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Ripartire con i Megatrend: ecco le smart cities del futuro

Come saranno le città del futuro? Da secoli l’uomo pensa a spazi futuristici iper tecnologici e avanzati e oggi quell’idea non è poi così lontana. Le tecnologie digitali continuano a evolversi e sono sempre più al centro delle politiche di sviluppo dei governi di tutto il mondo. E la pandemia non ha fatto altro che accelerarne l’espansione, provando che abbiamo veramente bisogno di uno spazio condiviso in cui la tecnologia può aiutarci a neutralizzare o, perlomeno, contenere i pericoli. Le smart cities rappresentano tutto questo, una tecnologia, come si è visto in alcune città dell’Asia, che è fondamentale nella valutazione, prevenzione e controllo dei rischi che corrono i singoli territori. Una tecnologia che è il cuore dei fondi tematici che seguono lo sviluppo delle smart cities, le città iper-tech del futuro. Questa crisi non ha fatto altro che spingere per una maggiore digitalizzazione dei luoghi in cui viviamo, digitalizzazione e tecnologia che sono i motori dei fondi d’investimento collegati allo sviluppo delle cosiddette “smart cities”.

 

Un nuovo concetto di spazio urbano

Le nuove città saranno uno spazio prettamente tecnologico, attento alle esigenze dei cittadini e alla qualità della loro vita. Secondo la Comunità Europea, una smart city è infatti “un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti dalle tecnologie digitali e dalle telecomunicazioni a beneficio dei suoi abitanti e della sua economia”. In poche parole, lo sviluppo delle città del futuro sarà incentrato sull’innovazione tecnologica, che comprenderà strumenti di comunicazione, trasporto e monitoraggio della salute più digitalizzati. La domanda di fondi per la tecnologia è già in crescita e si è dimostrata resiliente all’epidemia di coronavirus; i fondi incentrati sulle “smart cities”, che oltre al tech spesso includono anche titoli Esg, sono tra i vincitori della crisi.

 

Lo sviluppo di una smart city: i settori coinvolti

Le caratteristiche di una smart city sono sei: smart people, smart governance, smart economy, smart living, smart mobility e smart environment. I settori che ne beneficeranno saranno quindi tutti quelli collegati all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Le aree che dovrebbero ricevere una maggiore attenzione e maggiori investimenti sono: edilizia, connettività, mobilità intelligente ed elettrificazione, misure sanitarie, ma anche per la lotta a lungo termine contro il cambiamento climatico e tutto ciò che si rifà all’economia circolare e lo riutilizzo intelligente dei rifiuti. Sono le infrastrutture di comunicazione a giocare un ruolo centrale e la necessità di tenere connesse persone forzatamente lontane ha dimostrato i limiti odierni dei mezzi adoperati, che hanno bisogno di più risorse e innovazioni.

 

La domanda di fondi tecnologici è cresciuta durante epidemia

A riprova dell’importanza degli investimenti nel settore tech abbiamo assistito a flussi positivi d’investimento nei titoli tecnologici, che anche durante la pandemia hanno offerto supporto agli operatori di nicchia del mercato – come i fondi smart city. Secondo la società di ricerca e consulenza statunitense Cerulli Associates, infatti, il totale degli asset gestiti nei fondi tecnologici in Europa ammontava a 78,3 miliardi di euro ad aprile 2020, con una crescita di 6,4 miliardi di euro rispetto al totale del 2019.
 


 
Questo perché la crisi sta spingendo a una maggiore digitalizzazione, che non è altro uno dei motori dei fondi collegati alle Smart cities, che, secondo Morningstar, hanno anche sovraperformato rispetto alle loro controparti per via di altri criteri, come il loro sistematico approccio ambientale, sociale e di governance (ESG) e il focus su titoli growth di qualità.
 

Il Megatrend più dirompente degli ultimi anni: l’urbanizzazione

La corsa alle città potrà anche aver perso attrattiva nei Paesi occidentali sviluppati, ma non accenna a scemare nelle economie emergenti e in Asia. Oggi il 60% degli abitanti del pianeta vive in città anche se coprano solo il 2% delle terre emerse. Servono soluzioni per gestire questo sviluppo pena l’innalzamento di inquinamento, rifiuti ingestibili e città sempre più decadenti, che minano il benessere dei cittadini. Il cambiamento climatico e la pandemia ci hanno fatto capire che non possiamo affidarci al modello urbano odierno, serve un cambiamento radicale, che punta alla sostenibilità e al miglioramento dei servizi per le persone. Il tema delle smart cities si impone quindi come uno dei più importanti per i prossimi tempi.

 

Tecnologia e sostenibilità al centro delle smart cities

All’indomani dell’epidemia, è probabile che i governi investano maggiori risorse per rivedere il sistema attuale, soprattutto quello sanitario pubblico per trovare ad esempio modalità di prevenzione, individuazione precoce, diagnosi e trattamento efficace. Ciò creerà forti esigenze di una vita intelligente più sofisticata e tecnologicamente avanzata e di infrastrutture pubbliche più robuste grazie al supporto delle nuove tecnologie e dell’innovazione. Internet of Things (IoT), big data, blockchain, intelligenza artificiale e 5G: di pari passo con la crescita di queste città aumenteranno gli investimenti in servizi, infrastrutture e in queste tecnologie che le rendono sempre più smart. Le possibilità di investimento nelle smart cities sono infatti moltissime, perché tante sono le società e gli ambiti coinvolti, come ad esempio quello della mobilità e dei rifiuti.
 

 

Puntare sui megatrend e guardare oltre

Puntare su questi grandi trend di sviluppo del futuro significa guardare oltre il presente e le oscillazioni di mercato a breve termine e concentrarsi maggiormente sui bisogni della popolazione a lungo termine, che sono quelli con maggiore impatto. Demografia, urbanizzazione, cambiamento climatico, siccità, invecchiamento della popolazione: sono solo alcuni dei temi che nel futuro saranno cruciali per la popolazione mondiale. Investire su di essi non significa solo trarre vantaggio dalle performance che le società ad essi collegati avranno, ma anche fornire risorse alla realizzazione di quei progetti che cambieranno il futuro.

 

1 – Cosa c’entra l’intelligenza artificiale con il coronavirus?
2 – Alla scoperta degli MT SAAS, i leader tecnologici di domani
3 – Il volto “etico” dell’intelligenza artificiale
4 – Se il coronavirus incontra il Megatrend

Scritto da

Jessica, nata e cresciuta a Trento, ha conseguito la laurea triennale in commercio internazionale a Milano per poi trasferirsi in Olanda e continuare lì la sua avventura accademica. La passione per i viaggi l'ha portata a vivere e lavorare per diverse start-up in giro per il mondo, sempre in ambienti internazionali e multiculturali. Ama scrivere e trascorrere i fine settimana sulle sue amate Dolomiti trentine.

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