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Cinque Megatrend per il prossimo decennio

Deglobalizzazione, demografia, digitalizzazione, ma anche transizione energetica e politiche di gestione del debito pubblico. Sono queste le cinque tendenze globali che plasmeranno il mondo di qui al prossimo decennio, identificate da Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy.

Dopo la fine della pandemia, ricorda l’esperto, l’inflazione è salita con un’intensità che nessuno si sarebbe aspettato e le banche centrali, per tutta risposta, hanno portato i tassi d’interesse a livelli che non si vedevano da 15 anni. Nonostante questo – e  contrariamente alle attese – l’occupazione e la crescita economica si sono mantenute in terreno positivo.

Una combinazione di fattori inusuale, dovuta principalmente, secondo Ramenghi, a un cambiamento macroeconomico: in seguito alla pandemia siamo passati da un regime di bassa domanda a uno di alta domanda, per di più con limitazioni alla disponibilità di materie prime, complici anche gli imponenti piani fiscali e infrastrutturali (come il PNRR,) varati dai governi per sostenere le economie provate dai periodi di lockdown.

 

Debito pubblico in aumento

Ma se da un lato queste politiche hanno evitato una crisi economica più grave e una strutturale riduzione della capacità produttiva, dall’altro hanno innescato la corsa dei prezzi e hanno contribuito a far salire il debito pubblico in tutte le economie avanzate. È in questo scenario che ci troviamo a far fronte alle grandi trasformazioni citate.

 

Deglobalizzazione e tensioni geopolitiche

La deglobalizzazione, per esempio, è già in corso da oltre un decennio, con il progressivo calo degli scambi commerciali rispetto al prodotto interno lordo globale. Il motivo? In parte è legato all’automazione e all’accorciamento delle catene di approvvigionamento, ma a influire sono anche le tensioni politiche tra Cina e Stati Uniti, che rischiano di dividere il mondo in blocchi finanziari, commerciali e tecnologici, con impatti negativi sulla crescita globale e sul potere d’acquisto delle famiglie.

 

 

Una popolazione sempre più vecchia

Quanto alla demografia, a detta di Ramenghi è forse la minaccia più grande: le economie più avanzate del mondo – tra cui diversi Paesi europei (Italia inclusa), ma anche il Giappone e in prospettiva la Cina – si trovano alle prese con un calo e un invecchiamento della popolazione. Questo avrà verosimilmente un impatto negativo sui consumi e sulla disponibilità di forza lavoro, con la quota dei pensionati sulla popolazione attiva che è già aumentata dal 12 al 15% su scala globale nell’ultimo decennio.

In questo senso, la digitalizzazione – un altro Megatrend della nostra epoca – potrebbe venire in aiuto, sostituendo la forza lavoro mancante con l’intelligenza artificiale: secondo alcuni studi, l’IA potrebbe portare a un aumento della produttività tra il 2 e il 7%, scrive ancora Ramenghi.

 

Emergenza climatica

Sullo sfondo resta infine la transizione energetica, necessaria per contrastare un’emergenza climatica sempre più pressante. Anche se “per tanti anni la domanda di petrolio continuerà ad aumentare”, riflette l’esperto, “proseguiranno gli investimenti (pubblici e privati) nell’energia rinnovabile, nelle batterie e nello sviluppo di nuove tecnologie”.

Ad accomunare tutte queste sfide – conclude l’esperto – è la necessità di forti investimenti per poterle affrontare: proprio per far fronte a queste trasformazioni, dunque, è probabile che i debiti pubblici saliranno nei prossimi anni. “Il modo migliore per gestire il debito è di poter contare su una robusta crescita, spinta anche dagli investimenti; ma, se così non fosse, occorrerebbe pensare a un aumento della tassazione, default sovrani e repressione finanziaria, per mantenere i rendimenti dei debiti pubblici al di sotto dell’inflazione”, osserva Ramenghi.

In un simile contesto, in cui complessità e volatilità non mancheranno, potrebbero aprirsi interessanti opportunità di investimento, sia sul fronte azionario – dove le valutazioni sono attualmente ragionevoli – sia su quello obbligazionario, specialmente su scadenze medio-lunghe.

 


 

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