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Successione, come fare e a chi rivolgersi

Come funziona la dichiarazione di successione in Italia?

Ah, i figli. Si fa tutto, per loro. Oppure no? Dite la verità: quanti tra voi – o tra i vostri genitori – hanno iniziato a predisporre il passaggio di testimone per quando non ci saranno più? Insomma, chi è stato così lungimirante da aver cominciato a pianificare la propria successione? Ma soprattutto: quanto sapete voi di successione? Se non avete (ancora) le risposte a queste domande, ecco la nostra guida, redatta con la consulenza del notaio Paola Casali, consigliere del Consiglio Notarile di Milano1.

 

Un giorno tutto questo sarà tuo

Precisiamo che qui parliamo di successione “causa morte”, regolata dal diritto successorio, che è una branca del diritto civile. Questa disciplina conserva ancora oggi una felice familiarità con la lingua latina: ecco perché capita di sentir parlare di successione mortis causa (a causa di morte, appunto), mentre il soggetto defunto nella causa di successione è indicato come de cuius.

In sostanza, la successione mortis causa è quell’evento giuridico che consente a una o più persone di subentrare nella titolarità del patrimonio – o di specifici diritti patrimoniali – al titolare precedente, che è appunto il suddetto de cuius, per effetto della morte senza soluzione di continuità.

 

Come fare la successione?

Ma come funziona la successione? E in che modo si apre? L’apertura avviene alla morte della persona il cui patrimonio è oggetto di successione. Procede con la delazione dell’eredità, ovvero con quella fase nel corso della quale si mettono a fuoco e si individuano i beneficiari del patrimonio lasciato dal de cuius e in quale misura tale patrimonio vada ripartito. Il cerchio si chiude con l’accettazione – pura e semplice o con beneficio d’inventario – dell’eredità, o con la rinuncia ad essa.

Come si stabilisce a chi spetta il patrimonio? Ci sono due strade:

  • se la persona defunta non ha lasciato un testamento valido, allora vale la legittima;
  • se invece ne ha lasciato uno, allora si procede con la successione testamentaria2.

Nel primo caso, gli eredi sono stabiliti per legge secondo un ordine ben preciso, che dà precedenza ai familiari più stretti: coniuge, figli (legittimi oppure naturali, legittimati e adottivi) oppure discendenti (nipoti). In mancanza di figli o discendenti concorrono gli ascendenti (genitori o nonni) e i fratelli con il coniuge, In mancanza di questi soggetti, sono chiamati all’eredità i parenti collaterali entro il sesto grado e, infine, lo Stato.

 

Chi sono gli ascendenti e i legatari?

Non solo coniuge e figli. La legge definisce anche il ruolo degli ascendenti e dei legatari. Chi sono gli ascendenti legittimi nella successione? E chi sono i legatari? Nella prima categoria rientrano genitori, nonni, bisnonni, e via risalendo l’albero genealogico in linea retta.

I legatari, invece, sono persone indicate come destinatarie – per legge o per testamento – di specifici diritti o beni del defunto “a titolo particolare”. Per esempio, la nonna che vuole lasciare quel particolare anello alla nipote o il padre di famiglia che vuole far avere la sua automobile a un carissimo amico.

 

Come inviare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate da un chiamato all’eredità (coniuge, figli, ascendenti, legatari, etc.) entro 12 mesi dalla data del decesso del contribuente, che in genere coincide con quella di apertura della successione.

Se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione, è comunque sufficiente presentarne una sola.

 

 

Quanto costa una successione?

Farsi aiutare da un notaio o da un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) può costare anche diverse centinaia di euro, a seconda della complessità della pratica. Ma c’è un indubbio vantaggio: affidarsi a professionisti può far risparmiare tempo e, soprattutto, errori non facilmente rimediabili.

 

E farla da soli, invece, si può?

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile e scaricabile gratuitamente il software che consente di compilare la dichiarazione di successione per via telematica . Ma vi avvertiamo: occorrono grande capacità di concentrazione e un elevato dosaggio di pazienza, accompagnato da non scontate competenze informatiche e giuridiche.

 

Cosa succede se non si fa la successione?

In caso di mancata presentazione della dichiarazione di successione, l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate fa i suoi accertamenti e poi chiede la liquidazione dell’imposta, con sanzioni consistenti, oltre gli interessi maturati dalla data di scadenza del termine entro cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

L’Agenzia deve notificare il relativo avviso di accertamento entro cinque anni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione omessa.

 

Come recuperare una dichiarazione di successione?

La copia semplice della dichiarazione presentata, contenente gli estremi di registrazione e l’indicazione dell’ufficio territoriale competente, è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (vedasi istruzioni alla voce “Ricevute e attestazioni di avvenuta presentazione3”).

Contestualmente alla presentazione della dichiarazione telematica, poi, è possibile chiedere la “copia conforme”, ossia l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione telematica.

 

Come si rinuncia all’eredità?

Come accennato, l’accettazione dell’eredità può essere “pura e semplice” o “con beneficio di inventario”: nel primo caso l’eredità ricevuta e il patrimonio preesistente dell’erede diventano un tutt’uno, mentre l’accettazione con beneficio d’inventario consente di non confondere il patrimonio del defunto con quello dell’erede, evitando che creditori del de cuius possano aggredire il patrimonio personale dell’erede.

È poi possibile rinunciare all’eredità, dichiarando di non voler accettare il patrimonio lasciato dal defunto. Ma tale dichiarazione vale solo se non prevede condizioni (“rinuncio a condizione che mia zia venda i francobolli del nonno”), termini (“rinuncio fino al 31 dicembre 2020”) o limitazioni (“rinuncio all’automobile ma prendo la casa”).

Né vale la rinuncia fatta dietro corrispettivo di una somma di denaro o a favore solo di alcuni fra gli altri soggetti chiamati all’eredità.

 

Le imposte sulla successione

Per l’imposta di successione propriamente detta valgono le seguenti aliquote:

  • coniugi e parenti in linea retta: 4%;
  • altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado: 6%;
  • altri soggetti: 8%.

Sono previste quote di esenzione: di un milione di euro per ciascun erede in linea retta e per il coniuge, di 100 mila euro per ciascun fratello e sorella e di 1,5 milioni di euro per portatori di handicap grave, oppure senza limiti di importo a favore di enti no profit.

Poi ci sono le imposte ipotecaria e catastale, che colpiscono i beni immobili (con agevolazioni per la prima casa).

 



1 – Di ogni informazione utile che troverete in questo post, il merito è del notaio Casali. Viceversa, per le eventuali sviste prendetevela solo con l’autrice. In ogni caso, cari lettori e care lettrici, non esitate a scriverci per segnalazioni e/o richieste di approfondimento, a noi sempre molto gradite.
2 – Nella successione testamentaria, quando cioè si affidano a un supporto le ultime volontà, è comunque fondamentale rispettare quanto prescrive la legge: per esempio, i figli possono reclamare la quota di legittima sul patrimonio ereditario agendo davanti al giudice (c’è dibattito, infatti, sull’ammissibilità e la portata della clausola di diseredazione).
3 – Risposte alle domande più frequenti – Dichiarazione di successione, fonte: Agenzia delle Entrate

Scritto da

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, lavora a Milano dal 2007. Dopo un'esperienza di quattro anni in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori, si è spostata in Blue Financial Communication, casa editrice specializzata nei temi dell'asset management e della consulenza finanziaria. A dicembre 2017 si è unita al team di AdviseOnly.

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