a
a
HomeECONOMIA E MERCATICOMMENTO AL MERCATOInvestire utilizzando il Barometro del Rischio

Investire utilizzando il Barometro del Rischio

Cari risparmiatori, in questo post vi mostrerò come costruire una strategia d’investimento semplice e facilmente realizzabile da chiunque.

Per prima cosa vi invito a conoscere la nostra applicazione gratuita (vi basta iscrivere al sito): il Barometro del Rischio, uno strumento semplice da capire che misura il rischio registrato sui mercati finanziari.

I risultati (positivi) ai quali sono giunto sono strettamente legati alle indicazioni del livello di stress finanziario fornite dal Barometro del Rischio. Per quanto utile, bisogna ricordare che questo strumento non è infallibile, anche se in passato ha colto tempestivamente situazioni di particolare stress verificatesi sui mercati finanziari  (vedere grafico più avanti).

Come funziona il Barometro del rischio finanziario

La crisi finanziaria del 2007 ha sottolineato l’importanza di capire e misurare i livelli di stress finanziario e rischio globale.Proprio per questo motivo numerosi studi si sono focalizzati sulla costruzione di indici di stress finanziario.

Il Barometro del Rischio Advise Only è un indice proprietario innovativo rispetto agli indici finora presentati nel mondo accademico o dalle autorità monetarie. Mentre buona parte di questi indici sono stati costruiti come strumenti di supporto alle decisioni delle Banche Centrali, spesso per singole aree geopolitiche (es. USA), il Barometro del Rischio Advise Only è pensato per offrire uno strumento utile agli investitori, con il quale possono misurare il livello di rischio su scala globale.

Non parliamo del rischio di un portafoglio o di uno strumento finanziario, ma del cosiddetto rischio sistematico, il rischio che colpisce i mercati in modo generalizzato, mandandoli in crisi.

Facciamo un esempio

Visto che il Barometro del Rischio è un indicatore pensato per gli investitori, ho voluto mostrarne un esempio d’utilizzo, realizzando una semplice strategia d’investimento basata su di esso.

Gli ingredienti principali della strategia sono due portafogli:

  1. un portafoglio aggressivo, costituito per il 25% da attività poco rischiose e per il 75% da attività rischiose;
  2. un portafoglio difensivo, costituito per il 90% da attività poco rischiose e per  il 10% da attività  rischiose.

I pesi delle attività finanziarie sono stati attribuiti in modo semplice e secondo una logica chiara, in modo da essere realizzabile da chiunque (vedere tabella sotto). In particolare, il portafoglio aggressivo è stato costruito ripartendo il 75%  tra le più classiche attività rischiose, le azioni, mentre solo il 25% è allocato in attività universalmente considerate poco rischiose: liquidità, obbligazioni governative a breve-medio termine ed oro fisico.

Nel portafoglio difensivo, invece, il 90% del peso è stato attribuito alle medesime attività poco rischiose e solo il 10% è investito in quelle rischiose. All’interno delle attività rischiose, il peso è stato equiparato. Invece, all’interno delle attività poco rischiose si privilegia il reddito fisso, in particolare obbligazioni governative, liquidità ed oro, il classico “investimento rifugio”.

L’idea di base della strategia è perciò semplice:

l’investitore adotta un approccio difensivo e quindi si posiziona sul relativo portafoglio se il clima registrato sui mercati finanziari è negativo; viceversa, se il clima è positivo, adotta un approccio più aggressivo.

In definitiva:

  • se il Barometro del Rischio è pari o superiore a 0,50 (rischio dei mercati nella norma o inferiore alla norma) si investe nel portafoglio aggressivo,
  • se invece è inferiore a 0,50 (rischio dei mercati superiore alla norma) si investe nel portafoglio difensivo.

Il passaggio da un approccio all’altro (e quindi da un portafoglio all’altro) riflette:

  1. l’incentivo dell’investitore (avverso al rischio) a passare dalla sicurezza di attività meno rischiose (liquidità e oro fisico,obbligazioni governative) ad attività più rischiose (azioni), durante le fasi positive dei mercati;
  2. il disincentivo dell’investitore ad esporsi ad attività rischiose durante le fasi negative dei mercati.

La strategia viene confrontata con l’andamento di un portafoglio bilanciato (costituito da un 50% di attività rischiose e 50% attività meno rischiose) che rappresenta il benchmark di riferimento (allocazione statica di riferimento).

Si è ipotizzato di attuare gli investimenti prescritti dalla strategia mediante fondi comuni di diritto italiano (rappresentati dagli indici Fideuram di categoria), per i quali sono disponibili serie storiche sufficientemente lunghe. Per l’oro si è ipotizzato l’acquisto fisico (tenendo conto della fiscalità). La strategia è attuabile anche mediante ETF ed ETC, con costi di gestione (TER) ancora più contenuti.

Per valorizzare ciascun portafoglio sono state utilizzate le serie storiche dei valori degli indici dei Fondi Comuni Fideuram, di fonte Bloomberg, per un periodo di 12 anni (dal  07/05/1999 al 03/06/2011), con cadenza settimanale.

Nel grafico seguente sono riportati: la dinamica del valore di 100 euro investiti rispettivamente nella strategia e nell”allocazione statica bilanciata (benchmark), oltre alla dinamica del Barometro del Rischio. A seguire trovate una  tabella contenente alcuni indicatori di rischio e di performance per la strategia, il benchmark e le due componenti della strategia, cioè il portafoglio difensivo e quello aggressivo.

Risk  Free  Rate: 1,68% medio annuo netto (nel periodo in esame)

Risultati

I risultati ai quali sono giunto si possono riassumere come segue:

  1. la strategia ha una performance netta (6.48% all”anno in media) migliore di quella della strategia bilanciata (1.99% annuo), cioè del benchmark, in un periodo (1999-2011) complessivamente caratterizzato da mercati spesso in crisi e volatili (si consideri che nello stesso periodo l’indice Fideuram dei fondi azionari Euro ha registrato una performance negativa pari a -16,41%) ;
  2. la strategia presenta i migliori rapporti tra rendimento e rischio (ultime due righe della tabella – Sharpe Ratio e Rendimento/ Maximum DrawDown) rispetto ai portafogli componenti e il benchmark bilanciato; questo perché il rischio viene ridotto, nei periodi più volatili, andando ad investire nel portafoglio difensivo;
  3. la strategia ha performato bene soprattutto in periodi di forte stress finanziario (come quello del fallimento di Lehman Brothers);
  4. il portafoglio è stato ribilanciato mediamente due volte l’anno, il che rende la strategia fattibile da chiunque, perché non richiede grande operatività.

Si deve tenere comunque conto che i due portafogli (aggressivo e difensivo) sono volutamente molto semplici nella struttura, non sono dinamici, e quindi i risultati sono passibili di miglioramento (anche in terminid i TER, cioè di costi). Ovviamente, variando l”asset allocation, il portafoglio aggressivo può essere reso meno rischioso, in funzione del profilo di rischio di chi investe.

Inutile dire che i risultati ottenuti, seppur frutto di elaborazioni genuine (tecnicamente non c”è anticipazione d”informazione), riguardano il passato: il futuro potrebbe essere molto diverso e quindi il tutto, sebbene abbia funzionato in modo dignitoso in passato, potrebbe non funzionare più altrettanto bene. Insomma: come tutti dovrebbero sapere, i rendimenti passati non sono garanzia per i rendimenti futuri.

Ciò detto, chi volesse vedere come si comporta la strategia “live”, anche solo per curiosità, può farlo senza sforzo: su www.adviseonly.com abbiamo creato condiviso il portafoglio che adotta proprio la strategia descritta, utilizzando solo ETF ed ETC, liquidi e poco costosi, grazie ai quali si possono investire anche ammontari minimi (se non sapete nulla di ETF potete leggere questo post e il successivo).

Il portafoglio si chiama “Tempo stabile“.

Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

Ultimo commento
  • Avatar

    ma dov’è il Barometro? Dice “not found”!

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.