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Bollettino AO | La Fed rassicura i mercati, Moody’s taglia le stime di crescita

I fatti salienti della settimana

La Fed non alza la posta. Dai verbali della riunione di inizio mese della Federal Reserve emerge che i banchieri centrali americani ritengono appropriato un rialzo tassi dello 0,50% nei prossimi due direttivi.

Rialzo in vista per la Bce. La presidente della Bce Christine Lagarde ha detto che il board sta valutando un rialzo dei tassi di interesse nella riunione di luglio, per uscire da una politica di tassi negativi entro la fine del terzo trimestre.

Dati in chiaroscuro. Il Pil statunitense ha registrato un calo dell’1,5% nel primo trimestre, superiore alle attese che erano per un -1,3%. Allo stesso tempo, le spese dei consumatori sono aumentate del 3,1%. Migliori delle stime i sussidi di disoccupazione, le cui richieste nell’ultima settimana scendono di 8mila a quota 210mila.

Moody’s vede grigio. L’agenzia di rating Moody’s ha tagliato le stime di crescita per il 2022, Italia compresa: al +2,3%, dal +3,2% previsto a marzo, e quelle nel 2023 dal +2,1% al +1,7%. L’Eurozona crescerà nel 2022 del 2,3%, a fronte del 2,5% previsto due mesi fa, mentre nel 2023 è atteso un piccolo miglioramento (da +2,2 a +2,3%). In frenata anche gli Usa, da +3,7 al +2,8% nel 2022 e dal +2,5% al +2,3% nel 2023, e limitatamente al 2022 anche la Cina, da + 5,1% a +4,5%, mentre nel 2023 il pil di Pechino viene rivisto al rialzo da +5,2 a +5,3%.

La Russia taglia i tassi. La Banca centrale russa ha tagliato i tassi di interesse dal 14% all’11%, spiegando di vedere un rallentamento delle pressioni inflazionistiche (che comunque ad aprile ha raggiunto il 17,8%).

 

 

Non si vedono spiragli di pace. La Russia ha preso il controllo del Mar d’Azov e dello Stretto di Kerch e sta bloccando i porti ucraini sul Mar Nero. Mosca si è detta pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall’Ucraina, ed evitare così una crisi alimentare globale, a condizione che siano revocate le sanzioni contro la Russia.

Ungheria in stato d’emergenza. Il governo ungherese ha introdotto lo stato d’emergenza per la guerra in Ucraina, che il premier Viktor Orbán ha definito una “minaccia costante” per la sicurezza del Paese, sia fisica sia energetica e finanziaria.

Cina in affanno. Il premier cinese Li Keqiang ha dichiarato che l’economia cinese dovrà lottare per ottenere una crescita positiva nel trimestre in corso.

Nervi tesi tra Usa e Cina. Il presidente statunitense Joe Biden, nel corso di una conferenza stampa in Giappone, ha detto che gli Stati Uniti sarebbero disposti a intervenire militarmente per difendere Taiwan contro un’eventuale invasione cinese. Pechino ha risposto che la Cina non fa compromessi su sovranità e integrità territoriale.

Stop al Patto di Stabilità. La Commissione europea ritiene giustificato un nuovo stop del Patto di Stabilità e crescita per il 2023. La clausola sarà disattivata a partire dal 2024. La sospensione non significa comunque un “liberi tutti”, ha detto il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis.

 

Come si sono mossi i mercati

Nell’ultima seduta della settimana le Borse europee cercano di consolidare il recupero iniziato mercoledì, dopo che la trimestrale sopra le attese del colosso Alibaba ha spinto la Borsa di Hong Kong e in generale il comparto tech dei listini asiatici, amplificando gli effetti del rally di Wall Street.

Restano sullo sfondo, naturalmente, i timori per la guerra in Ucraina e le sue conseguenze sulla ripresa economica. Ma gli investitori sembrano rassicurati dai toni della Fed, che ha definito appropriati i rialzi di 50 punti base già prezzati dai mercati (mentre alcuni analisti temevano mosse più drastiche).

Bye Bye. Gli azionisti di Didi, gigante cinese che si occupa di servizi di noleggio taxi, hanno approvato il piano per procedere al delisting dalla Borsa di New York.

Musk alza l’asticella. Elon Musk potrebbe rinegoziare i termini della sua offerta di acquisto di Twitter, aumentando di circa 6 miliardi di dollari la sua quota.

Notizie positive… Alibaba ha chiuso il quarto trimestre fiscale a marzo con ricavi in salita del 9%, superando le attese degli analisti.

… E negative. Le azioni di Snap (società che possiede Snapchat) sono crollate di oltre il 40%, e hanno causato vendite a catena nel settore tecnologico, dopo che la società ha reso noto che non sarà in grado di raggiungere i target di utili e ricavi fissati per il secondo trimestre dell’anno.

Materie prime e valute. Il petrolio ha registrato un cauto rally nell’ultima settimana, per ritracciare leggermente nella seduta di venerdì. Il brent viaggia sui 118 dollari al barile, il Wti sui 114. Sul fronte dei cambi, l’euro continua a guadagnare terreno sul dollaro e scambia – nella mattinata di venerdì – a 1,0746 contro il biglietto verde. In discesa invece il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco, indicato a 188 punti base.

 

Indici azionari Performance settimanale Performance da inizio mese
Azioni Italia 3.14% 4.07%
Azioni Europa 1.69% -0.70%
Azioni Usa 3.91% -3.30%
Azioni Cina -3.11% 1.16%
Indici obbligazionari Performance settimanale Performance da inizio mese
Bond governativi eurozona -0.45% -1.61%
Bond governativi usa 0.30% 0.32%
Bond corporate usa 1.85% 0.54%
Spread Btp-Bund 193.5 punti 9.30%
Materie prime Performance settimanale Performance da inizio mese
Oro 55.5 eur/gr (0.28%) -3.53%
Petrolio Wti 114.16 usd/barile (3.18%) -1.77%
Valute Performance settimanale Performance da inizio mese
Cambio Eur/Usd 1.0739 (0.45%) 1.73%
Cambio Eur/Gbp 0.8464 (0.04%) 0.99%

Indici di mercato. Dati aggiornati ore 17.00 del 27/05/22.

 

L’agenda della prossima settimana

Lunedì 30 maggio i mercati sono chiusi negli stati Uniti per la Festa delle Memoria.

Martedì occhio all’indice dei prezzi al consumo di maggio nella zona euro e alla variazione della disoccupazione in Germania, mentre dagli Usa arriva il rapporto sulla fiducia dei consumatori di maggio e dalla Cina l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (sempre a maggio).

Mercoledì lo stesso dato arriva anche in Germania e nel Regno Unito e negli Usa, mentre in Cina esce l’indice manifatturiero PMI Caixin di maggio.

Giovedì 2 giugno è festa nel Regno Unito e venerdì anche in Cina, mentre dagli Usa arrivano i dati sul tasso di disoccupazione di maggio.


 

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