi offre un prezzo esageratamente alto dovreste infatti essere molto felici di vendergli la vostra quota, e ugualmente lieti di comprare la sua quando chiede un prezzo estremamente basso. Ma in tutti gli altri giorni, è indiscutibilmente meglio formarsi la propria opinione basandosi sull’andamento dei fondamentali dell’azienda (vendite, utili, margini, posizione competitiva).

Un vero investitore ha lo stesso atteggiamento per quello che riguarda le azioni di società quotate (che, è sempre bene ricordare, non sono semplici pezzi di carta o numeri su uno schermo, ma una partecipazione più o meno grande in un business operativo): può avvantaggiarsi dei prezzi giornalieri di mercato o semplicemente ignorarli. Ma non deve esserne schiavo, ad esempio vendendo perché il prezzo è diminuito e si teme che possa scendere ancora.

Le fluttuazioni dei prezzi hanno un solo significato per un investitore di lungo periodo: la possibilità di comprare saggiamente quando i prezzi scendono precipitosamente (ma il valore intrinseco non cambia) e di vendere quando i prezzi salgono eccessivamente (oltre il valore intrinseco). In tutte le altre occasioni, è meglio ignorare il mercato e concentrarsi sull’andamento del business sottostante.

In parole semplici, le transazioni di mercato sono esclusivamente una vostra scelta. Più Mr. Market è erratico, meglio è per voi. Mr. Market è lì per servirvi, non per guidarvi; è il suo libretto degli assegni, non la sua saggezza, che dovete usare. Quindi, quando leggete titoli di giornale del tipo: “Bruciati €200 miliardi; gli investitori perdono con il mercato che crolla”, sostituite nella vostra mente con: “I dis-investitori perdono, ma gli investitori guadagnano”. Anche se i giornalisti spesso se ne dimenticano, c’è un compratore per ogni venditore, e quello che penalizza uno è naturalmente a vantaggio dell’altro.

La parabola di Mr. Market può sembrare superata ai nostri giorni, in cui molti parlano di mercati efficienti, hedging dinamico, strategie quantitative, market timing, smart beta e volatilità. Il loro interesse è comprensibile, perché presentare tecniche complesse ha chiaramente un valore per il proponente: è più facile applicare commissioni elevate per qualcosa che sembra sofisticato. Ma il loro valore per il risparmiatore è una storia diversa. Il successo nel lungo periodo di un piano di investimenti non è prodotto da formule arcane, programmi computerizzati o segnali determinati dal movimento giornaliero dei prezzi di mercato.

In questi giorni in cui tutti parlano di Grexit, un investitore di lungo periodo avrà maggior successo se saprà focalizzarsi sui fondamentali piuttosto che abbandonarsi alle oscillazioni dei prezzi, cercando di isolare le proprie decisioni dalle emozioni che circondano i mercati. In fondo, le migliori opportunità d’investimento emergono proprio quando tutti vendono.

Scritto da

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, lavora a Milano dal 2007. Dopo un'esperienza di quattro anni in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori, si è spostata in Blue Financial Communication, casa editrice specializzata nei temi dell'asset management e della consulenza finanziaria. A dicembre 2017 si è unita al team di AdviseOnly.

Ultimi commenti
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    Si’ ma cosa dicono i fondamentali quindi? 🙂

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      dipende: i fondamentali di chi?

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        🙂

        È che hai scritto:
        “In questi giorni in cui tutti parlano di Grexit, un investitore di lungo periodo avrà maggior successo se saprà focalizzarsi sui fondamentali piuttosto che abbandonarsi alle oscillazioni dei prezzi,…”

        Pensavo intendessi che i fondamentali delle aziende del MSCI World (o almeno di alcune aree geografiche/nazioni) fosse mediamente buono.

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          Posso parlare per le aziende che conosco, non per tutto l’indice.

          Questo è uno degli svantaggi di ETF/fondi passivi (a mio parere, uno dei tanti…): sono a basso costo, vanno meglio di quelle schifezze di fondi pseudo-attivi venduti dalle banche, ma alla fine non sai esattamente cosa c’è dentro. Quando succede un “problema”, che fai?

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