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Bollettino AO | La Fed scompiglia le carte, i mercati ne risentono

I fatti salienti della settimana

NATO e oltre. Nella seconda parte del suo viaggio in Europa, il presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden ha partecipato al suo primo vertice NATO e incontrato i leader di Russia e Turchia, oltre naturalmente a quelli dell’UE.

Ossi duri. L’incontro con il presidente russo Vladimir Putin si è consumato mercoledì a Ginevra: i due si sono confrontati per quattro ore nel loro primo vertice bilaterale, entrambi definendo alla fine “costruttivo” l’incontro. Pochi risultati concreti, però, rispetto ai tanti temi sul tavolo.

Biden ha incontrato anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha garantito di voler incrementare la collaborazione con gli Stati Uniti nel segno del “dialogo”, a patto che “smettano di sostenere i curdi siriani di YPG”.

Armonia ritrovata? La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e il presidente Biden hanno trovato un accordo per sospendere la contesa sui dazi che ha avuto inizio nel 2004 per una disputa tra Airbus e Boeing. Tale accordo, quinquennale, include una clausola per limitare l’influenza della Cina sull’aviazione civile.

Il G7 riparte da Carbis Bay. Il G7 in Cornovaglia si è concluso con un comunicato congiunto che tra i punti principali contempla clima, Cina e vaccinazioni. Confermati gli obiettivi sulle emissioni di gas serra e rivisto al rialzo il contributo al fondo da 100 miliardi di dollari all’anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni nocive.

Tutti contro Pechino. Quanto alla Cina, i Paesi europei hanno accettato di chiedere esplicitamente a Pechino di rispettare i diritti umani nella regione dello Xinjiang.

I leader si sono detti d’accordo sul fatto che la Cina costituisca una minaccia per l’ordine internazionale, specialmente per gli investimenti in tecnologie militari. Pechino per contro ha accusato il G7 di “manipolazione politica” e “interferenza” nei suoi “affari interni”.

Ok ai primi Recovery Plan. La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha firmato l’approvazione dei primi Recovery Plan: quelli di Spagna (140 miliardi di euro), Portogallo (16 miliardi), Grecia (30,5 miliardi) e Danimarca (1,5 miliardi).

Per il PNRR italiano occorre invece aspettare martedì 22 giugno, quando la presidente sarà in missione a Roma.

Debito comune per la ripresa. Intanto la Commissione Europea ha collocato sui mercati titoli a 10 anni per un valore di 20 miliardi di euro, per finanziare i primi esborsi del Next Generation EU.

Fed e le altre. La Federal Reserve ha rivisto al rialzo le attese di inflazione per il 2021, ma ha mantenuto invariati i tassi d’interesse e gli acquisti di titoli: adesso, però, un incremento dei tassi è più vicino e dovrebbe arrivare già nel 2023.

La Bank of Japan continuerà con il programma di stimoli, estendendo il programma di aiuti all’economia in chiave anti-pandemica fino al marzo 2022.

A proposito di inflazione. A maggio, secondo l’Istat, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,3% su base annua, mentre è rimasto stabile su base mensile.

Secondo i dati Eurostat, l’inflazione anno su anno nell’area euro si è attestata al 2% a maggio, in crescita rispetto all’1,6% di aprile. L’inflazione nell’UE nello stesso periodo ha segnato un +2,3%, contro il +2% di aprile. Nel Regno Unito l’inflazione ha superato il +2% per la prima volta da quasi due anni.

Panorama macroeconomico. Lo scorso mese, la produzione industriale statunitense è cresciuta più del previsto (+0,9%). Deludenti invece i dati sulle vendite al dettaglio (-1,3%). A maggio la produzione industriale in Cina è cresciuta dell’8,8%, le vendite al dettaglio del 12,4%. In Europa, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale ad aprile è salita dello 0,8% nella zona euro e dello 0,5% nei 27 Paesi membri rispetto a marzo.

Fiammata per i prezzi alla produzione tedeschi, con un +7,2% annuo a maggio, il balzo più consistente dal 2008.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Quattro Streghe in azione. Dopo una mattinata all’insegna della cautela, nella giornata di venerdì le Borse europee hanno registrato un peggioramento a metà seduta. Effetto della dose di volatilità somministrata dalle famigerate “Quattro Streghe”, ovvero dalla scadenza simultanea, che si verifica una volta ogni tre mesi, delle opzioni e dei Futures su indici e azioni.

Grecia sotto zero. Da segnalare, in settimana, i rendimenti dei bond greci a cinque anni che, in attesa del collocamento del primo bond del programma di emissioni varato per finanziare i Recovery Plan dei vari Paesi europei, sono diventati negativi per la prima volta.

La FED scompiglia le carte. Dopo le chiusure record di lunedì per S&P 500 e Nasdaq, mercati per lo più in rosso questa settimana per effetto delle dichiarazioni del FOMC di mercoledì: i tassi, infatti, verranno rialzati due volte nel 2023, prima di quanto ci si aspettasse. L’S&P 500, dopo una prima parte di giornata vicina alla parità, è piombato in netto rosso a seguito delle novità introdotte dalla Fed. Stessa sorte per i listini europei, deboli anche nelle giornate di giovedì e venerdì.

Battuta d’arresto per il greggio. A seguito della riunione del FOMC, la corsa del petrolio si è interrotta bruscamente. Giovedì Wti in calo del 3,08% a 69,93 dollari, mentre il Brent era in calo del 3,06% a 72,11 dollari. Una frenata che però non mette il discussione il lungo rally. A influenzare i prezzi è stato proprio il rafforzamento del dollaro provocato dalla virata conservatrice della Fed.

Oro in caduta libera. Conseguenze anche per l’oro che si dirige verso la più grande perdita settimanale in 15 mesi, il “taper tamtrum” della FED lo sta colpendo duramente e questo potrebbe durare un altro paio di sessioni, ma le prospettive a lungo termine, secondo Bloomberg, alla fine attireranno i compratori.
 

Indici azionari
Azioni Italia -0.02%
Azioni Europa 0.52%
Azioni Usa -0.43%
Azioni Cina -1.52%
Indici obbligazionari
Bond governativi eurozona -0.30%
Bond governativi usa -0.42%
Bond corporate usa 0.14%
Spread Btp-Bund 103 punti
Materie prime
Oro 1,792.05 (-3.93%)
Petrolio Wti 70.82 (-0.36%)
Valute
Cambio Eur/Usd 1.1919 (-1.63%)
Cambio Eur/Gbp 0.8572 (-0.15%)

Indici di mercato. Dati aggiornati ore 16.00 del 18/06/21

 

I market movers della prossima settimana

Lunedì l’Università di Chicago aggiornerà l’indice sull’attività negli Stati Uniti. Martedì si conosceranno invece i dati sulla fiducia dei consumatori dell’area euro e l’indice della Fed di Richmond.

Mercoledì in calendario i PMI manifatturiero e non manifatturiero dell’area euro e dei suoi Stati membri, il PMI manifatturiero della Jibun Bank riferito al Giappone e i PMI manifatturieri e non manifatturieri di Markit per il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Giovedì riflettori puntati sull’IFO tedesco e sui beni di consumo durevoli negli Stati Uniti. Venerdì saranno pubblicati gli indici GfK sulla fiducia dei consumatori di Germania e Regno Unito e i dati sulla massa monetaria M3 nell’area euro.

 


 

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    Gradirei molto che riprendeste a pubblicare, , settimanalmente i dati relativi all’ULTIMO MESE e DA INIZIO ANNO come avete fatto per anni fino al 6 marzo 2020. Sopratutto quelli “da inizio anno” sono molto più indicativi della situazione piuttosto che quelli relativi all’ultima settimana.

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