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Cresce la famiglia degli investimenti sostenibili

L’attenzione all’etica e alla sostenibilità è in continua crescita ed entra ormai in gioco anche quando si tratta di scegliere dove investire i propri risparmi. UBS offre un’ampia gamma di possibilità a cui si è aggiunto, da febbraio 2017, un nuovo ETF legato al segmento corporate Investment grade della zona euro.


Non vi è dubbio che gli investitori siano sempre più attenti ad investire in armonia con i propri valori personali e con le proprie convinzioni etiche. Per rendersene conto basta dare un’occhiata ai numeri: a fine 2015 gli asset indicizzati agli indici socialmente responsabili MSCI ISR hanno raggiunto la quota di 45 miliardi di dollari.

Ma investire in linea con i propri valori non è una moda recente. La storia è ricca di episodi in cui gli investitori sono riusciti a far prevalere le proprie ragioni. Dal 2012 in poi, gli sforzi di UBS si sono intensificati per aumentare l’offerta in modo tale daoffrire ai propri clienti la più ampia gamma di ETF SRI disponibile.

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Prima di procedere, è necessario sottolineare che spesso investire secondo coscienza non implica necessariamente rinunciare ad un buon rendimento. Infatti, come viene evidenziato in numerosi studi, gli investimenti sostenibili non sottoperformano sistematicamente le strategie tradizionali ma al contrario gli indici SRI sono storicamente caratterizzati da livelli di Sharpe ratio[1]  maggiori rispetto agli indici standard, con l’eccezione del mercato USA dove l’indice ha restituito un rendimento leggermente inferiore nel periodo 2007-2016.

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Ma quali sono i criteri che definiscono le aziende socialmente responsabili? Chi seleziona i titoli “buoni”? Ovviamente, il processo di selezione per creare un paniere di titoli etici e in grado di offrire rendimenti interessanti non è una passeggiata ed è per questo che molti investitori preferiscono delegare a terzi questo compito piuttosto arduo, affidandosi a fondi comuni o ETF specializzati. In quest’ultimo caso è chi crea e gestisce l’indice (il provider) che si occupa di effettuare la selezione dei criteri e, di conseguenza, dei titoli. Nel caso degli ETF di UBS, il provider incaricato della valutazione e del monitoraggio delle aziende socialmente responsabili è MSCI.

Il processo di selezione dei titoli passa attraverso uno screening molto rigoroso, che analizza le aziende da diversi punti di vista. Ecco uno schema di sintesi:

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L’analisi del business. Per prima cosa vengono scartate le società che appartengono ai seguenti settori: alcol, tabacco, gioco d’azzardo, energia nucleare, OGM o armi.

L’impatto sui rischi non tangibili. A seconda del tipo di settore a cui le aziende appartengono (secondo la classificazione GICS), vengono poi analizzati i rischi potenziali. Ad esempio, per il settore utilities e materials è importante valutare l’impatto delle emissioni di carbonio, mentre per il settore finanziario e industriale i rischi da tenere d’occhio sono quelli connessi al riciclaggio di denaro e all’etica aziendale.

La valutazione delle controversie. Nel corso dell’operatività aziendale, le società possono andare incontro inoltre a controversie legali che sono rilevanti dal punto di vista dei criteri ISR. Perciòle aziende potenzialmente più “pericolose” vengono scartate.

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Grazie al sostegno di Barclays, il mondo degli investimenti sostenibili si è allargato, includendo anche il comparto obbligazionario. Anche in quest’ambito la logica è la stessa: si applicano i criteri ISR per selezionare le “migliori obbligazioni” presenti sul mercato.

Dal 14 febbraio 2017, UBS ha esteso la sua gamma di prodotti socialmente responsabili con il lancio di un nuovo ETF relativoal segmento corporate Investment grade della zona euro. Questo nuovo ETF ha la caratteristica di fissare al 5% il peso delle singole emissioni, in modo da rispettare i più sani principi di diversificazione.


Vuoi saperne di più?


[1] L’indice di Sharpe (o Sharpe ratio) esprime il rendimento eccedente che un investitore può attendersi rispetto a un investimento a rischio zero (ad es. interessi sui depositi a risparmio) per ogni singola unità di rischio (volatilità) a cui si espone.

Scritto da

UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 38 miliardi di Euro e rappresenta il quinto operatore nel mercato degli ETF (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2018) con 92 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 682 miliardi di euro (al 31 dicembre 2018), di cui oltre 260 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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